Cardona al Circolo dei Lettori di Torino

Giugno 29th, 2009

circolo-lettori-to-02.JPG    Metti un ambiente raffinato, arredato con eleganza piacevolmente retrò, ma al tempo stesso caldo e accogliente (Circolo dei Lettori c/o Palazzo Graneri Rella Roccia, a Torino).

Prendi una conduttrice giovane, graziosa e preparata (Laura Scaramozzino), capace di condurre un dibattito in modo vivace e brioso, ma senza mai risultare invadente.

rid-letteralmente-insieme-to-26giu09-04.JPG     Aggiungi 4 scrittori con la passione dei delitti e dei misteri Patrizio Pacioni, Anna Maria Galletto, Marzio Bertotti e Laura Doglione), che raccontano (e si raccontano) le proprie esperienze e che dialogano tra di loro sui temi del giallo e non solo con grande impegno e animo.

Condisci con un pubblico attento e partecipe, e guarnisci con due ospiti eccellenti (Sandrina Piras, presidente del Salotto Letterario che ha organizzato questa serie di eventi dal suggestivo titolo di Letteralmente Insieme e Giorgio Milanese, conduttore “letterario” di Radio Italia 1).

rid-letteralmente-insieme-to-26giu09-02.JPG    Aggiungi una prelibata spruzzata di musica attraverso le dita magiche della pianista Silvia Crovesio e la voce estesa e vellutata del soprano Patrizia Capello (applauditissima l’esecuzione congiunta del valzer lento Con te composto oltre 50 anni fa dal nonno della pianista, Guido Crovesio)…

   agita ben bene con un dibattito interessante e appassionato…

… e otterrai una delle serate più piacevoli alle quali mi sia mai capitato di partecipare.

Si è parlato delle più recenti opere degli scrittori e di quelle che verranno, si è parlato dei personaggi che hanno creato (in particolare dei commissari Leonardo Cardona di Patrizio Pacioni e Galvano Rinucci di Anna Maria Galletto) e dei temi che hanno trattato (la “guerra primitiva” per Marzio Bertotti e un’indagine per l’anima per Laura Doglione); si è spaziato dalla letteratura al cinema, a una visione globale della società, in un evento che, pur essendosi protratto per oltre due ore, è volato via leggero come una soffice e piacevole nuvola di cultura.

E venerdì prossimo, stessa ora (20,30), stessa location, non mancate: per Letteralmente Insieme si parlerà di eros!

Diana De Rossi per T.R.F. 

Iran, basta con le violenze, basta col massacro!

Giugno 24th, 2009

iranprotest.jpg     In Occidente ci dev’essere una gerarchia anche nelle vergogne del mondo contro cui si decide di organizzare una protesta più incisiva.

Io non so e non voglio sapere quali meccanismi ci siano alla base di questa discutibile “classifica”, ma mi sembra di capire che la mancanza di libertà, l’oppressione di origine religiosa, i maltrattamenti verso le donne e la repressione più selvaggia contro ogni forma di libera manifestazione del pensiero che avvengono oltre la “cortina di ferro” del Terzo Millennio, vale a dire in numerosi paesi islamici  (non in tutti, per fortuna!), sono sull’ultimo gradino del podio.

Per fare un esempio, la feroce repressione delle giuste proteste del popolo iraniano qualcuno storce la bocca, sì, ma con un applomb talmente rigoroso da apparire sospetto.

Dov’è il vostro sdegno, studenti italiani dell’Onda e di altre pittoresche organizzazioni?  Perché non vi muovete almeno voi, che giustamente vi mobilitate per affermare e difendere, fra tanti diritti, anche qualche posizione non di altrettanto determinante importanza? Dove il vostro vigore, lavoratori che sapete così incisivamente impegnarvi per un rinnovo di contratto? Dove la vostra fantasiosa energia, donne che vi battete per un’effettiva eguaglianza tra i sessi che colpevolmente tarda ad arrivare anche qui da noi?

Vorrei vedervi sfilare a migliaia nelle vie e nelle piazze, vorrei restare con la macchina imbottigliata in un ingorgo creato dal più gigantesco dei cortei, vorrei passare notti insonni per il clamore dei vostri slogan più pittoreschi che sale dalle strade.

Insomma, fate pure tutto ciò che volete, ma per favore: non lasciate soli i vostri coraggiosi e sfortunati colleghi iraniani.

I nostri fratelli iraniani.  

