Un’avventura insolita… ai sapori d’Irlanda
Aprile 26th, 2008È da qualche giorno possibile acquistare on-line il nuovo romanzo di Patrizio Pacioni Malinconico Leprechaun edito da Sampognaro & Pupi.
Patrizio Pacioni, “padre” della identità
letteraria di Leonardo Cardona, scrive
a bordo del treno tra Dublino e Galway
Qui di seguito la recensione in anteprima che ne ha fatto Simona De Bartolo, titolare su www.patriziopacioni.it della prestigiosa rubrica di critica letteraria ”Lo Scaffale“:
L’inizio è l’Irlanda vista dal finestrino di un’auto, o nel corso di una tranquilla passeggiata in bicicletta: le cappe di nebbia, i “preziosi tappeti di verde brillante” dei prati, i dolci declivi, i piccoli cimiteri, consumati ma non umiliati dal trascorrere dei secoli. E poi Dublino, col suo parco e il suo centro cosmopolita e pittoresco.
Dapprima è l’agente Gargiulo, pittoresco ma mai banale stereotipo del poliziotto mediterraneo, che da fedele collaboratore (e abile “spalla”) del commissario, si incarica di innescare nel lettore la curiosità di conoscere cosa abbia portato Cardona nelle gelide brume d’Irlanda.
Ed ecco che, come se non aspettasse altro, il commissario sfodera le sue ben note capacità di esplorazione, analisi e deduzione, cioè quelle facoltà mentali che “costituiscono una delle più vive fonti di piacere”, i cui “risultati, ricavati genialmente dallo spirito e dall’essenza del metodo, hanno, in realtà, tutto l’aspetto dell’intuizione” (da “I delitti della Rue Morgue” di E. A. Poe), rivelando al tempo stesso un’inaspettata -e per questo ancora più ruffiana- umanità pensosa, sensibile e, per certi aspetti, romantica.
Realismo delle vicende umane e sociali e folklore modernamente rivisitato si fondono con la solidità dell’intreccio narrativo e una sotterranea ma persistente tensione, determinando via via l’abbandono dell’iniziale ironia e della ritmicità del linguaggio per far posto ai toni più austeri del romanzo.
Oppure, semplicemente il catalizzatore delle forze spesso contrapposte che si intersecano e si combattono all’interno di ciascun essere umano.
Buoni, vendicativi, difficili da trattare, dispettosi, rappresentano le nostre paure, il senso medievale del peccato, dell’offesa e della inevitabile vendetta di “chi sta sopra di noi”, ma anche l’assurdità di certe avversità, di certi accadimenti, dispetti, scherzi malvagi del destino, che colpiscono i buoni e non trovano una possibile spiegazione logica, né consentono una fideistica e rassegnata accettazione.
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