Identikit di Gaetano Gargiulo

gaetano-gargiulo-rid.jpg     Per il resto d’Italia (e probabilmente anche per il resto del mondo) noi napoletani, siamo un po’ come i cinesi o i giappo: cioè tutti uguali e, una volta che ne hai visti due o tre, è come se li avessi conosciuti tutti.

Invece non è così, manco p’a capa, con rispetto parlando.

Mi piace ‘a pizza, ‘o cafè ristretto, ‘o sole e ‘o mare. E le femmine, naturalmente.

Che male c’è? Che c’è di male?  Come direbbe Pino Daniele.

Perché vedete, la napoletanità è un marchio che ti si imprime nell’anima sin dalla nascita, e che ti porti addosso per tutta la vita. Ma lì sotto, sotto il marchio, appunto, ci sono uomini e donne completamente diversi tra loro.

‘O professore e ‘o malandrino, ‘a santariella e ‘a sciantosa, ‘o riccupellone e ‘o perucchio, proprio come in tutte le città e i popoli del mondo.

Una cosa è certa, però. A noi partenopei ci si può trovare quasi dappertutto e in ogni angolo del mondo, perché siamo emigranti per natura, un po’ come gli ebrei; solo che noi sappiamo ridere e scherzare molto di più, anche di noi stessi, quindi siamo un po’ meno incazzosi di loro, sempre pronti a fa ‘a guerra.

Prendete me, per esempio.

Sono nato a Forcella ventotto e fischia anni fa. Sono alto quasi un metro e novanta, peso 93 chili prima di scendere da mia mamma per le feste di Natale e quasi un quintale dopo la Befana, quando me ne torno su a Monteselva con mia moglie Rosa e mia figlia Letizia, ‘a piccirella.

Col fisico che tengo avrei potuto fare tranquillamente il canottiere insieme agli Abbagnale oppure il boxèr come Patrizio Oliva.

E invece?

Invece appena finito il liceo classico (perché tenite ‘a faccia appesa? C’è qualcosa di strano se un marcantonio con la faccia d’assassino spreme un po’ di sudore sull’Eneide e sulla Divina Commedia e s’impegna in qualche traduzione dal latino?)…

… appena diplomato con 36/60, dicevo, visto quanti disoccupati c’erano prima di me all’ombra del Vesuvio e dintorni, mi sono arruolato in polizia, deciso a guadagnarmi il pane difendendo la legge.

Adesso vivo a Monteselva, dove da ottobre a marzo il sole è solo un’intuizione, una categoria mentale: lo si immagina oltre la nebbia quei pochi giorni di sereno, oppure al di sopra delle nuvole grigie che pisciano pioggia per il resto del tempo. Schierato dalla parte dei “buoni” lavoro fianco a fianco col commissario Cardona, ‘o Lione, e me ne vanto, perché quello è veramente un uomo co’ ‘e palle e co’ ‘e contropalle.

Per lui sarei disposto a dare la mia vita senza nessuna esitazione, e non è solo un modo di dire, perché chissà dove sarei adesso, se non lo avessi incontrato.

Ho imparato a mie spese che ci sono momenti, nella vita di un uomo che, senza nemmeno accorgersene, si arriva a un incrocio diverso dagli altri, ed è lì, in quel momento, che si decide il destino. Quando il mio percorso (pe’ grazia d’ ‘a Maronna) fu attraversato dal commissario, io avevo appena imboccato la strada sbagliata e mi ci ero inoltrato già per un bel pezzo.

Se non si fosse scomodato lui a rincorrermi, a prendermi per un’orecchia e riportarmi indietro… e a volermi con sé…

Ma questa è tutta un’altra faccenda, che francamente non so se troverò mai il coraggio di raccontarvi. 

.

             N.B.  il ritratto di Gaetano Gargiulo è stato realizzato da Annapaola Giacomelli  



1 Commento a “Identikit di Gaetano Gargiulo”

  1. Marina scrive:

    Bravissima Annapaola, sei proprio in gamba. Sono davvero curiosa di conoscere il tuo modo di vedere altri personaggi creati da Patrizio. Il massimo sarebbe che tu ci disegnassi anche qualche “squarcio” di MOnteselva…
    Dai, dimmi che ci proverai…
    Ciao da Marina!

Scrivi un commento