A Gravina, tra tragedia e sciocchezzaio

Febbraio 26th, 2008

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Francesco e Salvatore (dalla Rete)

Sono stati ritrovati purtroppo cadaveri i due piccoli e sventurati fratelli Pappalardi.

Grazie a una coincidenza che potrebbe risultare di scarsa credibilità anche in un romanzo, i vigili chiamati per soccorrere un ragazzo di dodici anni caduto incidentalmente all’interno di un pozzo hanno notato la presenza dei poveri resti di Francesco e Salvatore, la cui scomparsa aveva emozionato mezza Italia e sulla cui sorte erano state avanzate le ipotesi più disparate.

Come spesso accade in occasioni del genere, quando cioè si verifica uno sviluppo così clamoroso in una vicenda che, abilmente veicolata dai media, per mesi e mesi ha catturato l’interesse del pubblico, sembra che chiunque si senta in diritto di dire la sua.

 Così uno dei vigili che ha partecipato al recupero dei corpicini, affascinato evidentemente dall’occhio della telecamera come dal canto di una sirena, non ha avuto remore nel dichiarare che senza alcun dubbio non si è trattato di un incidente.

Ad avvallarne autorevolmente la perlomeno incauta presa di posizione, la perentoria esternazione di un autorevole esponente della legge, il il questore di Bari, Enzo Speranza che (a quanto riferito dalle cronache), appena giunto sul posto avrebbe testualmente affermato:

 Mi sento di escludere categoricamente la caduta accidentale dentro il pozzo dei due bambini.” 

Tranquilli, non voglio aggiungermi poure io a questo sciocchezzaio. Anche perché sarei probabilmente di troppo. A disagio in mezzo a gente in cui non mi riconosco né, probabilmente, mi riconoscerò mai.

Quindi, come ogni uomo di buon senso dovrebbe fare, aspetterò che e degli amici carabinieri, con il contributo dei rilievi dei laboratori d’analisi, delineino una motivata ipotesi su ciò che è accaduto vicino e dentro quel maledetto pozzo. Ma siccome il mio cervello ha la pessima abitudine di lavorare sempre e comunque, non posso trattenermi dal porre alcune domande, alle quali daranno presto o tardi una risposta motivata e articolata dei miei colleghi competenti per territorio, grazie a coscienziose e approfondite indagini e ai rilievi degli uomini della scientifica: 

1)     A richiamare l’attenzione su quel maledetto pozzo è stata la caduta di un ragazzo di dodici anni, abbiamo detto. Probabilmente nel corso di un gioco, solitario o meno che fosse. Quanti altri ragazzi erano e magari sono tuttora soliti giocare da quelle parti? Perché non è possibile che anche Francesco e Salvatore conoscessero quella specie di “parco giochi proibito” e se ne servissero per i propri innocenti e imprudenti intrattenimenti fino al malaugurato incidente?

2)     Perché il padre dei due ragazzi avrebbe voluto infierire a tal punto sui propri figli? Se, come da qualche parte paventato, uno degli scopi del suo presunto delitto fosse stato quello di “punire” in qualche modo la moglie, colpendola negli affetti più cari, ciò non spiegherebbe tuttavia la  ferocia a dir poco bestiale con la quale avrebbe scientemente riservato alle proprie creature una fine lunga e di immane sofferenza.

3)     E anche ammesso quanto sopra, per quale motivo avrebbe rischiato, con tanta campagna intorno, con tanti sistemi a disposizione per fare scomparire quei poveri resti, di andarli a collocare in una zona tutto sommato abbastanza centrale e frequentata della città?

4)     Lasciandoli vivi, per giunta? Con la possibilità che qualche passante ne udisse le ultime disperate invocazioni e gli ultimi strazianti lamenti e li soccorresse in tempo per salvare loro la vita facendone degli spietati testimoni a carico del padre stesso?

 Domande che aspettano risposte, insieme a chissà quante altre.Risposte che invito tutti ad attendere con fiducia nel lavoro degli inquirenti, serenità e doverosa umiltà, rispettando chi, da questa tristissima storia, ne uscirà comunque col cuore spezzato. 

