Domenicale del 29 novembre 2009

Novembre 29th, 2009

croce-21.jpg        Dal Vangelo secondo Luca 21, 25-27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.”

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apovcalisse-dure.jpg        È davvero sorprendente la somiglianza di quanto descritto da San Luca in merito a quella che, inevitabilmente, sarà la fine del pianeta Terra, quello che chiamiamo “il nostro mondo” così come la vedono scienziati e artisti: sommovimenti di astri, maremoti spaventosi tali da sommergere, insieme alle terre emerse, qualsiasi retaggio della presenza dell’uomo. E la paura, il terrore atavico e profondo che coglierà i nostri sfortunati pronipoti nel momento della resa dei conti. Una solitudine terribile e inconsolabile, anche se saranno miliardi.

Certo, l’Uomo è pieno di inventiva e spirito di sopravvivenza di specie, quindi già da ora vagheggia e progetta meraviglie tecnologiche, astronavi gigantesche e poderose capaci di portarlo verso altri sistemi solari verso un prolungamento della propria esistenza.

Perfettamente comprensibile, anche se, per capire il senso della storia e accettare l’esistenza di un disegno Divino imperscrutabile e salvifico occorre qualcosa di più della semplice ragione.

Se accettiamo che il concetto di “vita” così come l’intendiamo adesso, come è stato inteso e sempre lo sarà, è di per sua stessa natura provvisorio e destinato a esaurirsi, prima o poi, restando perfettamente legittimo ed etico il desiderio di prolungarne la vigenza fino all’estremo, dobbiamo però renderci conto di qualcosa di molto più importante: dentro ciascuno di noi c’è una scintilla che non si esaurirà mai, della quale dunque sarebbe bene prendersi cura con altrettanta solerzia e altrettanto impegno.

Sto parlando dell’anima, autentico e corroborante soffio di Dio nella nostra carne: un “componente”   che non può essere corrotto, incendiato, annegato, distrutto…

Non dimentichiamo mai di possederne una, e rispettiamola.    

   

Maurice Taviani - parroco di Santa Maria alla Fonte