Niente “Election Day”, ma la resa dei conti si avvicina

Febbraio 16th, 2008

E così anche questa volta la vecchia volpe ce l’ha fatta.

Sto parlando del sindaco Alessio Tirabassi, tanto per non fare nomi ma nomi & cognomi.

Rintuzzata (grazie al ritiro della denuncia sporta dalla sua collaboratrice domestica) l’offensiva dell’opposizione che ne chiedeva le immediate dimissioni a seguito dello scandalo scoppiato per un’infamante accusa di violenza,   nella seduta di ieri il sindaco ha ottenuto la fiducia (seppure risicata) da parte del Consiglio Comunale.

Ciò salvo sempre possibili sorprese, dovrebbe metterlo in grado di rimanere a capo della Giunta fino alla scadenza naturale del mandato, previsto per il prossimo ottobre.

Si tratterà dunque di una lunga e combattuta campagna elettrorale, che vedrà contrapporsi le seguenti liste:

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C.P.D.  (Cattolici Popolari Democratici) - raggruppamento di centro oggetto di continue lusinghe sia da pare dei raggruppamenti di destra che di quelli di sinistra. Per quanto riguarda il capolista (e candidato sindaco) i giochi sono ancora aperti tra il professor Mario Macelli e la signora Serena Sastri. Anche per questo quale ne sarà lo schieramento definitivo al momento rappresenta un’assoluta incognita che potrebbe però, al momento della conta dei voti, rivelarsi determinante per la formazione della nuova giunta;

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Difesa del Territorio - movimento a spiccata vocazione localista (da cui è uscito l’attuale Primo Cittadino) che fa della lotta all’emigrazione clandestina e dell’ampliamento delle deleghe di cui gode il comune i propri punti di forze;

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Europa Insieme - leader Silvio Piersanti, emanazione a Monteselva del partito moderato nazionale, che si presenterà alle prossime elezioni sotto la nuova veste a seguito del complesso processo di fusione tra i due maggiori partner dell’alleanza di centro destra;  

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Partito del Rigore - ispirato al movimento del magistrato Di Rocco, che all’epoca del tormentato passaggio tra la prima e la seconda repubblica fu tra gli elementi di spicco nell’opera moralizzatrice portata avanti dalla magistratura;

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La Magnolia - lista ispirata al movimento di centro-sinistra che ha dato il via allo “sparigliamento” dei tradizionali e ormai vecchi raggruppamenti politici. E’ presumibile che a livello locale, non essendo significativa la presenza di raggruppamenti più radicali, sotto lo stendardo “floreale” levato da Vittorio Cagnoni si coaguleranno tutte le c.d. “forze progressiste” di Monteselva.

Prossimamente apriremo un sondaggio per conoscere le opinioni dei cittadini di Monteselva in merito a quella che si preannuncia come una sfida dall’esito incerto.

 Diana De Rossi per T.R.F.

Domenico Pregadio (di Simone Fanni)

Febbraio 16th, 2008

  

  Tranquilli, mi trovo qui a Monteselva solo di passaggio.

  Dove abitavo prima stavo parecchio sulle palle alla portinaia, al suo gatto e anche a  quasi tutti gli altri inquilini.

A certi perché sono uno storpio, un nano a rotelle, sono un nano sulla sedia a rotelle. Giuro che ci sono un mucchio di persone alle quali gli storpi stanno sulle palle solo perché sono storpi. Una volta mi sono sentito dire che era ora di smetterla di dare la pensione agli storpi. La mia pensione è misera, non ci pago neppure l’affitto. Se non fosse per il mio lavoro, non mi sarebbe rimasto altro che la canna del gas.

Invece ad altri sto sulle palle proprio per il mio lavoro. Sono un regista di film porno, il mio è un pubblico di nicchia, insomma qualche aficionado ai reality fetish movies c’è sempre in giro e così posso chiudere il mese all’incirca dieci volte su dodici.

