L’Indisponente - (3) I capponi di Renzo e la correttezza perduta

Agosto 29th, 2009

La notizia:

Nel corso di questa ormai declinante estate, in Sardegna è comparso sulla vetrina di un negozio questo singolare cartello:

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In poche ma significative righe scritte a mano, il proprietario del locale, in presenza di difficoltà gestionali presumibilmente piuttosto serie, lamenta a voce alta e chiara l’impossibilità di andare avanti con la propria attività se “costretto” a rispettare, nei confronti dei propri dipendenti, quanto previsto dalla corrente disciplina del lavoro e della previdenza che tutela i lavoratori.

Il commento:

Purtroppo non ci sono più dubbi: nel nostro beneamato Paese la crisi economica sta sovrapponendo i propri perversi effetti a quelli di un tradizionale individualistico egoismo , diffuso e ormai ben consolidata. È esattamente così che si riesce a tirare fuori dalle anime della gente il peggio, come passando lo straccio bagnato su un pavimento sporco.

Il fatto è che,sia nella buona che nella cattiva sorte, da sempre l’italiano medio tende a “grattare” dal proprio mestiere quanto più riesce possibile, risparmiando su quanto dovuto allo stato (dunque alla comunità) e poggiandosi senza scrupolo sulle spalle di altri poveracci che gli sono vicini,come e più di lui in cronica difficoltà nella sempre più difficile arte di mettere insieme il pranzo con la cena.

Quello che c’è di nuovo (e di inquietante) nel cartello esposto nella vetrina sarda è che questa attitudine tipicamente italiana, con ogni evidenza, si è ormai talmente radicata e incancrenita da diventare addirittura oggetto di rivendicazione sociale.

Attenzione, però, furbi e furbetti, perché la morale resta sempre quella: i capponi possono beccarsi tra loro quanto e come gli garba, ma alla fine  a tirar loro il collo per farne brodo e lesso sarà sempre lui, il dottor Azzeccagarbugli di turno.

L’Indisponente   

L’ Indisponente - (2) Tre bravi ragazzi e una festicciola al Circeo

Agosto 27th, 2009

LA NOTIZIA

circeo-4.jpg    Se un orrendo crimine può “festeggiare” una ricorrenza, i prossimi 29 e 30 settembre rappresenteranno il 35° anniversario di uno dei più orrendi crimini mai perpetrati in Italia. Un mostruoso massacro dove si mischiano culto della violenza, sadismo, arroganza, misogninia, disprezzo di classe…

circeo-1.jpg circeo-2.jpg circeo-5.jpg     In una villa del Circeo, nel corso di due giorni di folli abusi, vennero seviziate selvaggiamente Rosaria Lopez (assassinata alla fine dell’immondo festino) e Donatella Colasanti (salva solo grazie soltanto a un’eccezionale presenza di spirito che le suggerì di fingersi morta).

I tre delinquenti autori vennero immediatamente individuati dalla Polizia: si trattava di Andrea Ghira, Angelo Izzo e Giovanni Guido.

Vogliamo dare un’occhiata alla loro storia dopo quei terribili giorni?

circeo-andrea-ghira.jpg      Andrea Ghira non scontò nemmeno un giorno di galera:  tanto per non pereder l’allenamento, qualche tempo dopo il Circeo, partecipò anche al sequestro Matacchioni (tra il 15 dicembre 1975 e il 24 dicembre dello stesso anno). Condannato per il Circeo all’ergastolo, rimase latitante fino all’11 aprile 1994, quando sembra che sia morto sotto il falso nome di Massimo Testa a Melilla enclave spagnola in Marocco, dopo sei mesi trascorsi in un kibbutz israeliano e 18 anni passati nella legione straniera spagnola.Una morte su cui molti, ancora oggi, nutrono non pochi dubbi.

