Tra Patrizio Pacioni e l’Irlanda… un legame sempre più stretto

Dicembre 26th, 2007

È on-line il racconto 

Monete d’oro e fiocchi d’avena 

che partecipa al concorso letterario  

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L’Irlanda nel cuore

Frammenti di un’Isola raccontata con cuore italiano 

organizzato da:

b5_coolp.jpg Coltura Project - Servizi culturali per le aziende

in collaborazione con

b4_irlandando.jpg www.irlandando.it - il ritrovo on-line degli amanti d’Irlanda 

Vi ricordo che Patrizio Pacioni, oltre a essere uno scrittore prolifico e versatile (che ha tra l’altro romanzato le avventure del nostro illustre concittadino, il commissario Leonardo Cardona) è collaboratore di Historica fin dai primissimi numeri della rivista. La creazione che ha voluto dedicare all’amatissima Isola del quadrifoglio, dove è tra l’altro ambientato il romanzo di prossima uscita “Malinconico Leprechaun”, è una storia visionaria che ha per protagonista il folletto dispettoso ma, nonostante ciò, tanto caro al popolo irlandese. Insomma, cosa aspettate ancora?

Andate subito a leggerlo, cliccando qui: 

http://www.irlandanelcuore.com/index.php?option=com_content&task=view&id=58&Itemid=34   

Aspettiamo i vostri commenti!

Cristina Canali per Historica

Arrivano i nost..RIS

Dicembre 26th, 2007

giornale.bmp C’è una mamma che, all’apice di una crisi di nervi, afferra il primo oggetto contundente che le capita a portata di mano per colpire il suo bambino che fa i capricci. E, probabilmente senza volerlo davvero, lo uccide.

Poi c’è un ragazzo che, per chissà quale oscuro motivo, massacra la sua fidanzata, lasciando tracce dappertutto meno che dove avrebbe voluto lasciarle davvero: nel pc del suo studio.

Infine c’è un gruppo di studenti fumati e assatanati che, in un momento di noia ed eccitazione collettiva, violentano e trucidano una loro compagna, colpevole solo di non averli voluti seguire nella trasgressione, almeno non oltre un certo limite.

Casi chiari, lampanti, sui quali indagavano i vecchi e buoni marescialli di una volta, che arrivavano sulla scena del delitto magari a cavallo di una bicicletta, armati di rivoltella, lente d’ingrandimento e di un sacchetto di plastica per i reperti. Indagini che si risolvevano nel giro di una settimana, se non prima, con la perfetta conoscenza del territorio presidiato, un pizzico di intuito da segugio e qualche domanda fatta nel modo giusto alle persone giuste. Invece… 

… invece adesso siamo nel Terzo Millennio, signori, nel pieno dell’Era Tecnologica! Quando c’è un delitto si sigilla la ”Crime Scene” con nastri di plastica, arrivano gli uomini coi camici bianchi e le tute da astronauta, tutti laureati, tutti intelligentissimi, con le loro macchine fotografiche digitali, le loro polverine, il luminol e altre mille diavolerie scientifiche di nuova e nuovissima generazione. 

Insomma, arrivano i nostri, anzi i “NostRIS”… e il caso più semplice, all’improvviso si ingarbuglia, disperdendo il flusso del buon senso in mille caotici rivoli di perizie incrociate (a proposito, è mai possibile che per gli esperti della difesa i riscontri tecnici siano sempre favorevoli all’imputato e per quelli dell’accusa sempre contrari?) e in una serie infinita quanto estenuante di comparsate di rei, parenti delle vittime e testimoni nei vari “Porta a porta” e “Matrix” che, per incanto, si trasformano nelle autentiche aule di Tribunale. 

E quanto a processare davvero e a mettere in galera il colpevole?

Oh, ma questo è poco più di un dettaglio!

Diana De Rossi per T.F.R. - Tele Radio Farnese