Lo specchio di Cecilia (2)

Febbraio 22nd, 2009

… e la pillola va giù!

pillola-rossa.jpg   Alzi la mano chi tra voi non ha cercato almeno una volta nella vita di cancellare dalla propria mente i brutti ricordi.

Ah, non ce n’è nessuno, eh?

Dunque state bene attenti a quel che viene dopo, perché forse molto presto questo sogno potrebbe diventare realtà.

pillole.jpg    Da anni, infatti, molti studiosi si affannano nel tentativo di realizzare una pillola capace di eliminare dalla memoria le esperienze negative, lasciando indelebili solo quelle gradite, spensierate e piacevoli. Forse un giorno non troppo lontano, semplicemente deglutendo una piccola pastiglia, potremmo dire per sempre addio ai vecchi dispiaceri, alle immagini di persone che ci hanno fatto soffrire, alle sventure che ci sono capitare, agli eventi traumatici e tristi che ci hanno investiti (e a volte anche travolti) nel corso degli anni. 

Questa ricerca, ancora ad uno stadio iniziale, può vantare l’impegno di squadre di studiosi e specialisti, che si stanno adoperando in modo tale che la “pillola dei desideri” possa essere messa presto in commercio.

Intanto, nel 2007, grazie alla collaborazione di diversi ricercatori appartenenti a due prestigiose università d’oltreoceano: la statunitense Harvard University di Boston e la canadese McGill Uiversity di Montreal,  è stato ideato e prodotto un farmaco cui è stto assegnato il misterioso codice U0126.

In seguito Joseph LeDoux  (neuroscienziato e professore di psicologia alla New York University)  si è prodigato, insieme coi suoi collaboratori del Centro per le Scienze Neurologiche di New York, nel tentativo di creare un’analoga “capsula speciale”, destinata anch’essa, nelle intenzioni del creatore, a rimarginare le ferite più profonde della memoria umana.

È di qualche giorno fa, infine, la notizia della messa a punto dell’ennesima “pillola miracolosa” – erroneamente indicata dai telegiornali come un’assoluta novità – pronta ad agire sul sistema nervoso umano per rimuovere ciò che non si vuole proprio più ricordare. Gli studiosi olandesi artefici del progetto, infatti, ritengono che questa terapia possa essere importante per  eliminare dalla mente delle persone dei vissuti particolarmente sconvolgenti e dolorosi.

Dunque questa la situazione, però…

… però in merito a queste ricerche, come spesso accade quando si tratta di qualcosa di così particolare e innovativo, l’opinione pubblica si divide.

Da un lato si schiera chi crede che con questa nuova scoperta la scienza possa progredire ulteriormente, spingendosi ben oltre confini fino a qualche decennio fa ritenuti invalicabili.  C’è chi si dichiara decisamente sollevato al solo pensiero di non essere più costretto a continui ripiegamenti su un vissuto che lo costringerebbe a fare riaffiorare spiacevoli scorie del passato.

C’è poi chi scende più in dettaglio: alcuni affermano infatti che cancellerebbero ben volentieri dall’archivio degli amori andati rovinosamente in frantumi; altri preferirebbero invece depennare una sonora bocciatura scolastica o lavorativa, altri ancora non vedono l’ora di spedire definitivamente nel dimenticatoio periodi di difficoltà economica ormai superati, che li hanno costretti a vivere per un certo periodo nell’incertezza e nello stento.

pillole-2.jpg   D’altra parte, però, com’è giusto che sia, c’è anche chi la pensa in modo diametralmente opposto.

Costoro vedono nella nuova pillola solo l’ennesima bizzarria di una scienza malata di delirio di onnipotenza, qualcosa non solo di inutile, ma potenzialmente anche dannoso.

Asseriscono (probabilmente non del tutto a torto) che ogni individuo costruisce la propria personalità e il proprio cammino di vita sulle esperienze attraversate nel corso degli anni, siano esse piacevoli o spiacevoli, allegre o tristi, esaltanti o deprimenti, imparando dai propri errori e trovando negli inevitabili fallimenti la forza di cambiare e migliorarsi.

Se si intende andare avanti sulla strada tracciata dalle già citate università americane, da Ledouc e dai ricercatori olandesi, è d’obbligo almeno porsi una domanda: cosa sarebbe un uomo senza quel fagotto che si porta sulle spalle già alla nascita e che si riempie e appesantisce sempre più col trascorrere degli anni?

Insomma, se ben inteso il passato è importante per crescere, per andare avanti, per costruirsi un futuro e per non commettere ancora gli stessi sbagli.

E allora?

Allora forse non è una priorità così assoluta barattare tutti i propri ricordi peggiori con l’effimera illusone di aver vissuto solo gioie e momenti piacevoli.

Allora forse fare un brutale reset di una parte del proprio passato non serve che a snaturare la propria storia esistenziale e, dunque, la propria natura di essere umano,

Insomma, per dirla con le parole di Cesare Pavese,

                                                                     

A che serve passare dei giorni se non si ricordano?”

 

 

 Cecilia Quinterio per T.R.F.   

Stavolta il filtro magico… ha funzionato bene!

Febbraio 22nd, 2009

O almeno così sembra, visto che il pubblico che gremiva poche ore fa l’Auser di Botticino ha mostrato di essersi divertito moltissimo assistendo alla prima rappresentazione di “Un tranquillo Sabbath…o sera!“, scritto e diretto da Patrizio Pacioni e messo in scena con brio dalla sua “Compagnia girovaga delle Impronte“.

Qui di seguito, in attesa delle foto “ufficiali” dell’evento, che sarà replicato a Villafranca nel mese di aprile, in occasione della edizione 2009 della Primavera del Libro, alcune istantanee scattate nel backstage e nel’immediato “dopo-spettacolo”.

impronte-bott-21feb09-001-rid.jpg Ecco alcuni degli attori che si rilassano prima delle operazioni di “trucco”. Da sinistra a destra: Nunzia Re (l’algida Marisa Campione), Mara Capuzzi (la sventata Tsunami), Bruna Gigliotti (la terribile Lametta), Giampaolo Pozzi (nonno Nicodemo) e Domenico Zuccarotto (l’uomo TV).

impronte-bott-21feb09-007-rid.jpg  Il resto della compagnia, costituito da Patrizio Pacioni (Piero Campione) e il giovanissimo ed effervescente Mattia Semeraro (suo figlio Fiorenzo) preferiscono ingannare l’attesa bevendo un sorso di buon vino.

impronte-bott-21feb09-009-rid.jpg L’autore, regista e attore Patrizio Pacioni, accanto al pannello che fa da sipario, cerca la giusta concentrazione. Si sta per cominciare!

impronte-bott-21feb09-011-rid.jpg Lo spettacolo è terminato, gli applausi del pubblico sono stati ormai “riscossi” e messi in cassaforte. Ed ecco ancora lo scrittore (che ha speso tutta l’adrenalina che aveva a disposizione) in posa con le tre streghe. Da sinistra: Clara Benedetti (Arcana) , Mara Capuzzi (Tsunami) e Bruna Gigliotti (Lametta).

La prossima esibizione della Compagnia Girovaga delle Impronte con l’AlfaMLeto dell’Amore, a Milano, per la Festa della Donna, domenica 8 marzo. Ne saprete presto di più su queste pagine.

Diana De Rossi per Tele Radio Farnese