Lezione di giornalismo

turin-live-junior-dic-07-027.jpg Torino, teatro Vittoria - 15 dicembre 2007: Patrizio Pacioni e Sandrina Piras introducono la serata finale del festival Turin Live, organizzato dal Salotto Letterario

C’è un locale in pieno centro di Torino: il teatro Vittoria.

C’è un evento di sabato sera, giorno e ora di punta della voglia di intrattenimento popolare.

Ci sono gruppi di artisti (attori, cantanti, gruppi di ballo classico e moderno, cabarettisti, pianisti) arrivati sin qui non solo da Torino e dal Piemonte, ma anche da altre città e regioni, attraverso severe selezioni operate da giurie tecniche e popolari. Caspita, saranno decine, che bello. Molti di loro giovanissimi che, sottraendo tempo agli svaghi caratteristici della fase di vita attraversata, hanno dedicato alla propria preparazione ore, settimane, mesi e anni di fatica.

Ci sono poeti, pittori, scrittori, performers…

C’è una manifestazione che si chiama Turin Live Festival, mica “Dilettanti allo sbaraglio”, accidenti: la geniale idea di Sandrina Piras di assemblare in un grande festival espressioni artistiche differenti, dimostrando l’assoluta compatibilità nonché l’inevitabile “interscambiabilità globale” della creatività comunque intesa.

C’è l’associazione culturale che l’organizza: si chiama “Salotto Letterario”, conta più di 5.000 (cinquemila) iscritti disseminati in tutta Italia, con una magnifica sede in Via Sansovino e sezioni distaccate a Palermo e Sassari, e prossimamente Milano, e si impegna quotidianamente e con grande dispendio di energie e mezzi (sostituendosi spesso alle carenze del “servizio pubblico”) a quel difficilissimo compito che è la promozione della letteratura e di ogni altro mezzo di comunicazione artistica.In poche parole: della divulgazione della cultura tout-court. 

Ah, sì, ci sono anche circa 200 persone che affollano il teatro in ogni ordine di posti. E che a mezzanotte passata ritornano ciascuno a casa sua, con gli occhi e il cuore ancora pieni di uno spettacolo di grande impatto emotivo e di ottimo livello tecnico. 

Chi manca?

Di chi mi sono scordata?

No, non mi sembra di avere tralasciato nulla d’importante.

Invece…

… invece, adesso che ci penso, è il quotidiano La Stampa, il giornale dei torinesi, che si è dimenticato di segnalare ai propri lettori, che lo comprano ogni giorno anche per essere informati di ciò che succede nella propria città, un avvenimento degno di ben altra attenzione. Perché, signori miei, lo spazio è tiranno, e nella cronaca cittadina c’è da pubblicizzare ben altro, in una giornata densa di appuntamenti importanti: un saggio di non so quale classe di non so quale scuola (non ce l’ho con voi, ragazzi, anzi, spero che vi sia andato tutto a gonfie vele!), oppure una conferenza sulle conchiglie fossili nel Borneo (adoro le conchiglie e anche il Borneo, sia ben chiaro) o qualcosa di altrettanto eccitante…

È ancora il quotidiano La Stampa che, nonostante i ripetuti inviti (a proposito, per i giornalisti l’ingresso è gratuito) e solleciti si è rifiutato persino di mandare perlomeno un cronista, un praticante, un fattorino, che ne so, per verificare perché lì, al numero 4 di via Gramsci, alle nove di sera di un sabato ormai così vicino a Natale, ci fosse quell’assembramento di artisti e di gente comune venuta a trascorrere due ore e mezza di genuino e intelligente intrattenimento.

Sì, questa è davvero una grande lezione di giornalismo: cioè, di quello che non dovrebbe mai essere il comportamento della “redazione culturale” (le virgolette non sono messe a caso) di un quotidiano di importanza nazionale. Grazie, amici de La Stampa, ne faremo davvero tesoro.

turin-live-juinor-15-dic-07-020.jpgUn significativo momento della straordinaria performance dei giovani talenti della Gipsy Musical Academy, che ha affascinato, divertito e commosso il pubblico del teatro Vittoria.

Diana De Rossi per T.R.F.



1 Commento a “Lezione di giornalismo”

  1. stefania scrive:

    Una volta i torinesi dicevano che ‘La Stampa’ dedica attenzione solo alla Fiat, alla parrocchia e al calcio.
    Ho l’impressione che avessero ragione, allora come oggi…
    Ma non bisogna arrendersi. Mai. E Sandrina Piras non è certo tipo da farsi scoraggiare da cose così.
    Bravo Salotto Letterario, bravi tutti i partecipanti e coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
    Il prossimo anno andrà ancora meglio.

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