Quanto agli altri due, insieme nel gennaio 1977 presero in ostaggio una guardia carceraria e tentarono di evadere dal carcere di Latina, senza successo.

circeo-gianni-guido.jpg    Poi, Gianni Guido riuscì in seguito ad evadere dal carcere di San Gimignano nel gennaio del 1981. Fuggì a Buenos Aires dove però venne riconosciuto ed arrestato, poco più di due anni dopo. In ttesa dell’estradizione, nell’aprile del  riuscì ancora a fuggire, ma nel giugno del 1994, fu di nuovo catturato a Panama, dove si era rifatto una vita come commerciante di autovetture, ed estradato in Italia. Di ieri la notizia della sua rimessa in libertà, per fine pena.

circeo-angelo-izzo.jpg       Quanto a Angelo Izzo nell’aprile 2005, nonostante la condanna pendente, il tribunale di Velletri gli accordò la semilibertà, di cui il criminale ha approfittato per fare nuove vittime, Maria Carmela Linciano (49 anni) e Valentina Maiorano (14 anni), rispettivamente moglie e figlia di un pentito della Sacra Corona Unita che Izzo conobbe in carcere a Campobasso; le due donne sono state legate e soffocate (è stato accertato, dopo vari esami autoptici, che la piccola non ha subito violenza sessuale) e infine sepolte nel cortile di una villetta a Mirabello Sannitico in provincia di Campobasso, di proprietà di un ex detenuto amico di Izzo. Questo nuovo fatto di sangue ha scatenato in Italia roventi polemiche sulla giustizia. Il 12 gennaio 2007 Izzo è stato condannato all’ergastolo per questo crimine.  

IL MIO COMMENTO:

Leggere le parole “FINE PENA: MAI” in calce a una sentenza, qualunque sia il delitto che ne è la causa e l’origine, è qualcosa che può indurre a profonde riflessioni sugli equilibri tra punizione e riscatto anche il più incallito dei forcaioli, quale io NON sono.

Ma qualcuno mi potrebbe per favore spiegare quali indulgenze siano dovute a tre assassini che mai, dico e ripeto mai nella loro scellerata esistenza, hanno dimostrato un briciolo di sentito pentimento?

Che si sono macchiati, non contenti delle porcherie perpetrate al Circeo, di ulteriori e numerosi altri crimini fuori e dentro il carcere?

La risposta, fino a prova contraria, per me è resterà la stessa che grida invano la sorella della povera Rosaria, giustamente delusa da una Giustizia che rinuncia inspiegabilmente e ostinatamente a essere tale:

N-E-S-S-U-N-A

L’Indisponente  

L’indisponente - (1) Faletti e il ghost writer

Agosto 22nd, 2009

200px-giorgio_faletti.jpg   (immagine tratta dalla Rete)

 

LA NOTIZIA:

Sul Corriere della Sera di oggi, sabato 22 agosto, nella sezione “Cultura” appare il seguente articolo:

 “Faletti: scrivo io i miei libri, scommettiamo?”

Il noto autore ed ex comico respinge fermamente le voci che parlano di un ”ghost writer” incaricato di scrivere al posto suo i romanzi pubblicati a suo nome. Per dare maggiore incisività alla sua affermazione, sfida chiunque affermi il contrario a confrontarsi con lui, proponendo una cervellotica e poco credibile scommessa in base alla quale un notaio dovrebbe trascorrere insieme a lui non si sa quanto tempo per verificare che, invece, sa scrivere da solo.

IL MIO COMMENTO:

Prendiamo atto con grande sollievo della smentita di Faletti: è già troppo sopportare l’idea che ci sia uno che scrive come lui. Due sarebbero francamente troppi…

  

L’INDISPONENTE

Qualora vi fossero sfuggiti…

Agosto 20th, 2009

youtube.jpg   … ci sono in Rete tre interessantissimi spezzoni di una delle meravigliose serate organizzate da Tecla Dozio nella sua indimenticabile e mai troppo rimpianta ”Libreria del Giallo”.

Si riferiscono alla  presentazione milanese, nel 2008, di “Malinconico Leprechaun“, seconda avventura del commissario Cardona scritta da Patrizio Pacioni ed edita da Sampognaro & Pupi Edizioni. Introduzione di una splendida Maria Giovanna Luini e partecipazione di Lorella De Bon (coautrice con Pacioni de “Le notti di Monteselva“) e dell’Associazione Medici Volontari Italiani (alla quale la serie è ispirata).