Leonardo Cardona

Il commissario Cardona al Festival del giallo di Brescia

Febbraio 24th, 2008

ULTIMA ORA

 È ormai ufficiale la notizia che nel pomeriggio di martedì 15 aprile a Brescia, nell’ambito della rassegna “A qualcuno piace giallo”, si parlerà delle avventure romanzate che sono state tratte dalla vita e dall’attività investigativa del nostro illustre concittadino, il commissario Leonardo Cardona.Sul palco del teatro S. Carlino lo scrittore Michelangelo Merisi (al secolo Alessandro Zannoni -  autore del giallo-noir  Imperfetto”)  intervisterà lo scrittore romano Patrizio Pacioni ben conosciuto anche qui a Monteselva, che Cardona ha già portato in libreria già da due anni con “Essemmesse”.

Ci impegnamo, non appena ne saremo in grado, a fornire ulteriori dettagli su questo importante e imperdibile appuntamento culturale.  

Cristina Canali per Historica

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1^ e 4^ di copertina di “Essemmesse

la prima avventura del commissario

Cardona romanzata nel 2006

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La copertina di “Imperfetto

il romanzo di Alessandro Zannoni / Michelangelo Merisi

autore anche di “Nero in dissolvenza

Linea diretta coi candidati

Febbraio 24th, 2008

Dopo il successo ottenuto in occasione delle precedenti elezioni amministrative, Tele Radio Farnese ha deciso di ripetere anche quest’anno l’iniziativa “Linea diretta coi candidati”. Attraverso le pagine di questo blog sarà infatti possibile per tutti gli elettori di Monteselva porre a coloro che si candideranno per ottenere il prossimo mandato per reggere il municipio le domande  più idonee a formare un corretto e motivato processo di scelta del voto o esporre ai politici semplici esigenze di cittadini.

Gli esponenti delle liste che hanno dato la propria adesione all’iniziativa di T.R.F. si sono impegnati a fornire le relatve risposte con la massima celerità. 

Nello stesso spazio potranno, inoltre, essere indicate da parte dei  “visitatori” di questo spazio aperto anche le proprie personali e motivate intenzioni di voto. I risultati di tale sondaggio saranno poi discussi dagli ospiti della trasmissione “Obbiettivo Monteselva”, che va in onda ogni lunedì sera alle ventitre e venti, dopo l’ultima edizione del TG.

Per pronto riferimento sono qui di seguito elencati i simboli delle liste che scenderanno in campo e i nominativi di coloro che, per esse, gestiranno i contatti degli elettori.

partito-cpd.jpg  per il C.P.D.  (Cattolici Popolari Democratici) risponderà la professoressa Serena Sastri

partito-del-territorio.jpg per la Difesa del Territorio risponderà il sindaco  Alessio Tirabassi

partito-europa-insieme.jpg per Europa Insieme risponderà l’imprenditore Silvio Piersanti

partito-del-risparmio.jpg per il Partito del Rigore risponderà il magistrato Domenico Di Rocco

partito-della-magnolia.jpg per La Magnolia risponderà il sindacalista Vittorio Cagnoni

Diana De Rossi per T.R.F.

Domenicale del 24 febbraio 2008

Febbraio 24th, 2008

croce-7.jpg         “C’ era là il pozzo di Giacobbe. Gesù, affaticato com’ era dal viaggio, si era seduto sul pozzo; era circa l’ ora sesta. Viene una donna della Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I discepoli infatti se n’ erano andati in città a comperare da mangiare. Gli dice la donna samaritana: «Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Le rispose Gesù: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu gli avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai neppure un secchio e il pozzo è profondo. Da dove prendi dunque l’ acqua viva? Forse tu sei più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui e i suoi figli e il suo bestiame?». Le rispose Gesù: «Colui che beve di questa acqua, avrà ancora sete. Colui invece che beve dell’ acqua che gli darò io, non avrà mai più sete; ma l’ acqua che gli darò diverrà in lui una sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna.»

