Le pagine “gialle” di Monteselva

Novembre 25th, 2007

Come anticipato, qui di seguito potrete trovare un primo elenco (destinato ad arricchirsi man mano che si svolgeranno le mie indagini) dei miei concittadini che in qualche modo sono già stati “individuati” dalla fantasia di Patrizio Pacioni.

Si tratta di personaggi che:

1)      hanno già partecipato ad avventure già pubblicate;

2)      sono protagonisti di avventure già scritte e di prossima pubblicazione;

3)      saranno protagonisti di avventure ancora in fase di scrittura;

Le forze dell’ordine:

Bersani Gabriele (Vice-sovrintendente PS); Bonomi Brigida (Brigadiere CC); Cardona Leonardo (Commissario PS); Zamboni Luisa (moglie di Cardona); Zamboni Laura (cognata di Cardona); Gargiulo Gaetano (agente scelto PS); Massaro Danilo (Agente PS); Palazzi Paolo (Vice-sovintendete PS); Previtali Pierpaolo (Magistrato) Ranieri Raimondo (Capitano CC);

 I “borghesi”:

Aleramo Raimondo (idraulico); Rosanna Sergi (sua moglie); Miriam e Stefania (amiche e colleghe di Rosanna); Antonini Eva (maestra alla scuola elem. “Sandro Pertini”); Nardi Nicola (suo amante); Fioravanti Francesca (fidanzata di Nicola); Baiamonte Carolina (sarta); Bellini Angela (preside alla “Sandro Pertini”) Bompiani Walter (fornaio); Canali Cristina (giornalista); Cassini Piero (parroco); Adele Anselmi (la sua perpetua); Cavaliere Carmine (fabbro) Crovi Sebastiano (bidello alla “Sandro Pertini”); Cecilia Amoroso (sua moglie); De Rossi Diana (giornalista di Tele Radio Farnese); Bonardi Tiziano (suo marito-bancario); Dotti Marta (commessa); Franzoni Mirco (proprietario di Tele Radio Farnese); Frinolli Ferdinando (psicologo) Fai Ludovica (sua moglie) Frinolli Franco (suo figlio) Gotti Gabriele (guardia giurata); Gentile Giordano (attore); Ingravallo Salvatore (portalettere); Lusetti Lorenzo (medico); Kalem Magdi (infermiere); Martini Lisa (proprietaria “Bar della Lisa”); Fusco Simone (suo marito e socio); Montani Oscar (macellaio); Padovani Paola (profumiera); Rodriguez Carmen (domestica); Sarti Alessandro (tossico); Sensini Mario (assessore comunale); Ariatti Margherita (sua moglie) Tirabassi Alessio (sindaco) Benedetti Daniela (sua moglie); Tirabassi Emiliano (cugino del sindaco e imprenditore); Tirabassi Raul (figlio di Emiliano) Vairo Valerio (giornalista).

 A essi si uniranno quelli di vostra creazione, dunque…

 … dunque semplicemente buon lavoro e buon divertimento.

 L.C.  

Anagrafe di Monteselva - Costruire una città

Novembre 21st, 2007


_cardona_lep-71.jpgPresso l’ufficio del catasto informatico denominato http://www.patriziopacioni.com/cardona sono aperte le iscrizioni al comune dell’anagrafe di Monteselva.

Gli interessati dovranno inviare un profilo analitico dell’aspirante cittadino, completo di caratteristiche fisiche e psicologiche, di professione esercitata e posizione sociale occupata, della composizione della famiglia di origine e di appartenenza e di ogni ulteriore dettaglio e/o notizia ritenuti utile a dare spessore e contenuto alla figura.
I personaggi prescelti, selezionati a giudizio insindacabile della Amministrazione Comunale, che si riserva anche la facoltà di rielaborare (in modo peraltro meramente “tecnico”) le richieste di ammissione, saranno immessi in Rete e potranno proseguire e sviluppare la propria “esistenza” a Monteselva partecipando alla vita cittadina e dialogando con gli altri abitanti. Chi ancora non conoscesse la località (situata a mezza strada tra Parma e Piacenza nel più suggestivo sito del Paese delle Fantasie), potrà trovarne qui di seguito la mappa delle zone centrali e semi-centrali insieme con l’elenco dei personaggi già partoriti dall’Autore per opere edite o di prossima edizione. (Il ritratto del commissario Cardona al lavoro è opera di Fabio Follia)

