L’ Indisponente - (2) Tre bravi ragazzi e una festicciola al Circeo

Agosto 27th, 2009

LA NOTIZIA

circeo-4.jpg    Se un orrendo crimine può “festeggiare” una ricorrenza, i prossimi 29 e 30 settembre rappresenteranno il 35° anniversario di uno dei più orrendi crimini mai perpetrati in Italia. Un mostruoso massacro dove si mischiano culto della violenza, sadismo, arroganza, misogninia, disprezzo di classe…

circeo-1.jpg circeo-2.jpg circeo-5.jpg     In una villa del Circeo, nel corso di due giorni di folli abusi, vennero seviziate selvaggiamente Rosaria Lopez (assassinata alla fine dell’immondo festino) e Donatella Colasanti (salva solo grazie soltanto a un’eccezionale presenza di spirito che le suggerì di fingersi morta).

I tre delinquenti autori vennero immediatamente individuati dalla Polizia: si trattava di Andrea Ghira, Angelo Izzo e Giovanni Guido.

Vogliamo dare un’occhiata alla loro storia dopo quei terribili giorni?

circeo-andrea-ghira.jpg      Andrea Ghira non scontò nemmeno un giorno di galera:  tanto per non pereder l’allenamento, qualche tempo dopo il Circeo, partecipò anche al sequestro Matacchioni (tra il 15 dicembre 1975 e il 24 dicembre dello stesso anno). Condannato per il Circeo all’ergastolo, rimase latitante fino all’11 aprile 1994, quando sembra che sia morto sotto il falso nome di Massimo Testa a Melilla enclave spagnola in Marocco, dopo sei mesi trascorsi in un kibbutz israeliano e 18 anni passati nella legione straniera spagnola.Una morte su cui molti, ancora oggi, nutrono non pochi dubbi.

Quanto agli altri due, insieme nel gennaio 1977 presero in ostaggio una guardia carceraria e tentarono di evadere dal carcere di Latina, senza successo.

circeo-gianni-guido.jpg    Poi, Gianni Guido riuscì in seguito ad evadere dal carcere di San Gimignano nel gennaio del 1981. Fuggì a Buenos Aires dove però venne riconosciuto ed arrestato, poco più di due anni dopo. In ttesa dell’estradizione, nell’aprile del  riuscì ancora a fuggire, ma nel giugno del 1994, fu di nuovo catturato a Panama, dove si era rifatto una vita come commerciante di autovetture, ed estradato in Italia. Di ieri la notizia della sua rimessa in libertà, per fine pena.

circeo-angelo-izzo.jpg       Quanto a Angelo Izzo nell’aprile 2005, nonostante la condanna pendente, il tribunale di Velletri gli accordò la semilibertà, di cui il criminale ha approfittato per fare nuove vittime, Maria Carmela Linciano (49 anni) e Valentina Maiorano (14 anni), rispettivamente moglie e figlia di un pentito della Sacra Corona Unita che Izzo conobbe in carcere a Campobasso; le due donne sono state legate e soffocate (è stato accertato, dopo vari esami autoptici, che la piccola non ha subito violenza sessuale) e infine sepolte nel cortile di una villetta a Mirabello Sannitico in provincia di Campobasso, di proprietà di un ex detenuto amico di Izzo. Questo nuovo fatto di sangue ha scatenato in Italia roventi polemiche sulla giustizia. Il 12 gennaio 2007 Izzo è stato condannato all’ergastolo per questo crimine.  

IL MIO COMMENTO:

Leggere le parole “FINE PENA: MAI” in calce a una sentenza, qualunque sia il delitto che ne è la causa e l’origine, è qualcosa che può indurre a profonde riflessioni sugli equilibri tra punizione e riscatto anche il più incallito dei forcaioli, quale io NON sono.

Ma qualcuno mi potrebbe per favore spiegare quali indulgenze siano dovute a tre assassini che mai, dico e ripeto mai nella loro scellerata esistenza, hanno dimostrato un briciolo di sentito pentimento?

Che si sono macchiati, non contenti delle porcherie perpetrate al Circeo, di ulteriori e numerosi altri crimini fuori e dentro il carcere?

La risposta, fino a prova contraria, per me è resterà la stessa che grida invano la sorella della povera Rosaria, giustamente delusa da una Giustizia che rinuncia inspiegabilmente e ostinatamente a essere tale:

N-E-S-S-U-N-A

L’Indisponente