Non solo chiacchiere: su FB si parla di diritti umani

Settembre 19th, 2009

logo-uscire-dal-silenzio.jpg      Uscire dal silenzio - Diritti umani” è un gruppo di Facebook nato con l’intento di far conoscere i Diritti Umani con argomenti, video, foto.

Conoscere i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali  di ogni persona. Il diritto alla vita,alla libertà e sicurezza individuali,ad  un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge,senza discriminazioni di sorta. Alla libertà di movimento,pensiero, coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.

Sapere che nessuno può essere schiavo o sottoposto a torture,a trattamenti e punizioni crudeli,disumani o degradanti e che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato ecc.

Conoscere i trenta articoli di cui si compone la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,in modo semplice, amichevole. Questo è il loro unico e sentitissimo scopo.

Un ringraziamento a tutti coloro che sono già nel gruppo e a quelli che presto, ne siamo certi, a essi si uniranno.

rosanita-galleni.jpgLa genovese  Rosanita  Galleni (pittrice, poetessa, scrittrice, acuta e sensibile articolista)   è l’ispiratrice e l’anima del gruppo. Di sé, lapidariamente, dice:

Ci sono cose per cui sono disposto a morire, ma non ce ne è nessuna per cui sarei disposto ad uccidere.”

Fantastico, no?

  Diana De Rossi per T.R.F.

L’Indisponente (7) - La debolezza che incoraggia i terroristi a compiere altre stragi

Settembre 19th, 2009

afghanistan-set-09.jpg     La notizia:

Giovedì 17 settembre nell’area di Shindand (provincia di Herat - ovest sell’Afghanistan) alle 14 locali (le 10.30 in Italia) un’autobomba è esplosa tra due veicoli blindati “Lince” al passaggio di un convoglio di soldati italiani. Nell’attacco kamikaze sono deceduti sei militari del nostro esercito e altri quattro sono rimasti feriti.

Il commento:

Due domande, una risposta e una (ovvia) considerazione.

Le domande:

Cosa si ripropongono i criminali talebani coi loro sanguinosi attentati? Cosa c’è alla base di una spietata strategia della tensione, rivolta non solo contro le truppe inviate dall’Onu, non solo contro quei loro connazionali che più o meno timidamente si schierano apertamente contro un becero integralismo deciso a riportare indietro di secoli l’orologio della storia in Afghanistan e nel mondo, ma anche contro poveri innocenti, donne o bambini che siano?

La risposta:

Vogliono che venga loro lasciato campo libero per l’ennesima restaurazione di un regime teocratico e tiranno basato sull’ignoranza, sulla repressione, sulla violenza e sul traffico di droga.

La considerazione:

Prendere in considerazione e propagandare l’ipotesi di andarsene ora, di fuggire prima di avere avuto il tempo e l’occasione di mettere in grado la parte sana di quello sfortunato popolo quanto meno di difendersi da questo folle disegno, altro non significa che perpetrare due tradimenti: uno verso gli afghani onesti, l’altro nei confronti di tutti i soldati (italiani e non) assassinati sul campo. E, visto che il gioco funziona, vuol dire anche (e di questo ciascuno prenda la propria responsabilità) approvare e benedire la consumazione di nuovi e più terribili massacri.

Magari sin da domani.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      L’Indisponente