(Dal Vangelo secondo Giovanni  4, 7-14) 

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La diffidenza verso l’esterno («Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?») è alla base non solo della ritrosia del “dare”, ma anche a quella del “chiedere”.

Un’inibizione che, se non si riesce a vincere, rischia di compromettere non solo i rapporti con il nostro prossimo (quante volte chi ci sta accanto non aspetta altro che di conoscere ed esaudire i nostri bisogni?) ma anche quelli con Dio.

Egli, infatti, che a differenza dei nostri familiari e dei nostri amici e conoscenze, conosce benissimo le nostre necessità, ci richiede almeno lo sforzo di confidargliele, e di confidare nella sua capacità di aiutarci.

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu gli avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.» è infatti la risposta di Gesù.

Ma la donna è ancora scettica, ha bisogno di ulteriori rassicurazioni: 

«Signore, non hai neppure un secchio e il pozzo è profondo. Da dove prendi dunque

l’ acqua viva?»

Confermando un’incapacità non soltanto sua, ma dell’intera umanità, di abbandonarsi alla fiducia e all’amore che non chiede contropartite.

«Colui che beve di questa acqua, avrà ancora sete. Colui invece che beve dell’ acqua che gli darò io, non avrà mai più sete; ma l’ acqua che gli darò diverrà in lui una sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna.»

aggiunge il Figlio dell’Uomo, e a questo punto, finalmente, la Samaritana trova la forza necessaria a vincere le proprie remore e, una volta ottenuto quanto domandato, a trasformarsi nella testimone della grandezza Divina.

Dunque, impariamo a essere più umili. Impariamo a credere. Impariamo a chiedere.

Maurice Taviani - Parroco di S. Maria alla Fonte

Domenicale del 17 febbraio 2008

Febbraio 24th, 2008

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“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro,Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con Lui.  Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù:

“Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”

(Dal Vangelo secondo Matteo 17, 1-4) 

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La trasfigurazione                

  Raffaello Sanzio                 

Olio su tavola                    

                   

I tentativo di ridurre il soprannaturale al sensibile da sempre costituisce uno dei grandi vizi dell’uomo.

Le tre tende che Pietro vorrebbe piantare in cima al monte non rappresentano altro che la manifestazione di questa debolezza che sarà poi portata alle estreme conseguenze da Tommaso che, per accettare il mistero grandioso della Resurrezione, avrà bisogno di infilare le dita nelle piaghe di Gesù.

La voce del Signore (”Questi è il figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento“) riporta immediatamente all’essenziale: i discepoli si prostrano, faccia a terra, di fronte al mistero e, chiudendo gli occhi al sensibile, accettano il trascendente.

Alzatevi e non temete.” li rassicurò Gesù. E probabilmente sorrise, compiacendosi di loro, perché avevano imboccato l’unica strada percorribile di fronte al manifestarsi di Dio: l’umiltà della fede.

Maurice Taviani - Parroco di S. Maria alla Fonte

Niente “Election Day”, ma la resa dei conti si avvicina

Febbraio 16th, 2008

E così anche questa volta la vecchia volpe ce l’ha fatta.

Sto parlando del sindaco Alessio Tirabassi, tanto per non fare nomi ma nomi & cognomi.

Rintuzzata (grazie al ritiro della denuncia sporta dalla sua collaboratrice domestica) l’offensiva dell’opposizione che ne chiedeva le immediate dimissioni a seguito dello scandalo scoppiato per un’infamante accusa di violenza,   nella seduta di ieri il sindaco ha ottenuto la fiducia (seppure risicata) da parte del Consiglio Comunale.

Ciò salvo sempre possibili sorprese, dovrebbe metterlo in grado di rimanere a capo della Giunta fino alla scadenza naturale del mandato, previsto per il prossimo ottobre.