Buona visione!

http://www.youtube.com/watch?v=aY0EmoFhwmA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=S3S6qaNDA70&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=GA3hndyL_hA&feature=related

Iglesias tra medioevo e thrilling… con “Leone Rampante”

Agosto 14th, 2009

iglesias-2009-002-rid.jpg   I resti delle antiche mura recuperate grazie alla volontà e all’impegno  dell’attuale  amministrazione  della  città,  guidata  dal  sindaco

iglesias-2009-019-rid.jpg  Pierluigi Carta (nella foto alla testa del tradizionale corteo medievale) che facevano cornice all’evento, insieme al sottofondo sonoro di un poco lontano squillare di trombe  e rullare di tamburi hanno permesso alla presentazione di Seconda B di inserirsi senza alcun trauma tra gli eventi di grandissima suggestione storica che caratterizzano questa parte centrale del Ferragosto Iglesiente.

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A chi si aggira tra le vie della città (pressoché deserte nel corso delle ore più calde, ma brulicanti di gente quando il graduale allungarsi delle ombre, magari aiutato da una soffio di maestrale  rendono più sopportabile la carezza del sole) non di rado capita di incontrare da soli o in piccoli gruppi quei balestrieri, sbandieratori, arcieri,dame, guerrieri in armatura, tamburini, nobili e villici che ogni 13 agosto -tutti insieme, convergendo anche da altre città di isola e continente- daranno vita alla grandiosa sfilata in costume, seguita, il giorno dell’Assunta dall’antica processione dei Candelieri.

Alle finestre delle case, ai portoni, agli archi che rendono caratteristiche le strade della città antica, vengono appesi i colori dei quartieri che si sfideranno per numerosità di partecipanti, per fedeltà e splendore dei costumi d’epoca e per originalità coreografica nel lungo percorso, costantemente stretto tra ali ininterrotte di spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero: il giallo il blu, il rosso e il bianco ricordano a gran voce a residenti e forestieri l’orgoglio di vivere a Castello, a S. Chiara, a Quartiere di Mezzo e Fontana.    

           iglesias-2009-015-rid.jpg  iglesias-2009-018-rid.jpg iglesias-2009-037-rid.jpg iglesias-2009-038-rid.jpg iglesias-2009-024-rid.jpg

  

Tornando all’inizio, un personaggio come il commissario Leonardo Cardona (non a caso conosciuto anche col soprannome di Leone, che da sempre costituisce uno dei simboli araldici più diffusi e prestigiosi) non poteva e non doveva mancare.

Di lui e delle sue avvincenti avventure, intervistato con grande eleganza e incisività da Sandrina Piras, ha parlato a lungo Patrizio Pacioni; l’Autore non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di parlare ai presenti del legame affettivo che lo lega alla città e al Sulcis, preannunciando che, dopo il riuscito esperimento narrativo-linguisitico che con Iscassia et fogu fece nell’ormai lontano 1998, una delle sue prossime uscite in libreria (scritta nell’occasione a quattro mani con la giovane scrittrice ligure Marta Traverso) sarà proprio una storia di grande respiro di ambientazione locale. 

iglesias-2009-006-rid.jpg      Splendida serata impreziosita dalle letture tratte da Seconda B ed effettuate dallo stesso scrittore e dalla Presidente del Salotto Letterario, entrambi ispirati e capaci di interessare e coinvolgere il pubblico intervenuto dal primo all’ultimo minuto della manifestazione letteraria.   

 Diana De Rossi per T.R.F.                   

Seconda B a Iglesias

Agosto 12th, 2009

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mercoledì 12 agosto ore 20 ai

portici del chiostro di S.Francesco

con il patrocinio del Comune di Iglesias

presentazione del nuovo thriller di

Patrizio Pacioni

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                Seconda B

 

                                    ( Melino Nerella Edizioni )

    

Introdurrà la serata e intervisterà l’autore (creatore dell’avatar letterario del  commissario Leonardo Cardona e delle tenebrose saghe di Monteselva)

Sandrina Piras

presidente del Salotto Letterario, associazione culturale

  nazionale con sedi a Sassari, Torino, Palermo e Catanzaro.

