(foto tratta dalla rete)
Esultare per un goal segnato di mano? Giammai!
Squalificato l’antisportivo, meschino e disonestissimo Alberto Gilardino, reo di avere espresso gioia dopo avere messo nel sacco del Palermo un pallone toccato con la mano, mentre un roccioso difensore, dietro di lui, cercava di spezzargli le gambe nel tentativo di fermarlo. La pena inflitta dai solerti e tempestivi giudici federali è una giornata di stop, guarda caso quando la prossima avversaria è l’Inter miliardaria prima in classifica; anzi meglio due, così impara e non ci proverà mai più.
Dare un esempio, metterlo alla gogna, esporlo al pubblico ludibrio, questo bisognava fare ed è stato fatto.
Al rogo! Al rogo! E mentre brucia munitevi di pietre per lapidarlo, così, tanto per essere sicuri che non ne venga fuori.
Già, perché le nostre domeniche calcistiche sono intarsiate di centravanti che, segnando di testa solo perché hanno eliminato con uno spintone l’arcigno difensore che li marcava, corrono ad autodenunciarsi dall’arbitro, chiedendo a gran voce l’annullamento del goal completo, magari, di un cartellino giallo per il proditorio fallo perpetrato.
O ali, oppure mezze punte veloci e scattanti che, rendendosi conto loro per prime di essere riuscite ad arrivare a segnare una rete solo perché partite in clamoroso fuorigioco, si precipitano dal guardalinee (o “assistente” come si preferisce dire oggi) alzandogli a forza il braccio completo di bandierina, per certificare l’irregolarità.
Mai e poi mai (a parte il reprobo Gilardino, si capisce) avete visto o vedrete in futuro un giocatore esultare dopo aver segnato -consapevolmente- un goal irregolare. Perché, vedete, qui in Italia siamo ligi, osserviamo strettamente le regole, in ogni ambito, calcio drogato e venduto compreso, e le pecore nere vanno individuate e punite senza pietà né misericordia.
Quanta paccottiglia pseudo-moralista, quanta insopportabile ipocrisia.
Come direbbe Mughini, che tra l’altro non rientra esattamente nel novero di coloro che godono delle mie simpatie…
“Ma per piaceeeereeee!”
Valerio Vairo per la “Gazzetta Piacentina”