Quando a Monteselva e dintorni succede qualcosa di di tragico, di interessante, o soltanto di insolito
(per esempio un incidente automobilistico più grave degli altri, un’aggressione, una rapina, un omicidio, un incendio, oppure semplicemente un evento mondano)
quasi sempre, dopo un po’, si vede arrivare in zona una ragazzona dai capelli rossi alta quasi un metro e ottanta più tacchi, attrezzata con penna, taccuino e reflex, che si intrufola tra la gente, fino ad arrivare al centro esatto del vortice.
Bè, quella ragazza sono io: Cristina Canali, cronista della Gazzetta Piacentina, redazione per la cronaca locale della zona di Monteselva, Partinengo e Pratolo.
D’accordo, non avrò i lineamenti classici di Nicole Kidman, né le forme prorompenti di Shakira, ma come fisico non me la cavo male: i miei numeri sono 84-65-86, scolpiti nella carne soda di una sana romagnola di venticinque anni.
Non avrò il genio di Einstein, e neppure la scienza di Rita Levi Montalcini, poco ma sicuro. Però, per quanto riguarda la testa…
… direi che, se non altro, sono scaltra.
Perché ho fatto presto ad apprendere che nella vita, per ottenere consensi e successo, bisogna farsi largo coi gomiti. Solo che io sono nata donna, anzi femmina, quindi non fanno parte della mia attrezzatura i muscoli d’acciaio di un giocatore di rugby, e da adolescente ho solo giocato un po’ a pallavolo, invece di frequentare una palestra di arti marziali.
Quindi, per ottenere lo scopo, altro non mi resta da fare che servirmi di ciò che madre natura ha voluto regalarmi: un musetto carino, tette e glutei niente male e un paio di gambe lunghe e ben tornite.Insomma, se proprio volete sapere come la penso, un sorriso, uno sguardo intrigante e qualche moina, il tutto sfoderato al momento giusto, mi possono aprire più porte di quanto non riesca a fare un grimaldello.
È così che, subito dopo avere conseguito la laurea in Scienze delle Comunicazioni col massimo dei voti (o quasi), ho trovato subito posto come praticante alla corte di Valerio Vairo, un vecchio volpone della carta stampata che, anche se non ha mai seguito un corso di giornalismo, di come si scrive un articolo e, prima ancora, di come si acquisiscono le notizie più fresche e golose ne sa davvero una più del diavolo. Per farmi “assumere” subito, scavalcando tutti i miei coetanei che erano in fila da chissà quanto tempo prima di me, mi bastò perdere qualche minuto in più davanti allo specchio, il giorno del primo colloquio. Mi presentai truccata in modo molto accurato e sexy, con un tailleur dalla gonna molto corta indossato sopra una camicetta dalla scollatura altrettanto profonda.
Comunque, con Valerio siamo riusciti col tempo a raggiungere un equilibrio piuttosto stabile, anche se pur sempre precario, per forza di cose: io attingo a piene mani dalla sua esperienza, lui si ripaga spiandomi da qualsiasi spiraglio si apra nei miei vestiti, lasciando intravedere un po’ di carne nuda, e spogliandomi del resto con gli occhi.
E con qualche palpata, ogni volta che mi viene (o gli vado) abbastanza vicino da poterselo permettere.
Niente più di questo, s’intende, almeno fino a quando non se ne dovesse presentare un’occasione davvero speciale.
Come un articolo sulla prima pagina della Gazzetta, per esempio, su un argomento importante e con la mia firma per esteso in calce.
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on Martedì, Dicembre 18th, 2007 at 12:11 While Dave was in Cronache di Monteselva.
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