Il colpevole non è più il maggiordomo…

zanchi1.jpg   … come nei bei libri gialli di una volta. No, da Cogne a Novi Ligure, a Garlasco, fino (tragica notizia di ieri) a Sansepolcro le cose non funzionano più così.

  Venerdì 22 agosto 2008 alla vita di    Silvia Zanchi, giovane operaia di 24 anni, è stata messa fine nel letto dell’appartamento che condivideva col suo ragazzo,

luca-ferri.jpg   Luca Ferri (anch’egli giovane operaio), allo stato irreperibile e ricercato.

Due mani assassine le hanno stretto il collo fino a toglierle il fiato e la vita. Ennesima riprova di come, negli ultimi anni, in Italia muoiano soprattutto donne, preferibilmente strangolate (o pugnalate) in casa propria, vale a dire esattamente nel luogo dove, solitamente, le vittime avrebbero dovuto e voluto sentirsi più sicure.

Ci chiamano, e arriviamo noi, “gli inquirenti”, “gli uomini della legge”.

Poliziotti e carabinieri che non si abituano alla strage.

Che ogni volta spendono molto di sé, impegnandosi fino allo spasimo nelle indagini.

Che ogni volta perdono qualcosa di sé, bagnandosi del dolore di chi ha subito violenza e del rimpianto inconsolabile di coloro che rimangono, perché è sventurato l’uomo che impara a impermeabilizzarsi dal male.

Che hanno imparato come, prima di cercare lontano il colpevole, sia molto più utile guardarsi intorno: perché, per quanto possa sembrare assurdo e crudele, per risolvere il caso e catturare l’omicida, nella grande maggioranza dei casi saranno il fidanzato, il fratello, il padre, il cognato, il fratello e il migliore amico a dover essere messi sotto torchio per arrivare all’individuazione e all’arresto del colpevole.

In effetti, a pensarci bene, non mi è mai capitato di arrestare un maggiordomo. 

(ATTENZIONE: le foto che sono a corredo di questo servizio sono tutte tratte dalla Rete)

L.C. 



4 Commenti a “Il colpevole non è più il maggiordomo…”

  1. Simon scrive:

    Commissario, è davvero possibile imparare “a impermeabilizzarsi dal male”? No, credo di no. Sempre che nelle persone alberghi almeno un pizzico di umanità.

  2. admin scrive:

    Sì, Simon, ce ne sono, purtroppo.
    LC

  3. Lorella scrive:

    Luca Ferri si è impiccato? Un’ammissione di colpa?

  4. admin scrive:

    Cara Lorella,

    che Ferri fosse il colpevole, gli inquirenti ne erano certi fin dai primi momenti. Piuttosto, da questa triste vicenda, possimao trarre spunto per un altro ragionamento. Una volta ebbi l’occasione di partecipare (in qualità di ospite richiesto di raccontare la propria esperienza professionale) a un’edizione del corso di scrittura “Dal blu di china al giallo-noir”, tenuto dallo scrittore Pacioni: al centro di una delle unità didattiche c’era appunto l’analisi della differenza tra pentimento e rimorso. In breve il pentimento è la consapevolezza di avere sbagliato unita al proponimento di ravvedersi migliorando, in futuro, il proprio comportamento. Il rimorso, invece, quell’attitudine ulteriormente negativa dell’animo che spinge il “colpevole” a rinchiudersi nella consapevolezza di un’inemendabile devianza, immergendosi sempre più a fondo nel male.
    Purtoppo, stando almeno a ciò che mi hanno insegnato tanti anni di frequentazione col mondo criminale, posso dirti che l’autentico “pentimento” è merce piuttosto rara, al contrario del rimorso o, peggio, dell’assoluta cognizione del senso del male e di un’assoluta indifferenza verso i danni che si sono procurati ai propri simili e alla società nella sua interezza.

    Leonardo Cardona

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