Lo scrittore e gli studenti

Maggio 9th, 2009

Brescia: nell’aula magna dell’ Istituto Professionale  Piero Sraffa in via Comboni,  gremita di studenti in ogni ordine di posti, premiazione del concorso interno di letteratura “Progetto Giallo“.  Lo scrittore Patrizio Pacioni ha premiato i racconti vincitori soffermandosi poi sulle tematiche che caratterizzano questo tipo di scrittura. Intervistato poi da Anna Bruna Gigliotti ha annunciato in assoluta anteprima che il suo prossimo romanzo sarà ispirato proprio da un atroce fatto di cronaca avvenuto qualche anno addietro in città.

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Il giovanissimo puubblico che gremiva l’Aula Magna del Piero Sraffa e

Patrizio Pacioni intervistato da Anna Bruna Gigliotti.

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Lo scrittore a colloquio con gli studenti. Nella foto di sinistra, con lo scrittore, la

rappresentante della “Seconda B”  (vedi a volte  il destino?) che si è aggiudicata la vittoria

con “”Orrore dietro la porta”. Ma, a ben vedere, a vincere davvero è stata solo… la cultura!

Insomma, arrivati a questo punto, considerato il successo che sempre incontra Pacioni in questo tipo di manifestazioni, sembra proprio dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, che, se i giovani non leggono, è solo perché non si riesce a fornire loro i giusti stimoli e le giuste informazioni…

Diana De Rossi per T.R.F.

Ma tu vedi com’è in forma Cardona!

Maggio 9th, 2009

Non sto parlando certo di me, ma dell’interpretazione che, a quanto mi è stato riferito, ha fatto ieri sera di me il caro Pacioni, nel corso di una di quelle sue scellerate “Cene con l’assassino” portate in giro di quà e di là dalla sua Compagnia Girovaga delle Impronte.

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I miei informatori mi hanno riferito che il ristorante “Pizza on line” di Bovezzo (BS) era stipato fino all’inverosimile di clienti intenzionati (oltre che a gustare l’ottima cucina dei proprietari – compaesani o quasi del fido Gaetano) ad assistere alla divertente pièce intitolata “Il pollastro si mangia con le mani” e a cercare di acciuffare l’inafferrabile assassino.

Sapete cosa vi dico?Che quando verranno da queste parti, a replicare lo spettacolo in uno dei ristoranti di Monteselva e dintorni, andrò a vedere anch’io lo spettacolo, in incognito.Sono propro curioso di vedere come si comporta… il Leone di scena.

 L.C. 

Lo specchio di Cecilia (6)

Maggio 9th, 2009

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Facebook è un popolare social network ad accesso gratuito, fondato nel 2004 da tre ragazzi statunitensi, studenti dell’università di Harvard. Si tratta di un’iniziativa ideata e realizzata con lo scopo di permettere a studenti liceali e universitari di tutto il mondo di mantenere i contatti tra loro anche dopo la fine dei corsi frequentati insieme. Così oggi, dopo aver spento le candeline del suo quinto compleanno, Faccialibro – per dirla all’italiana – è diventata una rete sociale che abbraccia svariate tipologie di fruitori del web, tanto che il numero degli utenti attivi ha raggiunto i 200 milioni.

Ma come ogni moneta, ahimé, anche questa ha il suo rovescio. 

Proprio perché per registrarsi viene richiesta l’introduzione di dati reali (quali nome e cognome, indirizzo e-mail, numero telefonico, ecc.) e ad ogni accesso personale vengono annotati l’indirizzo IP e le informazioni relative al broswer, coloro che navigano in questo grande mare diventano spesso vittime dei più svariati raggiri. È infatti del tutto evidente che, in presenza di una simile abbondanza di dati, esposti -tutto sommato!- abbastanza alla portata di mani svelte quanto rapaci, i malintenzionati possano esprimersi al meglio, anzi al peggio: come industriose (e disoneste) si ingegnano a clonare carte d’identità e carte di credito, si impadroniscono delle generalità delle loro malcapitate prede per caricarle indebitamente di rate di prestiti e mutui, fino a spolparle completamente. 

Ma gli aspetti negativi del fenomeno non si fermano purtroppo qui.

Prima di ogni altre cose, a chi abbia intenzione di inoltrarsi “nel bosco”, entrando a far parte di questa enorme community, ricordo che il pericolo di vedere intaccata la propria privacy può rivelarsi più reale che eventuale.

Inoltre, aumentando alla ennesima potenza le possibilità di contatto con persone sconosciute, cresce in parallelo anche il rischio di imbattersi in “cattivi” incontri virtuali e non.

Da non trascurare neppure l’ “attrazione fatale” esercitata dalle lusinghe della Rete su personalità meno munite di difese interne: senza quasi accorgersene si può finire a spendere preziose porzioni del proprio tempo a chattare senza costrutto, a riempire di foto e massime d’estrazione varia il proprio “profilo”, alla rincorsa di improbabili avventure o alla ricerca di un conto sempre più consistente di cosiddette “amicizie”.

Senza naturalmente contare il possibile danno arrecato all’efficienza lavorativa di impiegati e dirigenti dall’insidioso “vizietto” di tenere, sul desktop del proprio pc d’ordinanza, una finestra aperta sul rutilante richiamo di Face. Possibile, sì, ma non certo, visto che ponderosi studi dei lontani amici australiani di Sidney arrivano ad affermare che chi ne fa uso nel corso della propria giornata lavorativa, in realtà può arrivare ad accrescere produttività ed efficienza di un buon 9%. 

Facebook or not Facebook, that is the question…

                                                                                          Cecilia Quinterio