Gilardino, una mano e i farisei che si stracciano le vesti

Ottobre 29th, 2008

1780043245.jpg   (foto tratta dalla rete)

Esultare per un goal segnato di mano? Giammai!

Squalificato l’antisportivo, meschino e disonestissimo Alberto Gilardino, reo di avere espresso gioia dopo avere messo nel sacco del Palermo un pallone toccato con la mano, mentre un roccioso difensore, dietro di lui, cercava di spezzargli le gambe nel tentativo di fermarlo.  La pena inflitta dai solerti e tempestivi giudici federali è una giornata di stop, guarda caso quando la prossima avversaria è l’Inter miliardaria prima in classifica; anzi meglio due, così impara e non ci proverà mai più.

Dare un esempio, metterlo alla gogna, esporlo al pubblico ludibrio, questo bisognava fare ed è stato fatto.

Al rogo! Al rogo! E mentre brucia munitevi di pietre per lapidarlo, così, tanto per essere sicuri che non ne venga fuori.

Già, perché le nostre domeniche calcistiche sono intarsiate di centravanti che, segnando di testa solo perché hanno eliminato con uno spintone l’arcigno difensore che li marcava, corrono ad autodenunciarsi dall’arbitro, chiedendo a gran voce l’annullamento del goal completo, magari, di un cartellino giallo per il proditorio fallo perpetrato.

O ali, oppure mezze punte veloci e scattanti che, rendendosi conto loro per prime di essere riuscite ad arrivare a segnare una rete solo perché partite in clamoroso fuorigioco, si precipitano dal guardalinee (o “assistente”  come si preferisce dire oggi) alzandogli a forza il braccio completo di bandierina, per certificare l’irregolarità.

Mai e poi mai (a parte il reprobo Gilardino, si capisce) avete visto o vedrete in futuro un giocatore esultare dopo aver segnato -consapevolmente- un goal irregolare. Perché, vedete, qui in Italia siamo ligi, osserviamo strettamente le regole, in ogni ambito,  calcio drogato e venduto compreso, e le pecore nere vanno individuate e punite senza pietà né misericordia.

Quanta paccottiglia pseudo-moralista, quanta insopportabile ipocrisia.

Come direbbe Mughini, che tra l’altro non rientra esattamente nel novero di coloro che godono delle mie simpatie…

Ma per piaceeeereeee!”  

Valerio Vairo per la “Gazzetta Piacentina” 

Domenicale del 26 ottobre 2008

Ottobre 26th, 2008

croce-16jpg.png Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.  Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.  Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

(dal libro dell’Esodo 22,20-26)

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Precetti d’amore che rappresentano al tempo stesso preziosi consigli più che mai attuali.

Indicazioni più che mai necessarie per affrontare e superare la grave crisi economica che attanaglia l’Italia, l’Europa e il Mondo, minacciando di aggravare problemi e tensioni sociali, di alimentare pericolosi egoismi e riaccendere antiche tensioni tra popoli.

A questo punto aggiungere altre parole (le mie) a quelle dell’Antico Testamento, così incisive e così pregnanti, sarebbe semplicemente superfluo.

Don Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte

Il cuore di Feltre e i Medici Volontari Italiani

Ottobre 25th, 2008

feltre-24ott08-c-rid.jpg    Una serata intensa di cultura e volontariato, di letteratura e impegno sociale, di musica e di dibattito ad ampio raggio: grande successo ieri sera, nell’accogliente cornice della Sala Consiliare gentilmente messa a disposizione dalla Comunità Montana Feltrina, della manifestazione LetteREaltà, ideata, realizzata e condotta da Patrizio Pacioni e Lorella De Bon.   Nel corso della manifestazione,

feltre-24ott08-a-rid.jpg  dopo il saluto dell’assessore alla cultura Livio Scopel,

feltre-24ott08-e-rid.jpg   un pubblico attento e coinvolto ha potuto conoscere e apprezzare l’attività dei Medici Volontari Italiani (ben conosciuti dai cittadini di Monteselva e rappresentati nell’occasione da Paolo Calzavara), 

feltre-eight-sax-rid.jpg   godere la buona musica eseguita dai talentuosi Eight 4 Sax,

 feltre-24ott08-d-rid.jpg  e ascoltare (direttamente dalle voci dei due autori) significativi brani tratti da “Le notti di Monteselva“, l’avventurosa saga portata avanti dai due scrittori sulle pagine di questo blog che tanto interesse ha saputo richiamare sulla nostra città.

Gradito ospite della manifestazione

feltre-24ott08-f-rid.jpg   Diego Pauletti, attivissimo esponente di Emergency molto noto in zona, che ha raccontato le sue esperienze nel volontariato, sia in Italia che all’estero.

Alla fine grande richiesta dei fascicoletti con i primi tre capitoli delle Notti di Monteselva, con ricavato destinato al sostegno dell’attività dei Medici Volontari Italiani.

