Gilardino, una mano e i farisei che si stracciano le vesti

1780043245.jpg   (foto tratta dalla rete)

Esultare per un goal segnato di mano? Giammai!

Squalificato l’antisportivo, meschino e disonestissimo Alberto Gilardino, reo di avere espresso gioia dopo avere messo nel sacco del Palermo un pallone toccato con la mano, mentre un roccioso difensore, dietro di lui, cercava di spezzargli le gambe nel tentativo di fermarlo.  La pena inflitta dai solerti e tempestivi giudici federali è una giornata di stop, guarda caso quando la prossima avversaria è l’Inter miliardaria prima in classifica; anzi meglio due, così impara e non ci proverà mai più.

Dare un esempio, metterlo alla gogna, esporlo al pubblico ludibrio, questo bisognava fare ed è stato fatto.

Al rogo! Al rogo! E mentre brucia munitevi di pietre per lapidarlo, così, tanto per essere sicuri che non ne venga fuori.

Già, perché le nostre domeniche calcistiche sono intarsiate di centravanti che, segnando di testa solo perché hanno eliminato con uno spintone l’arcigno difensore che li marcava, corrono ad autodenunciarsi dall’arbitro, chiedendo a gran voce l’annullamento del goal completo, magari, di un cartellino giallo per il proditorio fallo perpetrato.

O ali, oppure mezze punte veloci e scattanti che, rendendosi conto loro per prime di essere riuscite ad arrivare a segnare una rete solo perché partite in clamoroso fuorigioco, si precipitano dal guardalinee (o “assistente”  come si preferisce dire oggi) alzandogli a forza il braccio completo di bandierina, per certificare l’irregolarità.

Mai e poi mai (a parte il reprobo Gilardino, si capisce) avete visto o vedrete in futuro un giocatore esultare dopo aver segnato -consapevolmente- un goal irregolare. Perché, vedete, qui in Italia siamo ligi, osserviamo strettamente le regole, in ogni ambito,  calcio drogato e venduto compreso, e le pecore nere vanno individuate e punite senza pietà né misericordia.

Quanta paccottiglia pseudo-moralista, quanta insopportabile ipocrisia.

Come direbbe Mughini, che tra l’altro non rientra esattamente nel novero di coloro che godono delle mie simpatie…

Ma per piaceeeereeee!”  

Valerio Vairo per la “Gazzetta Piacentina” 



2 Commenti a “Gilardino, una mano e i farisei che si stracciano le vesti”

  1. sergio scrive:

    Non sono d’accordo, Gilardino andava punito come si puniscono i cascatori e coloro che fanno falli a tradimento non individuati dagli arbitri.
    Le regole del gioco le sappiamo e tutti qui in Italia, sin da ragazzini, ci proviamo a fare i furbi; è più forte di noi.
    E ogni tanto qualcuno viene beccato e paga per tutti gli altri.
    Stavolta è toccato al viola.
    Ma domando….se avessero punito Materazzi per aver esagerato (con un gran tuffo) il colpo subito da Zidane nella finale mondiale, tutti noi italiani saremmo insorti.
    E se la scena fosse stata rovesciata? Ovvero se Materazzi avesse dato una testata a Zidane con quest’ultimo che saltava come tramortito da una fucilata?
    Dai…
    Fa tutto parte dell’essere italianamente faziosi, sempre.
    E non a caso, io sono interista…..
    Nel mio giudizio sarò stato fazioso o equilibrato? Anche qui ci sarà la solita divisione in base agli schieramenti.
    Saluti.

  2. admin scrive:

    Carissimo Sergio, quando non ci si comprende il più delle volte la colpa è del “comunicatore”, quindi mia in questo caso.

    Prendo atto del tuo commento e te ne ringrazio, ma il punto non è questo.
    Perché vedi, ciò che volevo dire io è che il metro di giudizio deve essere univoco: la platealità del tocco di mano (al di là delle effettive intenzioni del nostro Alberto) suscita reazioni scomposte che altri comportamenti non meno irregolari invece non scatenano. Ma non dovrebbe essere così.
    Un fallo è un fallo, con qualsiasi parte del corpo si commetta.

    Ho giocato a calcio anch’io, a lungo e con passione.
    Quando l’attaccante salta in area, cercando di mettere la palla in rete colpendola di testa, per impedire che anche il difensore che (facendo il suo legittimo mestiere) vorrebbe andare anch’egli in elevazione per contrastarlo…
    … semplicemente capita diverse volte che, nel prendere slancio, ci si appoggia con il piede su quello dell’avversario, che così resta inchiodato al prato.
    Oppure nelle mischie e in occasione dei corner ci si spinge, ci si tiene per le maglie, ci si scalcia senza cattiveria … etc. etc.
    Così si fa non solo in Italia ma su tutti i rettangoli di gioco del mondo.

    Qualche volta l’arbitro vede, qualche volta no.
    E anche questo fa parte del gioco, facendo salva la buonafede.
    E mai nessuno, sottolineo NESSUNO, nei cinque continenti, va ad accusarsi per farsi annullare il goal.
    L’impressione è che si voglia punire solo ciò che più si vede.
    Ipocrisia, appunto.
    Pura e becera ipocrisia.

    VV

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