Lo specchio di Cecilia (1)
Febbraio 12th, 2009Un dolce S. Valentino…
dal retrogusto amaro
Ogni anno la stessa storia, ogni anno la stessa scena.
Il 14 febbraio per gli innamorati non è più una giornata da sorriso stampato sulle labbra e fatta di cose semplici: basta col profumo di biscotti a forma di cuore appena sfornati, basta coi mazzi di rose (rigorosamente rosse) colte dal giardino di casa, da consegnare a braccio teso. Persino le cenette romantiche in casa, in modalità “fai da te” sono considerate ormai di una banalità estrema.
Nella nostra metà del mondo (quella fortunata, quella che va a dormire ancora con la pancia piena nonostante la crisi delle Borse, tanto per intenderci) la fanno ormai da padrone ostentazione e lusso esagerato, che subdolamente suggeriscono ai partners del terzo millennio costose e bizzarre tentazioni. Sono le moderne Sirene, che seducono gli innamorati, aspettando in agguato le coppiette da dietro le vetrine delle strade del centro e della periferia, gonfie di cuori di carta e fiori artificiali, oppure cantando ammaliatrici dalla tv, in irresistibili spot pubblicitari firmati da grandi registi. Come neve al sole di Ferragosto si scioglie l’illusione di poter barattare la fedeltà e la devozione eterne dell’amato bene contro una scatola di cioccolatini al latte oppure fondenti.
Il regalo dev’essere bello, importante, ma soprattutto costoso. Chi se lo può permettere regali magari un bel gioiello, perché lo sanno tutti: un diamante è per sempre e da sempre è il migliore amico di ogni donna.
E allora bando all’avarizia, e che inizi la festa!
Milioni di sms benaugurali prendono il volo, i ristoranti, chic o cheap, registrano il tutto esaurito, i migliori cinema proiettano i più celebri films d’amore di tutti i tempi. In questo clima di “tenera follia” non servono gli appelli accorati di quelle poche persone che definiscono San Valentino “un inutile spreco” e che promuovono il risparmio ad ogni costo.
Ssssshhhhh! Non c’è posto per i menagrami, nella Festa dell’Amore!
Quando Cupido scocca le sue frecce nessuno può restare inerme e i cotti d’amore si arrabattano alla ricerca del regalo perfetto dell’ultimo minuto; nella foga e nell’ansia di arrivare in ritardo, c’è chi spende lo sproposito di ben 400 euro tondi tondi per un mazzo di cinquanta rose rosse, tanto per andare sul classico e sul sicuro.
Ma cosa resta quando svanisce la magia del giorno più zuccheroso dell’anno?
E i poveri Principi del 2009? Ah, sembra che loro se la passino addirittura peggio, purtroppo. Dunque stendiamo un velo pietoso.
In un amaro retrogusto che nessun dolcetto riuscirà mai a rendere più soave, si mischiano carte di credito prosciugate, cene che lasciano il segno coi mai troppo odiati chili di troppo, bouquet che si sciupano in fretta…

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