Il colpevole non è più il maggiordomo…
Agosto 23rd, 2008
… come nei bei libri gialli di una volta. No, da Cogne a Novi Ligure, a Garlasco, fino (tragica notizia di ieri) a Sansepolcro le cose non funzionano più così.
Venerdì 22 agosto 2008 alla vita di Silvia Zanchi, giovane operaia di 24 anni, è stata messa fine nel letto dell’appartamento che condivideva col suo ragazzo,
Luca Ferri (anch’egli giovane operaio), allo stato irreperibile e ricercato.
Due mani assassine le hanno stretto il collo fino a toglierle il fiato e la vita. Ennesima riprova di come, negli ultimi anni, in Italia muoiano soprattutto donne, preferibilmente strangolate (o pugnalate) in casa propria, vale a dire esattamente nel luogo dove, solitamente, le vittime avrebbero dovuto e voluto sentirsi più sicure.
Che hanno imparato come, prima di cercare lontano il colpevole, sia molto più utile guardarsi intorno: perché, per quanto possa sembrare assurdo e crudele, per risolvere il caso e catturare l’omicida, nella grande maggioranza dei casi saranno il fidanzato, il fratello, il padre, il cognato, il fratello e il migliore amico a dover essere messi sotto torchio per arrivare all’individuazione e all’arresto del colpevole.
In effetti, a pensarci bene, non mi è mai capitato di arrestare un maggiordomo.
(ATTENZIONE: le foto che sono a corredo di questo servizio sono tutte tratte dalla Rete)
L.C.

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