Domenicale del 13 aprile 2008
«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
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Il Buon Pastore sappiamo bene chi è: è Nostro Signore, che si prende cura delle sue pecore con amore, che è attento alle loro necessità con infinita carità, e non le abbandona mai. Entra dalla porta principale e non si cura di non fare rumore, perché il suo gregge ha fiducia in lui.
Ma nel brano di oggi si parla anche di un “guardiano”. Chi sono oggi i nostri guardiani?
Chi altri, se non coloro che ricoprono ruoli importanti, esercitando il potere in quell’intervallo che è il cammino mortale dell’uomo?
Oggi e domani, in Italia, si vota per il rinnovo del parlamento.
Per chiunque lo si faccia, per qualsiasi parte politica si decida di schierarsi, preghiamo Dio affinché ci apra gli occhi aiutandoci a distinguere tra i fedeli e affidabili “guardiani” e gli altri, i “ladri”, i “malfattori” che vogliono penetrare nell’ovile al solo scopo di rubare e saccheggiare.
Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte



