Italiani.
Sepolti in un mare di pattume che li soffoca col suo lezzo.
Insidiati da un’inflazione carogna che consuma i pochi euro che tengono in tasca, e allo stesso tempo da un progressivo inasprirsi dei tassi che rende problematico arrivare alla fine del mese e impossibile restare in pari con le rate del mutuo.
La sanità che non funziona, la violenza nelle strade, gli aerei che rimangono a terra e i treni che non arrivano mai…
Imprigionati in un paese prostrato, incupito, pronto a sghignazzare a ogni pié sospinto, ma ormai incapaci di sorridere, agli italiani, per rialzare la testa, non è rimasto che sollevare lo sguardo verso pochi ma solidi eroi.
Basta, adesso neanche più questo: il prete buono che disintossica e redime i tossici viene accusato di violenza sessuale, il grande chirurgo dalle mani d’oro capace di salvare la vita ai bambini malati resta intrappolato in uno squallido imbroglio impastato di mazzette e pedofilia…
Così, indegni persino di coltivare i sogni, gli attoniti figli del Bel Paese vedono i loro aquiloni schiantarsi al suolo uno dopo l’altro, tuffarsi nel fango e inabissarsi in immonde pozze di letame.
Per favore, arrivati a questo punto, qualcuno può dirci quando finirà questo tiro a segno sui nostri aquiloni e suggerirci cosa ci resta da fare per coltivare almeno la speranza di un riscatto e di un domani migliore?
Diana De Rossi per T.R.F.