Valerio Vairo per T.R.F.  

Attenzione: la foto inserita a corredo di questo articolo è tratta dalla Rete

Tornano le “Notti di Monteselva”!

Giugno 20th, 2009

irina-mag-09-rid.jpgmvi-yelenaapg-rid.jpgannapaola-bookstopbs-23mg09-02.jpgdiana-de-rossi-ap.jpg

 È ormai di prossima pubblicazione il settimo attesissimo capitolo della saga che vede protagonisti i Medici Volontari Italiani ideata da Patrizio Pacioni e da lui stesso portata avanti insieme a Lorella De Bon. Ad annunciarvelo sono quattro “donne di Monteselva”. Da sinistra a destra Irina, Yelena, Annapaola Giacomelli (la disegnatrice bresciana che sta regalando ai protagonisti della serie volto e sembianze) e Diana De Rossi. Il titolo dell’appassionante episodio di ormai imminente pubblicazione è: “La torre e l’alfiere“: non lsciatevelo sfuggire per nessuna ragione!

Un intrigante “Salotto giallo” nella misteriosa Torino

Giugno 17th, 2009

 

“La narrativa giallistica nel dibattito contemporaneo:
il genere oltre il genere”

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Venerdì 26 giugno 2009
ore 20,30

Presso la Sala Rossa del Circolo dei Lettori
Palazzo Graneri Rella Roccia – Via Bogino 9 a Torino

Ospiti gli autori
PATRIZIO PACIONI
ANNA MARIA GALLETTO
MARZIO BERTOTTI
LAURA DOGLIONE

Coordinamento organizzativo:
Sandrina Piras, Giorgio Milanese e Laura Scaramozzino

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Lupus et agnus, ovvero…

Giugno 16th, 2009

… ovvero quando una manifestazione di libertà diventa un sintomo d’oppressione                        

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iran-lupusagnus.jpeg   A pensarci bene il Potere è come il Lupo della nota fiaba di Esopo: vive da predatore, ma ogni tanto capita che gli venga a noia questo continuo massacrare il popolo (o i cittadini, se preferite) con la semplice forza bruta. Cosa inventarsi di meglio, allora, di divertirsi variando un po’ il solito canovaccio, fingendo per esempio di voler avviare un dialogo con gli oppressi? 

Di tanto in tanto, per esempio, questo o quel dittatore concede agli oppositori del regime di recarsi alle urne, privandoli però –sia ben chiaro- di ogni strumento di propaganda che possa mettere la competizione elettorale su un piano di parità. 

Ma se nonostante questa precauzione il tiranno di turno avverte la seppur più remota possibilità che si profili una sconfitta nel conto finale dei voti, ecco che il gioco cambia immediatamente: senza pensarci sopra due volte egli ricorre ai brogli e,  se i sudditi osano ribellarsi all’ingiustizia e scendono in piazza, si lascia andare alla più becera delle repressioni. 

iranian_woman2.jpg        Così sta succedendo in Iran proprio in queste ore, così è avvenuto qua e là nel mondo nel corso dei secoli e, purtroppo, continuerà probabilmente ad accadere in futuro. 

” Ti mangerò perché la tua presenza ha inquinato l’acqua che sto bevendo.” disse il Lupo

“Ma io sono a valle rispetto a te, dunque non posso averlo fatto.” rispose l’Agnello

“Ti divorerò comunque.” ruggì il Lupo e, digrignando i denti, si avventò contro l’Agnello e  lo sbranò. ”

Valerio Vairo per la Gazzetta Piacentina  

attenzione: le immagini inserite a corredo di questo servizio sono tratte dalla Rete

 

Altri echi di stampa per “Seconda B”

Giugno 13th, 2009

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GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2009                     LA SICILIA

Cultura società         .23

 cover-seconda-b-mn.jpg    SCAFFALE 

Il doppio volto della maestra

 Inquietante perché realistico il cuore della nuova “avventura” del commissario Cardona, detto il “Leone” creato da Patrizio Pacioni, scrittore romano da anni trapiantato a Brescia. Nell’ultimo libro dell’autore, “Seconda B” (Melino Nerella edizioni, pp. 191, € 10), una maestra intransigente e insospettabile si trasforma in un’assassina; che ne sarà del personale della scuola “Sandro Pertini” e dei bambini della sua classe, la Seconda B?  Il thriller avvince il lettore che pian piano precipita in un incubo reso più angosciante dalle “vittime”, i bambini inermi di una classe elementare,  traditi dalla loro Maestra,tale Eva Antonini celebre per un metodo d’insegnamento all’antica; Pacioni,alla terza avventura di Cardona dopo “Essemmesse” e “Malinconico Leprechaun”, conferma la sua abilità narrativa e le sue doti di introspezione psicologica, riuscendo anche a dipingere a tutto tondo alcuni personaggi, testimoni della vita di provincia  dei nostri tempi.