ZOOM

Identikit di Diana De Rossi

Novembre 21st, 2007

diana-de-rossi-1.jpg Ho trentacinque anni, e sono nata, da famiglia borghese e benestante, a Monteselva, dove vivo tuttora con mio marito e i nostri due figli. A casa mia l’informazione e la lettura sono state sempre tenute in grande considerazione, dunque nessuna meraviglia che, fin da bambina, io abbia nutrito un’autentica passione per il mestiere di giornalista e tutto ciò che vi orbita attorno. Dopo il liceo, infatti, mi iscrissi alla facoltà di Scienze Politiche presso la Cattolica di  Milano, laureandomi dopo quattro anni esatti con una tesi sulla particolarità della trasmissione delle notizie mediante radio e televisione. Subito dopo mi intrufolai nella redazione della Gazzetta Piacentina dove, come tutti i miei colleghi praticanti, venni sfruttata come una schiava per più di tre anni. Poi ebbi l’occasione di trasferirmi a Bologna, assunta come cronista di cronaca e gossip all’Informazione. Per tornare dopo altri tre anni qui, chiamata dal direttore del TG di T.R.F. (Tele Radio Farnese). E, nonostante sia entrata a far parte della redazione da soli quattro anni, i notiziari e gli speciali condotti da me riscuotono il più alto gradimento da parte degli spettatori e lo share più consistente. Che raggiungere il successo e la notorietà non sia esattamente il modo migliore di circondarsi di amici è cosa ampiamente sperimentata e risaputa.Da una parte infatti ci sono i colleghi maschi, vecchi volponi che si sono fatti strada nella massa a suon di calci e gomitate, rincorrendo piccoli scandali di provincia e sordidi episodi di cronaca nera. Loro dicono che, se ricevo tanti consensi, è solo perché Madre Natura mi ha regalato un musetto carino, cosce lunghe e due tette dure e rotonde come piccoli meloni.Dall’altra stanno le colleghe, per le quali la storia è sempre la stessa, che si ripete nei secoli dei secoli e così sia: tra le donne coloro che fanno carriera sono solo ed esclusivamente quelle che possiedono lo stomaco e l’intuito di “darla” alle persone giuste. Se poi si sapesse in giro che io (sposatissima e madre) porto avanti già da diverso tempo una tresca con lo sposatissimo e padre commissario Cardona, il coro si farebbe unanime: a me le notizie arrivano sempre esatte e, soprattutto, prima che vengano a conoscenza dei concorrenti. E affermarsi così è un po’ come vincere una partita di calcio con l’arbitro e i guardalinee che indossano la maglia della tua squadra. In realtà, sì, sono l’amante di Leonardo Cardona, detto il “Leone”.Poliziotto arcigno e implacabile, quando l’ha a che fare coi delinquenti.Amante tenero, fantasioso e appassionato tra le lenzuola del Motel del Poggio, dove ci troviamo ogni volta che ci è possibile farlo. Festeggio i miei compleanni ogni 20 di novembre, e chi s’intende appena un po’ di astrologia, sa bene quanto una come me, nata sotto il segno dello scorpione, possa essere interessata a questo tipo di caratteristiche. Merce sempre più difficile da reperire nel sempre più piatto e (ahimé!) insipido “pianeta uomo”. Con Leonardo ci conoscemmo sui banchi del liceo.Potrà sembrare strano, ma la prima cosa che mi affascinò in lui, prima ancora dei lineamenti del suo viso che sembrano scolpiti nel granito, del fisico da pugile dell’antica Grecia e dello sguardo da rapace, fu la sua stempiatura.Sì, perché mi sono sentita sempre attratta dagli uomini con pochi capelli.Chissà come mai. Forse mi ha influenzato mia madre che, probabilmente per valorizzare in qualche modo la calvizie di papà, era solita dire che gli uomini con la chioma folta se ne servono, in realtà, per camuffare la povertà di idee che alberga nel loro cervello.Forse solo il fatto che, appunto, mio padre me lo ricordo calvo da sempre. Quando capitava di parlarne, in famiglia o fuori, lui era solito ripetere che era stato lo sforzo per sostenere la “maturità classica”a ridurlo così. Oh, l’esame di una volta, mica cazzate come quelle che si trovano ad affrontare i ragazzi d’oggi per mettersi in tasca uno straccio di diploma!E siccome, almeno a quanto si dice, capita spesso che una femminuccia si innamori del proprio papà, io mi sono innamorata perdutamente di lui. Comunque, già ai tempi della scuola, quella specie di triangolo di capelli che gli si avventura verso la fronte come una penisola nell’oceano, lui ce l’aveva già.Qualcosa che (guarda un po’!) insieme alle strane orecchie che si ritrova, leggermente a punta, gli regala proprio l’aspetto di un leone. Di mio marito Tiziano Bonardi (che ha scelto di prestare le proprie attenzioni più alla banca per cui lavora che a me, e ancora non sembra ravvisare alcun tipo di rimpianto per questo) e di Luisa Zamboni (che non ha saputo tenersi stretta un uomo speciale come suo marito Leonardo), adesso non mi va di parlare. Ma non credo proprio che, su di loro, ci sarebbe poi così tanto da dire.  (L’immagine di Diana è stata creata da Ishar)

