Domenicale del 5 aprile 2009
Gesù si trovava a Betania nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: “Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!”. Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: “Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.
(dal Vangelo secondo Marco 14,3- 9)
Di un grande personaggio solitamente si dice e si scrive: “Se non fosse nato lui la storia del mondo sarebbe stata diversa.”
Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte




5 Aprile 2009 alle 21:57
Grazie, don Maurice. In poche parole hai saputo sintetizzare il senso di questa giornata della palme. A dimostrazione che non c’è bisogno di lunghi discorsi, quando si possiede anche soltanto un’idea.
6 Aprile 2009 alle 08:25
Il “se” ipotetico, col suo congiuntivo, a volte mira a giustificare una nostra omissione o una colpevole manchevolezza, ma soprattutto a proporci dubbi, spesso, di grandissima importanza.
Il condizionale che segue ci proietta in una dimensione spazio-tempo indefinita, indefinibile.
Se la Resurrezione di Cristo non fosse avvenuta… come sarebbe stata, sarebbe o potrebbe essere in futuro la vita di tanti milioni di persone?
“Il presente sarebbe pieno di tutti i futuri, se il passato non vi proiettasse già una storia” (André Gide ).
Buona Pasqua a lei, don Maurice, a Patrizio e a tutto il mondo.
7 Aprile 2009 alle 07:15
La morte, ma soprattutto la resurrezione di Gesù, racchiudono un mistero talmente grande da spaventare. Un mistero che diventa terra fertile per la penna di uno scrittore!! Un’eresia? Forse, ma mi piace pensare che al di là della fede (che non tutti hanno la fortuna di avere nel loro cuore) di Gesù si possa scrivere, per diletto e per amore. Ciao.
9 Aprile 2009 alle 21:55
Don Maurice, sappia che la frase di Lorella, che a prima vista può sembrare così innocente, costituisce in realtà una sottile “provocazione letteraria” diretta a me. Un giorno,magari in confessione, le spiegherò il perché e il per come. Intanto suggerisco a Lorella di pentirsi per la sua maliziosa scaltrezza dialettica…
Buona Pasqua a lei e ai suoi parrocchiani (Lorella compresa, và).
P.P.