 ANNALISA STANCANELLI

 

Identikit di Gaetano Gargiulo

Giugno 6th, 2009

gaetano-gargiulo-rid.jpg     Per il resto d’Italia (e probabilmente anche per il resto del mondo) noi napoletani, siamo un po’ come i cinesi o i giappo: cioè tutti uguali e, una volta che ne hai visti due o tre, è come se li avessi conosciuti tutti.

Invece non è così, manco p’a capa, con rispetto parlando.

Mi piace ‘a pizza, ‘o cafè ristretto, ‘o sole e ‘o mare. E le femmine, naturalmente.

Che male c’è? Che c’è di male?  Come direbbe Pino Daniele.

Perché vedete, la napoletanità è un marchio che ti si imprime nell’anima sin dalla nascita, e che ti porti addosso per tutta la vita. Ma lì sotto, sotto il marchio, appunto, ci sono uomini e donne completamente diversi tra loro.

‘O professore e ‘o malandrino, ‘a santariella e ‘a sciantosa, ‘o riccupellone e ‘o perucchio, proprio come in tutte le città e i popoli del mondo.

Una cosa è certa, però. A noi partenopei ci si può trovare quasi dappertutto e in ogni angolo del mondo, perché siamo emigranti per natura, un po’ come gli ebrei; solo che noi sappiamo ridere e scherzare molto di più, anche di noi stessi, quindi siamo un po’ meno incazzosi di loro, sempre pronti a fa ‘a guerra.

Prendete me, per esempio.

Sono nato a Forcella ventotto e fischia anni fa. Sono alto quasi un metro e novanta, peso 93 chili prima di scendere da mia mamma per le feste di Natale e quasi un quintale dopo la Befana, quando me ne torno su a Monteselva con mia moglie Rosa e mia figlia Letizia, ‘a piccirella.

Col fisico che tengo avrei potuto fare tranquillamente il canottiere insieme agli Abbagnale oppure il boxèr come Patrizio Oliva.

E invece?

Invece appena finito il liceo classico (perché tenite ‘a faccia appesa? C’è qualcosa di strano se un marcantonio con la faccia d’assassino spreme un po’ di sudore sull’Eneide e sulla Divina Commedia e s’impegna in qualche traduzione dal latino?)…

… appena diplomato con 36/60, dicevo, visto quanti disoccupati c’erano prima di me all’ombra del Vesuvio e dintorni, mi sono arruolato in polizia, deciso a guadagnarmi il pane difendendo la legge.

Adesso vivo a Monteselva, dove da ottobre a marzo il sole è solo un’intuizione, una categoria mentale: lo si immagina oltre la nebbia quei pochi giorni di sereno, oppure al di sopra delle nuvole grigie che pisciano pioggia per il resto del tempo. Schierato dalla parte dei “buoni” lavoro fianco a fianco col commissario Cardona, ‘o Lione, e me ne vanto, perché quello è veramente un uomo co’ ‘e palle e co’ ‘e contropalle.

Per lui sarei disposto a dare la mia vita senza nessuna esitazione, e non è solo un modo di dire, perché chissà dove sarei adesso, se non lo avessi incontrato.

Ho imparato a mie spese che ci sono momenti, nella vita di un uomo che, senza nemmeno accorgersene, si arriva a un incrocio diverso dagli altri, ed è lì, in quel momento, che si decide il destino. Quando il mio percorso (pe’ grazia d’ ‘a Maronna) fu attraversato dal commissario, io avevo appena imboccato la strada sbagliata e mi ci ero inoltrato già per un bel pezzo.

Se non si fosse scomodato lui a rincorrermi, a prendermi per un’orecchia e riportarmi indietro… e a volermi con sé…

Ma questa è tutta un’altra faccenda, che francamente non so se troverò mai il coraggio di raccontarvi. 

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             N.B.  il ritratto di Gaetano Gargiulo è stato realizzato da Annapaola Giacomelli