Spiego di cosa si tratta. Gli attori sono dilettanti, gli uomini spesso hanno la pancia grossa e le donne hanno la cellulite e questo per esigenze di budget, sono quelli che mi costano meno. Tutti, sia i maschietti che le femminucce, hanno la fissa per certi giochetti durante i quali si fa colare della cera calda nei paraggi dei seni di lei, oppure si piazzano in veloce sequenza tre o quattro mollette per stendere la biancheria nel coso di lui e magari dopo si prende un frustino da fantino e avanti a colpire le natiche di un’altra lei, eccetera, eccetera.

Nei miei film ci sono tre regole da rispettare:

Regola numero 1: gli attori sono maggiorenni.

Regola numero 2: gli attori sono consenzienti.

Regola numero 3: gli attori non vedono il becco di un quattrino prima dalla fine delle riprese.

  Pregadio è uno di quei cognomi che le suore appioppano ai trovatelli, si tratta proprio del mio caso. Insomma non ce l’ho una famiglia. Meglio così, la famiglia è il posto più pericoloso che ci sia, le statistiche dicono che in famiglia si consumano la metà dei reati di questo paese. Visto che la famiglia non me l’hanno concessa, me ne sono fatta una. Naturalmente è una famiglia sicura. La mia famiglia è Il Chimico, è uno cresciuto con me dalle suore. Non escludo di invitarlo ora che mi sono trasferito qui.

Oddio, trasferito… andiamoci piano col trasferito, come mi sembra di avere già detto sono qui solo di passaggio.

Sono venuto a cercare gli attori per girare uno snuff. Lo snuff si vende sempre bene. Per chi non sapesse cosa sia uno snuff, adesso lo spiego.

Uno snuff è un film porno durante il quale qualcuno muore. Se muore per finta non occorrono tanti soldi, solo un po’ di più di quelli che servono per fare un mio film tradizionale perché dentro si devono infilare un po’ di effetti speciali. Ma quando qualcuno muore davvero è necessario sganciarne un mucchio per poterlo girare. Li intasca il pappone che ha vinto l’appalto per il reperimento della puttana straniera più giovane, carina e clandestina, ovvero una sfigata appena arrivata nel nostro paese che qualora dovesse sparire dalla circolazione, le uniche persone ad accorgersi della sua mancanza sarebbero solo quelle che sanno tenere il becco sigillato. La vittima dello snuff non è mai informata di quanto debba accaderle, salvo i casi in cui dichiari espressamente la volontà di decedere, ma io di questi casi non ho memoria. Quindi, le si danno un bel po’ di banconote il giorno prima del film dicendole che l’altra metà la potrà avere solo se sarà capace di far divertire adeguatamente il pubblico. Finalmente arriva il grande momento. La puttana entra in scena, eventualmente si accoppia con uno o due attori ma quasi sempre nel giro di pochi minuti è già legata e assolutamente vulnerabile. Non è detto che la vittima prenda atto della compromettente situazione nella quale è stata cacciata, anzi è un’eventualità molto rara. Spesso crede che la canna gelida della P38 che le sta accarezzando la nuca sia quella di una pistola giocattolo, o magari di una pistola scarica. E subito dopo, bang, la bella è spedita al Creatore senza neppure accorgersi.

Per me, in questi casi (ahimé i più frequenti) si tratta di uno spreco di vite. Se snuff deve essere, che snuff sia, ma che sia uno snuff con una vittima consapevole. Solo in questo modo negli occhi della persona che sta per morire potrà vibrare la luce del terrore, che è quella cosa che induce la vera eccitazione.

Per esempio, riprendiamo il caso della canna della P38. Metti di avere sequestrato il gatto della portinaia. Se prima di sparare alla puttana, con la stessa pistola fai fuori quel maledetto animale, lei realizza che non si tratta di un’arma giocattolo e non può fare a meno di accendere negli occhi la luce del terrore.