Il mito di Alfonsina a Iglesias

patrizio-lug-09-01.jpg     A volte il disegno del Caso appare davvero imperscrutabile, avvalendosi di una rete di coincidenze troppo particolari e misteriose per essere soltanto tali.

Giovedì della scorsa settimana, come riportato in un precedente articolo del blog da Diana De Rossi, avevo avuto la fortuna di incontrare personalmente la straordinaria scrittrice nuorese Giovanna Mulas a Guspini, nel corso di un’indimenticabile reading. Nel prosieguo della serata, poi, nel corso di un’interessante chiacchierata con suo marito Gabriel Impaglione, non ricordo più né come né perché, erano usciti fuori il nome e la malinconica-romantica  vicenda di Alfonsina, la poetessa argentina che, raccogliendo in sé le figure di donna del popolo, ragazza-madre, testimone e interprete del proprio tempo, divenne, soprattutto dopo la tragica fine per suicidio, un vero e proprio mito della poesia latino-americana. 

igle09-recalf-02.JPG   Ebbene, pochi giorni dopo, per la precisione martedì scorso, mi sono ritrovato tra il pubblico che gremiva la suggestiva location di Villa Pertusola, a Iglesias, ad ammirare lo spettacolo organizzato dal Parco Geo-Minerario, dal titolo  Storie di tango e di passione che proprio al personaggio di Alfonsina era chiaramente ispirato.

igle09-recalf-01.JPG   Le parole erano di grandi autori argentini, quali Borges, Manzi, La Pera e altri,  la voce era quella calda e morbida dell’affascinante Amanda Sandrelli, la musica (ispirata, intensa e si grande spessore tecnico) quella della chitarra di Giampaolo Bandini e del badoneon di Cesare Chiacchiaretta.

Da togliere il fiato, da brividi di emozione e fremiti di puro appagamento estetico.

E non aggiungo altro.Anzi no, c’è ancora  qualcosa: nonostante la grave crisi economica che attanaglia il Sulcis più ancora che il resto d’Italia, a Iglesias si percepisce, sia da parte dell’Amministrazione Comunale che da quella dei suoi abitanti, una grandissima attenzione alla cultura, dal recupero di aree monumentali di grande interesse storico e archeologico all’organizzazione di presentazioni letterarie, conferenze, pubblici dibattiti…

Insomma, davvero un bell’esempio per aree più ricche e (a loro dire) più “sviluppate”, in cui, invece, per ciò che riguarda l’intrattenimento e la socializzazione, da parte pubblica si presta maggiore attenzione alle varie sagre della salama o a manifestazioni di tipo ludico-nazional-popolare come il tiro alla corda, l’albero della cuccagna, la corsa coi sacchi…  

Patrizio Pacioni



4 Commenti a “Il mito di Alfonsina a Iglesias”

  1. Tore scrive:

    Magnifica serata, letture coinvolgenti, musica eccezionale. Grazie Iglesias.

  2. Simon scrive:

    Non nego che mi allietano le manifestazioni organizzate dalle pro-loco (nella mia città spesso dedicate alla riscoperta dei sapori tradizionali), ma quelle culturali, come giustamente dici, Patrizio, dovrebbero essere sempre e dovunque in primo piano, apprezzate dalla nostra anima,, che “imperscrutabile”, vi partecipa con tutta se stessa.
    Patrizio, chissà se è stato solo il caso o se la coincidenza sorprendente di cui ci hai parlato fa parte di un bellissimo disegno del destino, che certamente ci farai conoscere nei suoi sviluppi…!

  3. Lorella scrive:

    Dal blog della mia amica poetessa Daniela Raimondi
    (http://danielaraimondi.splinder.com/)

    ” martedì, 04 agosto 2009Alfonsina y el mar

    Un grande video di una fra le più grandi interpreti femminili della musica argentina e latino-americana:

    http://www.youtube.com/watch?v=UQHdTyIMX5o

    _______________________________________________

    La canzone narra la vita di Alfonsina Storni. Alfonsina nacque nel Canton Ticino in Svizzera il 29 maggio 1892. Si trasferì in Argentina con la famiglia all’età di quattro anni. Alfonsina scriveva poesie, faceva l’attrice e studiava per diventare maestra. A 20 anni ebbe un figlio che allevò da sola.
    Ragazza madre, femminista e socialista, pubblicò diversi libri raggiungendo molto presto un grande successo di critica e di pubblico. Con le sue poesie ha cantato l’amore e la solitudine, ma anche l’ansia di vivere e la voglia di libertà e di emancipazione. Malata di cancro al seno, si suicidò 25 ottobre del 1938, all’età di 46 anni, lasciandosi trasportare dalle onde dell’Oceano Atlantico a Mar del Plata.”

    Spero che questa segnalazione faccia piacere a voi del blog e a chiunque ama la cultura latino-americana e argentina in particolare.

    Lorella

  4. admin scrive:

    Tore, lo so bene che si è trattato di una grandissima serata! Mi raccomando, vieni anche mercoledì sera al portivato di S. Francesco per assistere alla presentazione di “Seconda B” (domani farò inserire il post).

    Simon grazie per la conferma che -con la tua esperienza locale- fornisci alle mie parole e alle mie impressioni. Ma cambierà, vedrai, e qualcuno capirà quanto possa essere importante la promozione della cultura con la “C” maiuscola. Prima ci arriverà un Comune, poi un altro, poi un altro ancora… ne sono convinto.

    Lorella, la tua segnalazione è PREZIOSA: vedi (vedete tutti) come ci si può arricchire collaborando alla circolazione e alla diffusione in Rete delle notizie e delle idee?

    Patrizio

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