Mi chiamo Silvana Carussi e sono conosciuta dai Monteselvini come “Medium Silva”.
Vivo a Monteselva dalla nascita, cioè da oltre quarant’anni, e sono nubile.
Timida e impacciata fin da bambina, ho sempre condotto vita schiva e solitaria, aiutando mia madre (Lorena Lenza vedova Carussi) nel suo mestiere di magliaia.
Mi piaceva tanto quel lavoro, adoravo i colori dei fili di lana e il rumore che faceva la macchina in funzione.
Ma mia madre morta qualche anno fa, dopo una penosa agonia, e io sono rimasta sola al mondo.
Sempre più schiva e trasandata, uscivo di casa raramente, prevalentemente la mattina presto, quando in giro per Monteselva non c’è quasi nessuno.
Poco alla volta persi anche tutte le clienti di mia madre, quelle che venivano a farsi confezionare le maglie. Mi chiedevo perché, visto che ero brava, precisa e puntuale nel mio lavoro. Ma poi Gilda (Ermenegilda Bertolini, la panettiera tanto amica di mia madre), mi riferì che le signore spesso spettegolavano di me nel suo negozio. Dicevano che la mia casa non era pulita e che anch’io, quando mi avvicinavo per prendere le misure, non emanavo proprio un buon odore.
Ma, tra tutte le cose che riferivano di me, la più sbalorditiva era questa: a casa mia talvolta si sentivano strani rumori.
Rumori sinistri.
Insomma, per farla breve mi fu attribuito un potere che io stessa non sapevo di avere: diventai “Silvana, quella che parla coi morti”, una specie di medium e un’indovina.
E in un certo senso c’era del vero, in queste voci.
Da quando era morta mia madre avevo la sensazione di essere in contatto con lei, di sentire la sua presenza. Le parlavo in continuazione.
E lei… mi rispondeva.
Fu così che, un anno dopo la sua morte, venduta la macchina per maglieria, mi dedicai al mestiere di medium, mestiere che mi era stato già riconosciuto dalla piccola comunità di Monteselva e senza spendere neppure un euro in pubblicità.
Oggi, chiunque in paese abbia desiderio o necessità di comunicare con un defunto, chiunque abbia problemi d’amore o semplicemente speri di conoscere in anticipo l’esito di una giocata oppure di un affare, si rivolge a me.
Io ricevo, su appuntamento telefonico, nel salottino di casa, che adesso bado a tenere lindo e profumato. Sul campanello accanto al citofono ho scritto ‘MEDIUM SILVANA’ , ma la targhetta è stretta e il finale non si legge bene.
Così per tutti adesso sono medium Silva, che mi sembra anche un nome adatto a suscitare oscure premonizioni e fantasiose stregonerie.
In almeno due occasioni, medium Silva, ha aiutato addirittura la polizia a scovare indizi per indagini che si erano rivelate difficili. Non so spiegare come, ma ho una specie di sesto senso e…
…e mia madre mi aiuta.
Che altro dire di me, dunque, se non qualcosa del mio aspetto? Per essere una zitella che ha superato i quaranta, non sono per niente brutta, anzi. Sono piuttosto alta, magra, ho un viso regolare, due penetranti occhi azzurri identici a quelli di mia madre, che tutti definivano bellissimi. I capelli castano chiaro sono lunghi, ma li porto quasi sempre legati.
Eppure la mia bellezza non si nota, infagottata nei soliti, logori abiti scuri, senza alcuna forma e colore. Ma io mi sento più comoda e, sì lo ammetto, più sicura di non farmi notare. Non mi trucco, non mi vesto alla moda, non porto scarpe con i tacchi né accessori eleganti. Cammino un po’ curva in avanti, sempre rasente ai muri, guardando fisso davanti a me e sperando di non incontrare nessuno che mi saluti o, peggio, mi rivolga la parola.
Qualche volta mi succede di pensare all’amore, addirittura di innamorarmi, (bè, sono pur sempre una donna, no?), ma le mie storie, almeno fino a oggi, sono state solo platoniche e note a me sola.
E non credo che, su questo versante, possano esserci cambiamenti significativi, almeno nel breve.