Ingurtosu e Montevecchio: luoghi del mistero, passato… e futuro!

Agosto 10th, 2009

ingurtosu-300709-11-rid.jpg  Per la prima volta ne sentii parlare (anzi, ne lessi) sulle pagine del romanzo di Giampaolo Pansa intitolato Ti condurrò fuori della notte, insieme alla pressoché unica spiaggia di Piscinas, una decina di anni fa, quando ebbi modo e fortuna di incontrare l’autore a una presentazione di quella che allora era la sua nuova opera (seguita poi da tante altre ancora) e di conversare con lui nel corso di una piacevole cena sarda.

Poi però, portato dai casi della vita, mi trasferii in “Continente” e, pur tornando regolarmente a visitare l’isola, non ebbi più occasione di visitare personalmente quei luoghi che tanta suggestione e altrettanta curiosità avevano suscitato in me.

  L’occasione è arrivata quest’anno, e una volta sul posto il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato:

“Allora valeva davvero la pena di aspettare tanto!”

ingurtosu-300709-20.JPG     Sì, perché il contatto diretto con un mondo cristallizzato all’epoca in cui le miniere facevano del Sulcis Iglesiente e dei suoi immediati dintorni zone prospere in cui l’attività di estrazione costituiva il fulcro di centinaia di altre iniziative e attività, è come un salto all’indietro nel tempo. Un andito magico in cui l’opera tenace e testarda dell’uomo incontra la Natura, e per una volta non si tratta di uno stupro, ma di un amplesso consensuale e ben riuscito.

ingurtosu-300709-14-rid.jpg  Imbocchi di pozzi, lavatoi, raffinerie, austere abitazioni riservate ai minatori, pretenziose ville di ingegneri e dirigenti e tante altri edifici e opere rigorosamente d’epoca, combinandosi perfettamente con la selvaggia bellezza dei posti (insolito e commovente l’incontro con un giovane cervo allo stato brado) contribuiscono a creare un’atmosfera al tempo stesso malinconica e avventurosa, idonea ad alimentare flussi nuovi e vibranti di fantasia soprattutto nella mente di uno scrittore quale io sono, perennemente alla ricerca di nuovi spunti e di nuove ispirazioni.

Così, mentre mi allontanavo nell’ormai avanzato tramonto da quei luoghi del ricordo, da quella singolarissima enclave nello scorrere del tempo, la mia mente già elaborava possibili abbozzi di storie, paurose o introspettive, romantiche o solo nostalgiche, tutte però rigorosamente intrise dello spirito dell’Isola e della sua storia.

Insomma, non stupitevi più di troppo se in queste magiche terre, dopo il grande romanzo ormai prossimo al termine dopo sette anni di lavoro ambientato proprio in questa parte di Sardegna, anche un comune amico, il commissario Leonardo Cardona, deciderà (più prima che poi) di trascorrere un segmento della propria vita.

Di carta sì, ma palpitante come se fosse di vera carne e vero sangue.

  Patrizio Pacioni