Arrivederci a Feltre nella primavera 2009, per tutti i presenti e per molti altri ancora!

  Cristina Canali per la Gazzetta Piacentina

La stampa su Pacioni e i Medici Volontari a Feltre il 24 ottobre

Ottobre 23rd, 2008

gazzettino-1.jpg   IL GAZZETTINO.it  - Edizione del 22 ottobre 2008

SOLIDARIETÀ

Medici volontari Serata in Cmf

Letture, informazione e musica: una ricognizione lungo il sottile confine che separa fantasia letteraria e impegno solidale. Seguendo questo tema conduttore i Medici Volontari Italiani e gli scrittori Patrizio Pacioni e Lorella De Bon presentano “LetteREaltà”. La serata che si svolgerà venerdì presso la Sala del Consiglio della Comunità Montana Feltrina (CMF) nella sede dell’ente di via Rizzarda a Feltre con inizio alle 20. L’appuntamento è realizzato con la collaborazione della CMF e con la partecipazione di Diego Pauletti con suggestioni musicali a cura della band “Eight 4 Sax”.

Riflessi di moda (4)

Ottobre 23rd, 2008

 La Boutique Melina presenta:

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 modello   SIMON one

Questo modello è stato realizzato seguendo le seguenti indicazioni:

In occasione di un matrimonio, di mattina, fine dicembre, mi piacerebbe indossare un tailleur in velluto in seta bordeaux. Vorrei che la gonna fosse tubolare con spacco e lunga fino alle caviglie; la giacca, non lunga, leggermente sagomata e che poggi sul girovita. Ho 35 anni e vesto la 44.
 

ATTENZIONE: opportunità da non perdere. Per tutto questo ultimo scorcio del 2008 la stilista ha espresso la propria disponibilità a disegnare (su richiesta e senza percepire alcun compenso), i modelli d’abito che vorreste vedere realizzati per voi. Fatevi avanti con un “post”  a questo articolo o con una email indirizzata a info@patriziopacioni.it (oggetto: moda)  indicando età, taglia, caratteristiche desiderate (lunghezza, tipo di stoffa da impiegare, l’eventuale presenza di un’occasione particolare in cui intendereste indossarlo).     A tutte sarà data risposta.

 

 

Oggetti & progetti

Ottobre 19th, 2008

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A Milano, in Via Pontaccio 12, il giorno giovedì 20 novembre alle ore 17, in coda alla manifestazione di vendita all’incanto di libri, decorazione d’interni, dipinti e oggetti organizzata dalla Casa d’Aste Ponte, si terrà un’asta benefica i cui proventi andranno a favore dell’attività dei Medici Volontari Italiani.

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 Tutti gli “uomini (e le donne) di buona volontà” sono invitatia  partecipare sia offrendo oggetti da mettere in vendita (in questo caso un bel pos qui o una e-mail a info@patriziopacioni.it), sia partecipando alla manifestazione in qualità di acquirenti.

Vedete quanti modi ci sono di fare una cosa giusta?

Diana De Rossi per T.R.F.

 

Borsa: (violenti) sobbalzi e (timidi) rimbalzi

Ottobre 18th, 2008

affari-no.jpg ”Si sta come, d’autunno, sugli alberi, le foglie” scrisse Ungaretti nell’ormai remoto 1918.

Non ci sono parole più adatte per descrivere oggi, quasi un secolo dopo, lo stato d’animo di un azionista all’apertura dei listini di borsa, e gli succede ben tre volte al giorno, per di più. La prima è quando ci si sveglia e, facendosi la barba, il giornale-radio racconta le chiusure di Tokio e Singapore; la seconda poche ore più tardi, verso le nove del mattino, apre Piazza Affari; la terza e ultima -almeno fino all’indomani- nel primo pomeriggio, quando si comincia a lavorare a Wall Street.

Angoscia quotidiana senza soluzione di continuità. Puntate sempre più drammatiche di un devastante psicodramma collettivo. Si vive appesi a un filo, anzi a un grafico che, da qualche tempo a questa parte, sembra voler scendere sempre più giù, verso la rovina personale e collettiva, verso il baratro.

Poi, a rendere il tutto ancora più complicato, mettendo a dura prova pazienza e coronarie, ci sono i cosiddetti “rimbalzi”, ovverosia quei rialzi improvvisi quanto effimeri, quegli improvvisi rigurgiti vitali che rianimano titoli azionari morti o quasi morti. Illusioni che durano lo spazio di un respiro (o di un sospiro), una specie di quanto accadeva nel film “Risvegli” con malati destinati dal morbo che li affliggeva a una vita di inedia e di buio mentale che, grazie a una certa medicina, per una volta e per poche ore, tornavano a un’esistenza normale.

