Teresa Minghetti (di Lorella De Bon)

teresa.jpg    Sapete, non mi va mica tanto giù questa storia delle presentazioni obbligatorie. Ho il sacrosanto diritto di iscrivermi all’anagrafe di Monteselva senza dover raccontare in giro i fatti miei. Ma a quanto pare questa procedura è obbligatoria per ottenere la cittadinanza, quindi… 

Cedere di fronte alle angherie del prossimo mi ha sempre fatto imbestialire sin da piccola. Figuriamoci adesso che, sulla soglia dei sessant’anni, non sopporto nemmeno il suono delle campane.

Non posso credere di essere arrivata a questo punto.

Io, che ho sempre frequentato assiduamente la chiesa. Io, che ancora oggi non salto mai una funzione domenicale, un funerale, un rosario. I matrimoni no, quelli li evito come il diavolo l’acquasanta. Che io non mi sono mai sposata dopo quel fatto di Erminio di quarant’anni fa. 

A vent’anni non ero da buttare via, anche se in cuor mio pensavo di avere un aspetto così anonimo da non solleticare gli istinti maschili. Invece, Erminio si accorse di me e iniziò a farmi una corte spietata. Me lo trovavo davanti ovunque andassi, anche al camposanto. Il fatto è che avevo altro a cui pensare. Dovevo assistere mamma, inferma a causa di una grave malattia. Ah, quanto penò il mio povero Erminio pur di strapparmi un bacio, quella sera nel fienile. Un bacio soltanto, che però mi fece innamorare di lui.  

Innamorata e abbandonata.

Sì, perché Erminio dopo qualche mese se n’è andato in Francia a lavorare in un’impresa edile importante, che qui era difficile trovare un impiego dignitoso. Dopo qualche lettera e due o tre cartoline, il silenzio. Cinque anni fa, per caso e tramite un’amica comune, ho saputo che è morto, lasciando moglie e due figli in miseria. Il mio primo pensiero, alla notizia, è stato quello di avere evitato una sicura vedovanza. 

Dopo Erminio, però, c’è stato il vuoto assoluto. Non mi sono mai più fidanzata.

Dopo la morte della mia povera mamma, ho votato la mia intera esistenza alla chiesa e a Dio nostro Signore. Lui sì che è un Uomo affidabile, buono e generoso. Lui mi ama incondizionatamente. A lui non interessa il mio aspetto fisico. Perché io non sono una donna appariscente, tutt’altro.  E con gli anni mi sono chiusa in me stessa e il mio corpo si è come ristretto, ridotto all’osso. Sono piccola, anche se ben proporzionata, i capelli grigi, anche se ben curati. Non mi trucco mai. Il mio sguardo triste colpisce  negativamente la gente, che pensa che io sia una persona timida e sottomessa. Niente affatto! Io non devo rendere conto a nessuno, se non al Signore nostro Dio.  

Insomma, amo Dio con tutta me stessa, corpo e anima. Solo a lui confido le mie ansie, le mie paure, i miei sogni. In lui ho riposto la mia vita. A lui parlo giorno e notte, con la voce e col pensiero. E lo vado a trovare ogni giorno al Duomo o a San Rocco, certa di ricevere sempre una parola buona, un’emozione unica e indescrivibile. Lui è pura Luce. Lui è puro Amore. Lui è Vita.  Lui è la mia vita. Nessuno, dico nessuno, deve frapporsi tra me e il Signore.  

Nessuno deve rovinare il nostro rapporto. Nessuno, capito?  Altrimenti …  



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