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Ingurtosu e Montevecchio: luoghi del mistero, passato… e futuro!

Agosto 10th, 2009

ingurtosu-300709-11-rid.jpg  Per la prima volta ne sentii parlare (anzi, ne lessi) sulle pagine del romanzo di Giampaolo Pansa intitolato Ti condurrò fuori della notte, insieme alla pressoché unica spiaggia di Piscinas, una decina di anni fa, quando ebbi modo e fortuna di incontrare l’autore a una presentazione di quella che allora era la sua nuova opera (seguita poi da tante altre ancora) e di conversare con lui nel corso di una piacevole cena sarda.

Poi però, portato dai casi della vita, mi trasferii in “Continente” e, pur tornando regolarmente a visitare l’isola, non ebbi più occasione di visitare personalmente quei luoghi che tanta suggestione e altrettanta curiosità avevano suscitato in me.

  L’occasione è arrivata quest’anno, e una volta sul posto il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato:

“Allora valeva davvero la pena di aspettare tanto!”

ingurtosu-300709-20.JPG     Sì, perché il contatto diretto con un mondo cristallizzato all’epoca in cui le miniere facevano del Sulcis Iglesiente e dei suoi immediati dintorni zone prospere in cui l’attività di estrazione costituiva il fulcro di centinaia di altre iniziative e attività, è come un salto all’indietro nel tempo. Un andito magico in cui l’opera tenace e testarda dell’uomo incontra la Natura, e per una volta non si tratta di uno stupro, ma di un amplesso consensuale e ben riuscito.

ingurtosu-300709-14-rid.jpg  Imbocchi di pozzi, lavatoi, raffinerie, austere abitazioni riservate ai minatori, pretenziose ville di ingegneri e dirigenti e tante altri edifici e opere rigorosamente d’epoca, combinandosi perfettamente con la selvaggia bellezza dei posti (insolito e commovente l’incontro con un giovane cervo allo stato brado) contribuiscono a creare un’atmosfera al tempo stesso malinconica e avventurosa, idonea ad alimentare flussi nuovi e vibranti di fantasia soprattutto nella mente di uno scrittore quale io sono, perennemente alla ricerca di nuovi spunti e di nuove ispirazioni.

Così, mentre mi allontanavo nell’ormai avanzato tramonto da quei luoghi del ricordo, da quella singolarissima enclave nello scorrere del tempo, la mia mente già elaborava possibili abbozzi di storie, paurose o introspettive, romantiche o solo nostalgiche, tutte però rigorosamente intrise dello spirito dell’Isola e della sua storia.

Insomma, non stupitevi più di troppo se in queste magiche terre, dopo il grande romanzo ormai prossimo al termine dopo sette anni di lavoro ambientato proprio in questa parte di Sardegna, anche un comune amico, il commissario Leonardo Cardona, deciderà (più prima che poi) di trascorrere un segmento della propria vita.

Di carta sì, ma palpitante come se fosse di vera carne e vero sangue.

  Patrizio Pacioni 

Il mito di Alfonsina a Iglesias

Agosto 8th, 2009

patrizio-lug-09-01.jpg     A volte il disegno del Caso appare davvero imperscrutabile, avvalendosi di una rete di coincidenze troppo particolari e misteriose per essere soltanto tali.

