Monteselva nel “salotto buono” del giallo italiano

Milano, 18 giugno 2008

logo-mvi.jpgleprechaun_2.jpg       A introdurre l’attesa “Serata ad alta pressione”  una ispirata Maria Giovanna Luini, significativo trait d’union tra scrittura (suo uno dei più toccanti romanzi della corrente stagione letteraria, l’appassionante e introspettivo “Una storia ai delfini“, definito da Pacioni “un autentico thriller del cuore e dell’anima”) e la scienza medica (l’autrice riveste con grande professionalità e passione il ruolo di chirurgo oncologico).

 librgiallo-mi-18giu08-001-rid.jpg  Accanto a lei, sull’ormai celebre “panca degli scrittori” l’ effervescente “padrona di casa” Tecla Dozio, lo scrittore Patrizio Pacioni (papà dell’identità letteraria del nostro illustre concittadino Leonardo Cardona) e la brava e  graziosa veneta Lorella De Bon, che si è imbarcata con lui nell’avventura delle “Notti di Monteselva”, epica saga della presenza dei Medici Volontari Italiani nella nostra città.

Qualche rimpianto per il mancato arrivo del “Leone”, trattenuto all’ultimo momento a Piacenza dagli inattesi sviluppi dell’inchiesta su un sanguinoso fatto di cronaca avvenuto qualche mese fa a Monterotto. 

librgiallo-mi-18giu08-002-rid.jpg librgiallo-mi-18giu08-005.jpg   Un numeroso e attentissimo pubblico ha assistito all’evento con grande partecipazione, cogliendo l’occasione, al momento del tradizionale aperitivo e della immancabile cerimonia degli autografi, di scambiare considerazioni con gli scrittori e i Volontari presenti (Presidente  Faustino Boioli in testa) , medici, amministrativi e public relations men.

librgiallo-mi-18giu08-016-rid.jpg   Ovviamente Patrizio Pacioni e Lorella De Bon non potevano mancare l’occasione di confrontarsi sul progetto dei prossimi “Interrogatori impossibili” e delle “Notti di Monteselva” che verranno, e come spesso è consigliato in questi casi, lo hanno fatto a tavola, cenando in un ristorante nelle immediate adiacenze della Libreria del Giallo.

Quali misteriose e mirabolanti avventure aspetteranno il commissario Cardona e i nostri eroici dottori dopo questo conciliabolo?

Diana De Rossi per T.R.F.



4 Commenti a “Monteselva nel “salotto buono” del giallo italiano”

  1. Lorella scrive:

    Caro Patrizio,
    è stato un vero piacere incontrare te e tutte le persone che sono intervenute alla presentazione. Il tuo secondo romanzo della serie del commissario Cardona (che, ahimé, non è potuto intervenire) merita i più positivi riconoscimenti. Nel nostro piccolo, speriamo di contribuire ad aiutare l’attività dei MVI, presenti con entusiamo e simpatia alla serata ad alta pressione!
    Un abbraccio.

  2. paolak scrive:

    si… e’ stata una lieta serata.. un buon feeling tra le persone partecipanti.. di questo parere anche gli altri membri di MVI, il Presidente, il D.G. e io stessa.. grazie Patrizio ciao Paolak

  3. Anna Maria Fabiano scrive:

    Seguo con interesse quel che fate.
    In attesa di saperne di più mi congratulo con tutti voi e in particolare saluto la cara amica e compagna di penna Lorella De Bon.

  4. admin scrive:

    Risponde Patrizio Pacioni:

    *** Cara Lorella, la nostra feconda e crescente collaborazione letteraria ci porta a sentirci quasi ogni giorno, dunque quanto abbiamo da comunicarci potremmo tranquillamente dircelo a voce, senza “transitare per questa pubblica piazza”. Ma siccome anche tu, come me, hai l’anima e il sangue da scrittore, è perfettamente inutile che ti venga a spiegare come sia diverso tradurre i suoni in lettere, ciò che normalmente si ascolta attraverso gli orecchi in qualcosa che si vede con gli occhi e si “sente” con la mente e col cuore. Questa premessa per poi dirti che, contro ogni logica “sanitaria”, questa infezione di entusiasmo di cui siamo entrambi “portatori sani”, vorrei che tu continuassi ad aiutarmi a diffonderla in una grande e inarrestabile “epidemia” di amore per la narrativa e la cultura e di sempre crescente solidarietà civile.

    *** Cara Paola, il sereno sorriso che alberga costantemente sulle tue labbra e la scintilla di vivace curiosità che anima i tuoi occhi sono il migliore biglietto da visita che i MVI possano esibire per dimostrare, anche visivamente, la gioia interiore che può dare battersi per il sostegno dei più poveri e indifesi. Così come l’allegro ottimismo e l’attivismo del Presidente, di paolo, di Carlo, di tutti i dottori…
    Lo slogan potrebbe essere:
    “Fare del bene al proprio prossimo aiuta a
    restare eternamente giovani, vitali ed entusiasti.”
    E questo non è poco, sai? Non è per niente poco.

    *** Cara Anna Maria, tu e quelli come te, che si avvicinano a noi e a questo nostro progetto con l’interesse e l’attenzione che ci dimostri, siete un po’ come tanti piccoli affluenti di un fiume: con la vostra acqua il fiume crescerà, diventerà importante, irrigherà e renderà feconde anche le terre più riarse. Senza di voi, invece e purtroppo, non potrà che ridursi in breve tempo a uno sterile rigagnolo grigio destinato a estinguersi in breve tempo.
    E allora…
    … e allora, per favore, lettrici e lettori, amiche e amici, donne e uomini di buona volontà, continuate a seguirci e aiutateci a crescere.
    Non ve ne pentirete.

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