Avevo deciso che il precedente articolo sarebbe stato l’ultimo mio (silenzioso) commento su questa vicenda drammatica e grottesca allo stesso tempo.
Purtroppo mi trovo costretto a tornare in argomento.
Ma prima di ogni altra considerazione mi sembra opportuno riepilogare velocemente gli avvenimenti delle ultime ore:
- venerdì (1): il Consiglio dei Ministri vara un decreto legge teso a stabilire il divieto della sospensione dell’alimentazione via sondino ai malati non in condizioni di nutrirsi autonomamente;
- venerdì (2): il Presidente della Repubblica si rifiuta di firmare il decreto, che così non può diventare operativo;
- venerdì (3): il Presidente del Consiglio annuncia che sarà sottoposta al Parlamento una legge che va nella stessa direzione del Decreto bloccato dal Capo dello Stato, ripromettendosi di farlo approvare dalle Camere entro tre giorni;
- sabato (oggi): i medici della Quiete (Eterna) decidono di procedere comunque alla sospensione di ogni alimentazione solida e liquida alla degente;
Questi i fatti.
Io non so se sia costituzionalmente corretto che il Governo abbia fatto ricorso a un Decreto Legge per mettere riparo a una simile situazione. “Probabilmente avrebbe potuto muoversi prima” aggiungo, ma questa è solo la MIA opinione, naturalmente;
Io non so se il Sig. Napolitano abbia fatto bene a rifiutarsi di firmare il decreto: è Lui il responsabile del rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana e la sua coscienza si assumerà le conseguenze del gesto;
Io non so neanche se effettivamente la legge che sarà presentata domani in Parlamento dall’attuale coalizione di maggioranza sia una buona legge, una legge discreta o un obbrobrio di legge.
Quello che so però con assoluta certezza è che tutta questa brama di andare avanti, di provare a mettere fine alla vita della cara e povera Eluana nel minor tempo possibile, è qualcosa che mi lascia letteralmente basito.
SE la legge passerà Luana sarà stata sottoposta a un martirio supplementare, del tutto inutile e ingiustificato.
SE invece la legge non sarà approvata dalle Camere, si potrà procedere nel “protocollo” come se niente fosse.
Allora?
Allora sospetto che la verità, inconfessata e inconfessabile, sia quella che qualche “provvidenziale” complicazione, in un organismo ora debilitato (oltre che dalla malattia) anche dalla fame e dalla sete, arrivi (PRIMA del definitivo pronunciamento del Potere Legislativo) a risolvere il terribile pasticcio che è stato creato sulla vita e sulla morte di questa innocente.
Ma si sa, i giornalisti come me masticano sempre cattivi pensieri.
Valerio Vairo per la Gazzetta Piacentina