Identikit del Leone

Novembre 12th, 2007

polizia-animata-1.gif Leonardo Cardona

Mi chiamo Cardona.
Leonardo, Cardona. Abito nel comune di Monteselva e di mestiere ricopro il ruolo di commissario di Polizia presso la Questura di Piacenza. Altezza 1,83, muscoli non appariscenti ma abbastanza funzionali, a quanto mi dicono, e poco adipe, giusto un po’ di maniglie dell’amore sui fianchi. Anche se, lo confesso, mantenermi in forma, da qualche tempo a questa parte, mi costa uno sforzo notevole: non so perché, ma, da quando ho superato i trenta, sembra che il cibo abbia preso a ingrassarmi solo a guardarlo. Che le calorie mi aggrediscano, con la decisione e la cattiveria di una banda di teppisti. Con la pistola so mirare giusto quanto basta e nel corpo a corpo, oltre ai rudimenti di diverse arti marziali, conosco un paio di trucchi da vicolo buio di periferia: impararli m’è costato qualche botta in testa e altrove, e un paio di cicatrici che per fortuna restano quasi sempre coperte dai vestiti. Capelli … pochi, ma per me non è mai stato un problema, e poi sembra che, dopo che la maggior parte di loro ha avuto sin troppa fretta di migrare altrove, quelli che hanno deciso di rimanere si siano abbarbicati come arbusti sul crinale di un colle esposto alle intemperie, continuando anche oggi che sono alla soglia dei quaranta, a resistere eroicamente al loro posto. Sono coniugato con Luisa da quasi vent’anni (ricordo che nello stesso anno sposai prima la polizia e poi mia moglie) e ho un figlio che si chiama Michele e che di anni ne ha sette. È arrivato con comodo, lui, e da come lo vedo crescere penso che abbia intenzione di prendere la propria vita con comodo. Mi piace leggere, andare al cinema, al teatro, al museo, adoro la buona musica, sia classica che moderna. Dedico ogni mattina almeno un’ora alla lettura dei giornali, e nutro un’autentica passione per la storia. Chi, sulla base di queste informazioni, individuasse in me un raffinato uomo di cultura, prenderebbe però la più grossa cantonata della propria vita. Perché ciò che mi interessa davvero, da bravo sbirro come sono e probabilmente rimarrò nel profondo dell’anima fino all’ultimo respiro, è quanto accade nel mondo che mi circonda. Insomma, ciò che realmente vorrei è che nulla di quanto è fuori e dentro gli altri quattro o cinque miliardi di uomini e donne come me, possa sfuggire alla mia cognizione. Obbiettivo alquanto ambizioso e probabilmente irraggiungibile, me ne rendo perfettamente conto, che però ha avuto l’effetto di trasformare la mia mente in una specie di insaziabile tritatutto nel quale stipo con metodo quasi ossessivo informazioni di ogni tipo. Quanto ai delinquenti coi quali mi trovo a trattare quotidianamente, in tutta coscienza non ritengo di dover usare con loro troppi riguardi. Quando mi metto sulle tracce di un sospetto, annuso la sua scia, e non lo mollo più finché non ce l’ho ben stretto tra i denti. Forse è anche per questo che mi hanno affibbiato il soprannome di “Leone”. Questa mia, chiamiamola così, determinazione nelle indagini non è una questione personale, si badi bene, e quando mi rendo conto che un colpevole riconosce la propria deviazione e se ne pente, non ho difficoltà a cercare le motivazioni che l’hanno spinto a sbagliare. Perché ce n’è quasi sempre almeno una valida, o perlomeno che possa sembrare valida.Il fatto è che sono nato sotto il segno della Vergine, segno di terra, segno dell’ordine e della razionalità, e quando un tassello del mosaico che mi sono costruito della legalità (forse un po’ troppo personale, non ho difficoltà ad ammetterlo) viene spostato, la mia prima preoccupazione è di rimetterlo a posto, se posso, o quanto meno quella di punire il responsabile del disordine.Per questo pretendo molto dai miei collaboratori e, quanto ai miei superiori, non ho difficoltà ad alzare la voce se, per qualche motivo, mi si mettono di traverso.Per questo, probabilmente, la mia carriera si fermerà qui dove sono già arrivato. Rimanendo in tema di astrologia, quanto al mio privato (fuori dal commissariato, intendo), a governarla dev’essere la costellazione (guarda un po’!) proprio del Leone, sulla quale gravitano gran parte dei miei principali ascendenti.Così amo vivere la mia vita fino in fondo, perché non credo nella reincarnazione e so bene che non mi sarà concessa un’altra possibilità. Parlo di passione, di sensazioni vere, di quelle che ti torcono le budella e ti fanno riscaldare il sangue.Parlo della mia ormai consolidata relazione con Diana De Rossi, la bella giornalista di Tele Radio Farnese. La mia morbida, profumata, tenera, appassionata, disinibita e intelligentissima amante.