Madre acqua

Ottobre 7th, 2008

sete.jpg   Tavole rotonde, meeting, cortei, comizi, l’imperativo categorico sembta essere “Solidarietà e no  agli sprechi!”.

Anchor-man e creativi sembrano possedere intere collezioni di foto commoventi e drammatiche, che ci ricordano (dalle pagine di quotidiani e rotocalchi, dallo schermo della tv e dai manifesti stradali) che sembrano scattate al solo scopo di ricordarci quanto possano valere un semplice bicchiere d’acqua e un pugno di riso per chi ogni giorno è costretto a ingaggiare una strenua lotta per non morire di fame, di sete e d’inedia.

Certo, non è facile da realizzare, per chi abita dalla parte fortunata del mondo. Per chi ha tempo e occasione per preoccuparsi della crisi dei subprime o dell’impennata dei tassi d’interesse.

Non è facile capire davvero cosa voglia dire un’esistenza fatta di miseria e di espedienti. Una dimensione in cui anche un qualsiasi cestino dei rifiuti delle nostre città può sembrare un forziere colmo di tesori utile magari a sopravvivere un giorno in più.

I tempi, al di qua del confine spietato ”della fame e della sete”, sono ancora quelli di un consumismo sfrenato  in cui si è smarrito il senso della necessità e del bisogno, in cui non esiste più il senso della misura e in nome dell’effimero si perde di vista l’essenziale.

Una delle norme sulla salute della catena Starbucks prevede che un rubinetto resti  aperto per tutta la durata dell’attività giornaliera dell’esercizio.

Perché? Per evitare che nei tubi possano formarsi dei batteri, dicono.

Una spiegazione che, al di là dell’effettiva validità scientifica, lascia interdetti: si tratta di tredici ore nel corso delle quali un getto d’acqua scorre senza sosta e senza scopo, mentre altrove, lontano dal nostro benessere, donne e bambine camminano per chilometri prima di poter raggiungere una fonte, un ruscello o anche solo una pozza putrida e fangosa per raccogliere pochi, vitali litri di un’ acqua che spesso non è nemmeno potabile.

A quanto sembra lo spreco totale su scala mondiale riguarderebbe quantità tali che basterebbero a riempire un bel po’ di piscine olimpiche oppure, se preferite, a dissetare interi villaggi africani.

img_1495.jpg     Sì, stavolta la foto di un bel bambino nero ho voluto metterla anch’io, vedi un po’: guardatela bene, e mentre lo fate chiedetevi quanto possa costare l’applicazione di una discutibile regola igienica.

F.C. per Historica