Ma che sabato pomeriggio a Brescia!

Ottobre 25th, 2009

rid-bs-bonsai-241009-001.jpg    Quando si vede un capannello di gente fuori da un negozio, talmente tante persone che il marciapiede non basta più e ci si ritrova in mezzo alla strada a bloccare il traffico, si pensa subito all’apertura della stagione dei saldi o a una “svendita totale per rinnovo locali” (o purtroppo, sempre più di frequente in un momento di crisi economica come questo, per “cessazione attività”).

rid-bs-bonsai-241009-004.jpg     Invece no.

Le decine e decine di persone che ieri pomeriggio si accalcavano all’inizio di Corso dei Martiri della Libertà, nel pieno centro di Brescia, erano davanti alla Libreria Ferrata (una libreria, vi rendete conto?) e si erano radunati lì per poi trasferirsi in una sala della vicina via Bronzetti, dove si sarebbe tenuta la presentazione di “Racconti Bonsai”, l’agile opera prima della brescianissima Laura Sberna.

rid-bs-bonsai-241009-026.jpg     Ovviamente sala gremita, con moltissimi spettatori costretti ad assistere in piedi, per un’ora di grande interesse e relax, costellata di applausi, condotta da uno spumeggiante Patrizio Pacioni e impreziosito dalla voce di Anna Bruna Gigliotti, per l’occasione in veste di attrice-lettrice.

 

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Annabruna  Gigliotti, Laura Sberna e Patrizio Pacioni  in  uno dei momenti salienti della riuscita manifestazione bresciana

 

 

                                                            Diana De Rossi per T.R.F.

 

Domenicale dell’11 ottobre 2009

Ottobre 25th, 2009

croce-25.jpg        Dal Vangelo secondo Marco 10,46-52


In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

   

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s-marco-evangelista.jpg      Riconoscere la propria debolezza e gridare per chiedere. Come fa un bambino. Affidandosi al Padre con fiducia assoluta.  Cosa potrebbe esserci di più naturale, di più facile?

Così fa il cieco che aspetta Gesù sulla strada di Gerico: contro ogni ragionevolezza, contro il “buon senso” di quei “molti” che “lo rimproverarono perché tacesse”.

E alla fine la sua fede è premiata, e lui ricomincia a vedere.

Eppure, in questi nostri travagliati giorni, non si domanda più, ma si pretende.

Si grida, sì, ma  solo per accusare, per prevaricare, per svalutare il proprio avversario in ogni modo, con ogni mezzo, lecito e soprattutto illecito. Spiando i vizi altrui, dimenticando i propri, in una corsa all’immondezzaio morale sempre più frenetica.

Torniamo piccoli, ritroviamo anche noi come Bartimeo il coraggio e la testardaggine di chiedere con l’umiltà che deve contraddistinguere l’amore filiale più puro. 

  

Maurice Taviani - parroco di Santa Maria alla Fonte