Si tratterà dunque di una lunga e combattuta campagna elettrorale, che vedrà contrapporsi le seguenti liste:

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C.P.D.  (Cattolici Popolari Democratici) - raggruppamento di centro oggetto di continue lusinghe sia da pare dei raggruppamenti di destra che di quelli di sinistra. Per quanto riguarda il capolista (e candidato sindaco) i giochi sono ancora aperti tra il professor Mario Macelli e la signora Serena Sastri. Anche per questo quale ne sarà lo schieramento definitivo al momento rappresenta un’assoluta incognita che potrebbe però, al momento della conta dei voti, rivelarsi determinante per la formazione della nuova giunta;

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Difesa del Territorio - movimento a spiccata vocazione localista (da cui è uscito l’attuale Primo Cittadino) che fa della lotta all’emigrazione clandestina e dell’ampliamento delle deleghe di cui gode il comune i propri punti di forze;

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Europa Insieme - leader Silvio Piersanti, emanazione a Monteselva del partito moderato nazionale, che si presenterà alle prossime elezioni sotto la nuova veste a seguito del complesso processo di fusione tra i due maggiori partner dell’alleanza di centro destra;  

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Partito del Rigore - ispirato al movimento del magistrato Di Rocco, che all’epoca del tormentato passaggio tra la prima e la seconda repubblica fu tra gli elementi di spicco nell’opera moralizzatrice portata avanti dalla magistratura;

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La Magnolia - lista ispirata al movimento di centro-sinistra che ha dato il via allo “sparigliamento” dei tradizionali e ormai vecchi raggruppamenti politici. E’ presumibile che a livello locale, non essendo significativa la presenza di raggruppamenti più radicali, sotto lo stendardo “floreale” levato da Vittorio Cagnoni si coaguleranno tutte le c.d. “forze progressiste” di Monteselva.

Prossimamente apriremo un sondaggio per conoscere le opinioni dei cittadini di Monteselva in merito a quella che si preannuncia come una sfida dall’esito incerto.

 Diana De Rossi per T.R.F.

Domenico Pregadio (di Simone Fanni)

Febbraio 16th, 2008

  

  Tranquilli, mi trovo qui a Monteselva solo di passaggio.

  Dove abitavo prima stavo parecchio sulle palle alla portinaia, al suo gatto e anche a  quasi tutti gli altri inquilini.

A certi perché sono uno storpio, un nano a rotelle, sono un nano sulla sedia a rotelle. Giuro che ci sono un mucchio di persone alle quali gli storpi stanno sulle palle solo perché sono storpi. Una volta mi sono sentito dire che era ora di smetterla di dare la pensione agli storpi. La mia pensione è misera, non ci pago neppure l’affitto. Se non fosse per il mio lavoro, non mi sarebbe rimasto altro che la canna del gas.

Invece ad altri sto sulle palle proprio per il mio lavoro. Sono un regista di film porno, il mio è un pubblico di nicchia, insomma qualche aficionado ai reality fetish movies c’è sempre in giro e così posso chiudere il mese all’incirca dieci volte su dodici.

Spiego di cosa si tratta. Gli attori sono dilettanti, gli uomini spesso hanno la pancia grossa e le donne hanno la cellulite e questo per esigenze di budget, sono quelli che mi costano meno. Tutti, sia i maschietti che le femminucce, hanno la fissa per certi giochetti durante i quali si fa colare della cera calda nei paraggi dei seni di lei, oppure si piazzano in veloce sequenza tre o quattro mollette per stendere la biancheria nel coso di lui e magari dopo si prende un frustino da fantino e avanti a colpire le natiche di un’altra lei, eccetera, eccetera.

Nei miei film ci sono tre regole da rispettare:

Regola numero 1: gli attori sono maggiorenni.

Regola numero 2: gli attori sono consenzienti.

Regola numero 3: gli attori non vedono il becco di un quattrino prima dalla fine delle riprese.

  Pregadio è uno di quei cognomi che le suore appioppano ai trovatelli, si tratta proprio del mio caso. Insomma non ce l’ho una famiglia. Meglio così, la famiglia è il posto più pericoloso che ci sia, le statistiche dicono che in famiglia si consumano la metà dei reati di questo paese. Visto che la famiglia non me l’hanno concessa, me ne sono fatta una. Naturalmente è una famiglia sicura. La mia famiglia è Il Chimico, è uno cresciuto con me dalle suore. Non escludo di invitarlo ora che mi sono trasferito qui.

