Borsa: (violenti) sobbalzi e (timidi) rimbalzi
Ottobre 18th, 2008
”Si sta come, d’autunno, sugli alberi, le foglie” scrisse Ungaretti nell’ormai remoto 1918.
Non ci sono parole più adatte per descrivere oggi, quasi un secolo dopo, lo stato d’animo di un azionista all’apertura dei listini di borsa, e gli succede ben tre volte al giorno, per di più. La prima è quando ci si sveglia e, facendosi la barba, il giornale-radio racconta le chiusure di Tokio e Singapore; la seconda poche ore più tardi, verso le nove del mattino, apre Piazza Affari; la terza e ultima -almeno fino all’indomani- nel primo pomeriggio, quando si comincia a lavorare a Wall Street.
Angoscia quotidiana senza soluzione di continuità. Puntate sempre più drammatiche di un devastante psicodramma collettivo. Si vive appesi a un filo, anzi a un grafico che, da qualche tempo a questa parte, sembra voler scendere sempre più giù, verso la rovina personale e collettiva, verso il baratro.
Poi, a rendere il tutto ancora più complicato, mettendo a dura prova pazienza e coronarie, ci sono i cosiddetti “rimbalzi”, ovverosia quei rialzi improvvisi quanto effimeri, quegli improvvisi rigurgiti vitali che rianimano titoli azionari morti o quasi morti. Illusioni che durano lo spazio di un respiro (o di un sospiro), una specie di quanto accadeva nel film “Risvegli” con malati destinati dal morbo che li affliggeva a una vita di inedia e di buio mentale che, grazie a una certa medicina, per una volta e per poche ore, tornavano a un’esistenza normale.
A pensarci bene anche etimologicamente “rimbalzo” è una parola pericolosa, perché descrive qualcosa che va in alto sì, ma solo per tornare irrimediabilmente a terra. Con grande dispetto per quei cauti cassettisti che tenevano nel loro portafoglio titoli “tranquilli”, le cui quotazioni subivano spostamenti millimetrici, del tutto frazionali, e che ora passano da meno 11% a un più 7%, con la stessa disinvoltura con la quale una crudele amante, prima ti seduce e poi, inopinatamente, se ne va a letto con un altro.
La Borsa scende sì. E insieme a lei altre borse scendono, a marcare precoce invecchiamento, sotto gli occhi insonni e terrorizzati di milioni di risparmiatori smarriti. Stretti senza possibilità di scampo (mentre il Toro continua a volgere ostinatamente le terga) nella presa inesorabile e mortale dell’Orso infuriato.
F.C. per Historica

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