A pensarci bene anche etimologicamente “rimbalzo” è una parola pericolosa, perché descrive qualcosa che va in alto sì, ma solo per tornare irrimediabilmente a terra. Con grande dispetto per quei cauti cassettisti che tenevano nel loro portafoglio titoli “tranquilli”, le cui quotazioni subivano spostamenti millimetrici, del tutto frazionali, e che ora passano da meno 11% a un più 7%, con la stessa disinvoltura con la quale una crudele amante, prima ti seduce e poi, inopinatamente, se ne va a letto con un altro.

La Borsa scende sì. E insieme a lei altre borse scendono, a marcare precoce invecchiamento, sotto gli occhi insonni e terrorizzati di milioni di risparmiatori smarriti. Stretti senza possibilità di scampo (mentre il Toro continua a volgere ostinatamente le terga) nella presa inesorabile e mortale dell’Orso infuriato.

F.C. per Historica

Riflessi di moda (3)

Ottobre 18th, 2008

La Boutique Melina presenta:

modello   “SOIRÉE”

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ATTENZIONE: opportunità da non perdere. Per tutto questo ultimo scorcio del 2008 la stilista ha espresso la propria disponibilità a disegnare (su richiesta e senza percepire alcun compenso), i modelli d’abito che vorreste vedere realizzati per voi. Fatevi avanti con un “post”  a questo articolo o con una email indirizzata a info@patriziopacioni.it (oggetto: moda)  indicando età, taglia, caratteristiche desiderate (lunghezza, tipo di stoffa da impiegare, l’eventuale presenza di un’occasione particolare in cui intendereste indossarlo).     A tutte sarà data risposta.

Monteselva e i Medici Volontari Italiani a Feltre

Ottobre 12th, 2008

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i Medici Volontari Italiani

e gli scrittori

 Patrizio Pacioni e Lorella De Bon

con la collaborazione della Comunità Montana Feltrina

e la partecipazione di Diego Pauletti

Suggestioni musicali a cura della band Eight 4 Sax

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presentano:

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letteREaltà  

Letture,  informazione e  musica: una  ricognizione lungo il sottile confine che separa  (e al contempo unisce)  fantasia letteraria e impegno  solidale.

medici-volontari-italiani.jpgmvi-unita-mobile.JPGcardona-apg-2.jpg

Feltre 24 ottobre 2008 ore 20.00

 

presso la Sala del Consiglio della Comunità Montana Feltrina

Comunità Montana Feltrina – Servizio Associato per le Attività Culturali e Turistiche Via C.Rizzarda, 21 – 32023 Feltre – tel. 0439/333258

Madre acqua

Ottobre 7th, 2008

sete.jpg   Tavole rotonde, meeting, cortei, comizi, l’imperativo categorico sembta essere “Solidarietà e no  agli sprechi!”.

Anchor-man e creativi sembrano possedere intere collezioni di foto commoventi e drammatiche, che ci ricordano (dalle pagine di quotidiani e rotocalchi, dallo schermo della tv e dai manifesti stradali) che sembrano scattate al solo scopo di ricordarci quanto possano valere un semplice bicchiere d’acqua e un pugno di riso per chi ogni giorno è costretto a ingaggiare una strenua lotta per non morire di fame, di sete e d’inedia.

Certo, non è facile da realizzare, per chi abita dalla parte fortunata del mondo. Per chi ha tempo e occasione per preoccuparsi della crisi dei subprime o dell’impennata dei tassi d’interesse.

Non è facile capire davvero cosa voglia dire un’esistenza fatta di miseria e di espedienti. Una dimensione in cui anche un qualsiasi cestino dei rifiuti delle nostre città può sembrare un forziere colmo di tesori utile magari a sopravvivere un giorno in più.

I tempi, al di qua del confine spietato ”della fame e della sete”, sono ancora quelli di un consumismo sfrenato  in cui si è smarrito il senso della necessità e del bisogno, in cui non esiste più il senso della misura e in nome dell’effimero si perde di vista l’essenziale.

Una delle norme sulla salute della catena Starbucks prevede che un rubinetto resti  aperto per tutta la durata dell’attività giornaliera dell’esercizio.

Perché? Per evitare che nei tubi possano formarsi dei batteri, dicono.

Una spiegazione che, al di là dell’effettiva validità scientifica, lascia interdetti: si tratta di tredici ore nel corso delle quali un getto d’acqua scorre senza sosta e senza scopo, mentre altrove, lontano dal nostro benessere, donne e bambine camminano per chilometri prima di poter raggiungere una fonte, un ruscello o anche solo una pozza putrida e fangosa per raccogliere pochi, vitali litri di un’ acqua che spesso non è nemmeno potabile.

A quanto sembra lo spreco totale su scala mondiale riguarderebbe quantità tali che basterebbero a riempire un bel po’ di piscine olimpiche oppure, se preferite, a dissetare interi villaggi africani.

img_1495.jpg     Sì, stavolta la foto di un bel bambino nero ho voluto metterla anch’io, vedi un po’: guardatela bene, e mentre lo fate chiedetevi quanto possa costare l’applicazione di una discutibile regola igienica.

F.C. per Historica