Oddio, trasferito… andiamoci piano col trasferito, come mi sembra di avere già detto sono qui solo di passaggio.

Sono venuto a cercare gli attori per girare uno snuff. Lo snuff si vende sempre bene. Per chi non sapesse cosa sia uno snuff, adesso lo spiego.

Uno snuff è un film porno durante il quale qualcuno muore. Se muore per finta non occorrono tanti soldi, solo un po’ di più di quelli che servono per fare un mio film tradizionale perché dentro si devono infilare un po’ di effetti speciali. Ma quando qualcuno muore davvero è necessario sganciarne un mucchio per poterlo girare. Li intasca il pappone che ha vinto l’appalto per il reperimento della puttana straniera più giovane, carina e clandestina, ovvero una sfigata appena arrivata nel nostro paese che qualora dovesse sparire dalla circolazione, le uniche persone ad accorgersi della sua mancanza sarebbero solo quelle che sanno tenere il becco sigillato. La vittima dello snuff non è mai informata di quanto debba accaderle, salvo i casi in cui dichiari espressamente la volontà di decedere, ma io di questi casi non ho memoria. Quindi, le si danno un bel po’ di banconote il giorno prima del film dicendole che l’altra metà la potrà avere solo se sarà capace di far divertire adeguatamente il pubblico. Finalmente arriva il grande momento. La puttana entra in scena, eventualmente si accoppia con uno o due attori ma quasi sempre nel giro di pochi minuti è già legata e assolutamente vulnerabile. Non è detto che la vittima prenda atto della compromettente situazione nella quale è stata cacciata, anzi è un’eventualità molto rara. Spesso crede che la canna gelida della P38 che le sta accarezzando la nuca sia quella di una pistola giocattolo, o magari di una pistola scarica. E subito dopo, bang, la bella è spedita al Creatore senza neppure accorgersi.

Per me, in questi casi (ahimé i più frequenti) si tratta di uno spreco di vite. Se snuff deve essere, che snuff sia, ma che sia uno snuff con una vittima consapevole. Solo in questo modo negli occhi della persona che sta per morire potrà vibrare la luce del terrore, che è quella cosa che induce la vera eccitazione.

Per esempio, riprendiamo il caso della canna della P38. Metti di avere sequestrato il gatto della portinaia. Se prima di sparare alla puttana, con la stessa pistola fai fuori quel maledetto animale, lei realizza che non si tratta di un’arma giocattolo e non può fare a meno di accendere negli occhi la luce del terrore.

Domenicale del 10 febbraio 2008

Febbraio 10th, 2008

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“Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.”   

(Libro della Genesi 2,7-9) 

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Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre

Pietre Paul Rubens 1599-1600 

  

Il giardino dell’Eden, con l’albero della vita al centro e l’albero della conoscenza del bene e del male poco distante.  Tutto creato da Dio, tutto a disposizione dell’Uomo.

-Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare…- risponde Eva all’astuto Serpente che la tenta.

-… ma dell’albero della conoscenza Dio ci ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete.”-

Come si può spiegare una cosa del genere?

Certo non con una “prova” cui viene sottoposto l’essere umano da parte del Creatore. Il “Grande Tentatore” è il Serpente, non il nostro Signore. A chiarirlo ad abundantiam e senza possibilità di equivoco la recente decisione della Chiesa di cambiare la frase del Padre Nostro che recita da sempre “non ci indurre in tentazione” con la richiesta di “non essere abbandonati” alla tentazione, che è cosa ben diversa.

E allora?

Allora, nel momento della creazione, il Signore ha messo a disposizione tutte le delizie del mondo. Ciò di cui si preoccupa è che, prima di goderne completamente, l’essere umano cresca in sapienza (della mente, ma soprattutto del cuore) fino a essere pronto a utilizzare nel modo migliore i doni che così generosamente gli sono stati dispensati dal Celeste Faber.

