Lupus et agnus, ovvero…
… ovvero quando una manifestazione di libertà diventa un sintomo d’oppressione
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A pensarci bene il Potere è come il Lupo della nota fiaba di Esopo: vive da predatore, ma ogni tanto capita che gli venga a noia questo continuo massacrare il popolo (o i cittadini, se preferite) con la semplice forza bruta. Cosa inventarsi di meglio, allora, di divertirsi variando un po’ il solito canovaccio, fingendo per esempio di voler avviare un dialogo con gli oppressi?
Di tanto in tanto, per esempio, questo o quel dittatore concede agli oppositori del regime di recarsi alle urne, privandoli però –sia ben chiaro- di ogni strumento di propaganda che possa mettere la competizione elettorale su un piano di parità.
Ma se nonostante questa precauzione il tiranno di turno avverte la seppur più remota possibilità che si profili una sconfitta nel conto finale dei voti, ecco che il gioco cambia immediatamente: senza pensarci sopra due volte egli ricorre ai brogli e, se i sudditi osano ribellarsi all’ingiustizia e scendono in piazza, si lascia andare alla più becera delle repressioni.
Così sta succedendo in Iran proprio in queste ore, così è avvenuto qua e là nel mondo nel corso dei secoli e, purtroppo, continuerà probabilmente ad accadere in futuro.
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” Ti mangerò perché la tua presenza ha inquinato l’acqua che sto bevendo.” disse il Lupo
Valerio Vairo per la Gazzetta Piacentina
attenzione: le immagini inserite a corredo di questo servizio sono tratte dalla Rete




17 Giugno 2009 alle 12:30
Valerio, in poche parole hai saputo descrivere in modo pittoresco ma al tempo stesso realistico una situazione davvero brutta.
Grazie.
17 Giugno 2009 alle 14:34
Dittatura e democrazia non possono coesistere, l’una esclude l’altra e viceversa.
La dittatura spacciando per libertà parvenze di democrazie illude i più sprovveduti, poichè in essa domina sempre la ragione della forza (lupo) e non la forza della ragione (agnello)…