Giovedì della scorsa settimana, come riportato in un precedente articolo del blog da Diana De Rossi, avevo avuto la fortuna di incontrare personalmente la straordinaria scrittrice nuorese Giovanna Mulas a Guspini, nel corso di un’indimenticabile reading. Nel prosieguo della serata, poi, nel corso di un’interessante chiacchierata con suo marito Gabriel Impaglione, non ricordo più né come né perché, erano usciti fuori il nome e la malinconica-romantica  vicenda di Alfonsina, la poetessa argentina che, raccogliendo in sé le figure di donna del popolo, ragazza-madre, testimone e interprete del proprio tempo, divenne, soprattutto dopo la tragica fine per suicidio, un vero e proprio mito della poesia latino-americana. 

igle09-recalf-02.JPG   Ebbene, pochi giorni dopo, per la precisione martedì scorso, mi sono ritrovato tra il pubblico che gremiva la suggestiva location di Villa Pertusola, a Iglesias, ad ammirare lo spettacolo organizzato dal Parco Geo-Minerario, dal titolo  Storie di tango e di passione che proprio al personaggio di Alfonsina era chiaramente ispirato.

igle09-recalf-01.JPG   Le parole erano di grandi autori argentini, quali Borges, Manzi, La Pera e altri,  la voce era quella calda e morbida dell’affascinante Amanda Sandrelli, la musica (ispirata, intensa e si grande spessore tecnico) quella della chitarra di Giampaolo Bandini e del badoneon di Cesare Chiacchiaretta.

Da togliere il fiato, da brividi di emozione e fremiti di puro appagamento estetico.

E non aggiungo altro.Anzi no, c’è ancora  qualcosa: nonostante la grave crisi economica che attanaglia il Sulcis più ancora che il resto d’Italia, a Iglesias si percepisce, sia da parte dell’Amministrazione Comunale che da quella dei suoi abitanti, una grandissima attenzione alla cultura, dal recupero di aree monumentali di grande interesse storico e archeologico all’organizzazione di presentazioni letterarie, conferenze, pubblici dibattiti…

Insomma, davvero un bell’esempio per aree più ricche e (a loro dire) più “sviluppate”, in cui, invece, per ciò che riguarda l’intrattenimento e la socializzazione, da parte pubblica si presta maggiore attenzione alle varie sagre della salama o a manifestazioni di tipo ludico-nazional-popolare come il tiro alla corda, l’albero della cuccagna, la corsa coi sacchi…  

Patrizio Pacioni

Giovanna Mulas - sa Iana (la Maga) e l’incanto delle parole

Agosto 1st, 2009

guspini-300709-11-rid.jpg   La lettura di un buon libro, si sa,  crea un’atmosfera davvero speciale.

Se le pagine di questo libro sono lette in pubblico da un bravo interprete, questa atmosfera può farsi ancora più densa.

Se la scrittura è quella di Giovanna Mulas, e a interpretare le parole è la voce della stessa autrice, particolarmente concentrata e ispirata, accompagnata dal chitarrista Natale Murru, allora quello che si crea è davvero un incanto.

È esattamente quanto è accaduto a Guspini, splendida cittadina sarda in provincia di Cagliari, nel cuore di uno dei più caratteristici siti minerari del mondo (di cui vi parlerò più diffusamente in un’altra occasione)  la notte del 30 luglio, in occasione della locale tappa della Staffetta nazionale Contro la violenza sulle Donne organizzata dall’UDI (Unione Donne Italiane).

guspini-300709-6-rid.jpg   Una piazza affollata, letteralmente prigioniera delle affabulazioni incredibilmente coinvolgenti di Giovanna Mulas  fino a notte inoltrata.

Una serata indimenticabile, sia per il grande spessore artistico ricavato dalla presenza della scrittrice nuorese che per l’impatto del messaggio portato anche a Guspini da un manipolo di coraggiose e reso ancora più incisivo da testimonianze dirette di donne che, in un modo o nell’altro, di brutalità feroci quanto ingiustificabili sono state vittime.

 guspini-300709-5-rid.jpg     “Un evento al quale ho avuto la fortuna di presenziare anch’io.” ci ha dichiarato Patrizio Pacioni , venuto per salutare e conoscere di persona l’amica Giovanna e suo marito, il giornalista-scrittore argentino Gabriel Impaglione (insieme nella foto),  alla fine della serata. “Un grido che ognuno dei presenti, me per primo, tra commozione e rabbia, si è trovato a far proprio.”  

 

 

Diana De Rossi per T.R.F.