Gli scarichi che avvelenano la terra, i fumi e le emanazioni che producono buchi nell’ozono, gli esperimenti irresponsabili di una genetica spinta ai limiti della più malata delle fantasie sono i frutti proibiti che ogni giorno, da soli, ci stiamo somministrando.

 

Ciò di cui dobbiamo renderci conto, se davvero vogliamo salvarci, è che i veri complici del serpente, coloro che davvero ci inducono nella più subdola e letale delle tentazioni, siamo proprio noi stessi. 

Maurice Taviani - Parroco di S. Maria alla Fonte 

Arriva il Salotto Letterario

Febbraio 4th, 2008

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Dopo Torino, Palermo e Sassari, e in attesa di Milano (prossima apertura) una nuova sede del Salotto Letterario sarà inaugurata domani sera alle 21 a Monteselva, al numero 7 di via Cadorna (davanti all’ingresso dei Giardini Pubblici). In un ambiente caldo e confortevole sarà possibile trascorrere piacevoli serate al tempo stesso rilassate e culturalmente stimolanti. 

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Letture di prosa e poesia, presentazione di libri, mostre, conferenze, spettacoli di cabaret, recitals musicali e un’infinità di altri avvenimenti.


Anima dell’associazione è Sandrina Piras, nata nel Sulcis (una delle zone più suggestive della Sardegna) e trasferita a Torino ormai da molto tempo. È donna di grande fantasia e ampi orizzonti, un’entusiasta capace di individuare obbiettivi sempre nuovi e sfidanti che poi persegue (e quasi sempre finisce col raggiungere)  attraverso un lavoro speso senza economie e una naturale inflessibile tenacia. Notevole la sua capacità di coagulare attorno a sé e ai suoi innumerevoli  progetti gruppi di lavoro eterogenei e funzionali.   

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Grazie a tutto questo ha saputo dare vita (prima in via telematica, poi attraverso la creazione di presidi territoriali) al Salotto Letterario una comunità che conta ormai migliaia di iscritti in tutta Italia. Dallo scorso anno è operativa a Torino (Via Sansovino, 243/55) una sede accogliente e bene attrezzata che, quasi ogni sera, ospita presentazioni, dibattiti, concerti, recitals, mostre ed eventi vari. Tra le iniziative più importanti ideate e realizzate dall’associazione ricordiamo le varie edizioni di “Racconti in passerella tra Torino e Palermo”, l’impegnativo “Turin Live” che raccoglie in una prestigiosa finale artisti a Torino (attraverso un articolato processo di selezione) artisti che si esprimono attraverso le più disparate forme espressive.


È attualmente in pieno svolgimento “L’Oscar della Poesia” concorso riservato a opere già vincitrici di premi in altri concorsi nazionali.

 Cristina Canali per “Historica”

Domenicale del 3 febbraio 2008

Febbraio 3rd, 2008

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… Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male  contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.”

 

 (Matteo 5,1-12)  

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“Come stai?” chiede un amico a un altro, quando l’incontra. “Non c’è male.” è la risposta di circostanza che riceve nella quasi totalità dei casi.No, non c’è male ci ripete ogni giorno il Signore. Non c’è niente di male che possa davvero colpire chi ha fiducia nell’amore e nella giustizia Divina.Anzi, nel discorso della montagna l’insegnamento è ancora più radicale, se non del tutto rivoluzionario: il male è solo in chi lo compie, in chi ne sceglie la via e la persegue con cieca perseveranza. Per chi lo subisce, invece, per chi patisce le inique disparità sociali, l’arroganza dei ricchi, l’ingiusta persecuzione operata dai potenti, il male del mondo si trasforma in fonte di salvifica e inesauribile energia.Miracolo forse meno appariscente ai nostri sensi di quello del vino di seconda scelta che doveva essere somministrato agli ospiti già brilli del matrimonio di Cana, che un gesto del Figlio dell’Uomo trasforma nel più squisito dei nettari.Ma da esso, in qualche modo, mirabilmente anticipato.                                                                                      

Maurice Taviani - Parroco di S. Maria alla Fonte