Vangelo e Alitalia: un accostamento troppo ardito?

parabola-lavoratori.jpg      « Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore:

-Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.-

Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:

-Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.-

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse:

 -Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?- 

Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi »

(Matteo 20, 8-16)

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alitalia.jpg     Lavoro e giustizia. Lavoro e sacrosante rivendicazioni dei lavoratori. Lavoro e generosità.

Certo, nel Vangelo non possiamo cercare soluzioni specifiche ai problemi pratici, soprattutto dove entrino in contrasto i legittimi interessi di due categorie.

Ma spunti di saggezza, di riflessione profonda, di ragionevolezza, questi senza alcun dubbio sì.

Rinunciare a qualcosa subito per avere di più domani.Non essere invidiosi di chi ha la sorte di avere un trattamento più generoso ma accontentarsi di ricevere il giusto corrispettivo per la mansione ricoperta.Moderazione, rispetto.

E mi sembra che non ci sia proprio nient’altro da aggiungere.

Don Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte



2 Commenti a “Vangelo e Alitalia: un accostamento troppo ardito?”

  1. Annamaria scrive:

    Sono una hostess che lavora all’Alitalia da dodici anni. Al di là degli slogan e delle manovre che qualcuno (a destra e a sinistra) sta facendo sulle nostre teste, ricordate tutti che ci sono migliaia e migliaia di famiglie sull’orlo del baratro. Anch’io voglio citare solo poche parole:
    “Lavoro e giustizia. Lavoro e sacrosante rivendicazioni dei lavoratori.”
    Grazie a don Maurice per averle scritte.
    A lui chiedo anche (tra tante che ne reciterà ogni giorno) di aggiungere anche una preghiera per noi.
    Annamaria

  2. Andrea Gasparri scrive:

    Ho ancora negli occhi e nelle orecchie quegli scalmanati che urlano “Meglio - falliti - che in mano a quei banditi!”, come se la ingloriosa interruzione delle trattative tra gli acquirenti e i rappresentanti sindacali dei lavoratori rappresentasse l’atto finale di una scaltra strategia. Come se significasse il successo di una grande battaglia.
    Autolesionismo allo stato puro, cecità, passiva accettazione di una strumentalizzazione politica che pur di raggiungere i suoi scopi è disposta a marciare sui cadaveri di tanti uomini e donne e delle oro famiglie.
    Lei è un uomo di Chiesa, quindi lo lasci dire a me, don Maurice: che pena, che tristezza, che sconforto.
    Andrea G.

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