I pornostudenti e una legge piena di buone intenzioni
Novembre 12th, 2008
Nel corso dei miei frequenti viaggi di lavoro a Milano ho avuto modo di conoscere personalmente e frequentare diversi studenti (e studentesse) fuori sede residenti in città, ai quali i “genitori a distanza” finanziano (non senza sacrificio immagino) alloggio, vitto, libri e lezioni.
Che un numero crescente di loro arrotondi attraverso entrate “non tradizionali” la somma a disposizione, passando dalle foto o riprese hot a pagamento su internet al vero e proprio esercizio della prostituzione (magari mascherata da attività ricreative nei locali della movida) è notizia ormai acquisita.
In questo quadro si innesta la proposta di legge presentata dall’onorevole Franco Laratta del Partito Democratico: attraverso di essa ci si ripropone di elargire da parte dello Stato un sostegno economico che consenta ai giovani che provengono da famiglie meno abbienti di gestire con maggiore serenità il periodo di studio lontano da casa.
In un articolo apparso in rete su www.ilpolitico.it il deputato compie un’attenta analisi del fenomeno “pornostudenti” e della connessa iniziativa di legge.
Per quanto mi riguarda giudico tale iniziativa opportuna e orientata nella giusta direzione, ma…
… ma il fatto è che nei colloqui che ho avuto modo di avere con gli studenti e le studentesse che hanno deciso di “mettersi in vendita” per racimolare qualche soldo, ciò che più mi ha colpito è stata la “leggerezza” con la quale molti di essi ammettono, gestiscono e giustificano le proprie scelte, definendole, in buona sostanza, un modo facile di fare soldi che per di più risulta non sempre e non del tutto spiacevole.
In realtà si tratta di un’opzione degradante non tanto per la morale (concetto di grande indeterminatezza e soggetto a continue variazioni d’interpretazione) quanto di un mancato rispetto del proprio corpo e, dunque, della propria persona.
Un “life style” di cui, prima o dopo, si pagherà in qualche modo un pesante scotto.
Ma questo è qualcosa cui, purtroppo, nessuna legge potrà mai porre rimedi
Cristina Canali per la Gazzetta Piacentina

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