L’Indisponente (13) - La fortuna dei morti
A Perm, città russa di oltre un milione di abitanti nella regione degli Urali, un centinaio di persone sono perite nel devastante incendio del locale notturno Lame Horse Bar. A innescare le fiamme nel night gremito di clienti sarebbe stato secondo i primi accertamenti, la deflagrazione di una serie di fuochi d’artificio.
Gli annunciatori e le annunciatrici di tg e giornali radio del 4 dicembre, nel riportare la notizia sottolineavano con condiviso e concorde sollievo che “per fortuna” le autorità locali avevano subito escluso che si fosse trattato di un attentato terroristico, attribuendo l’origine e la causa della strage a un “banale incidente”.
Già. Per fortuna, dicono loro.
Peccato che, stando alle statistiche, simili “banali incidenti” (vale a dire incendi, crolli, fughe di gase altre simili piacevolezze) causino in Russia migliaia di morti ogni anno.
Comunque molti di più, senza ombra di dubbio, di quante vittime possano contarsi sommando quelle derivanti da azioni terroristiche nel complesso d’Europa per dieci anni di fila.
Qualcuno organizzi un charter e lo riempia di questi arguti e brillanti cronisti. Mandiamoli a Perm, col compito di spiegare face to face a mogli, figli, madri, padri fratelli e amici di quelle povere 100 salme martoriate dal fuoco, che “per fortuna non si è trattato di un attentato ma solo di un banale incidente”.
Sono proprio curioso di sapere come verranno accolti.
L’Indisponente
(attenzione: l’immagine inserita a corredo di questo articolo è tratta dalla Rete)




9 Dicembre 2009 alle 13:05
Sì, Indy, sembra davvero che l’unico problema del mondo, dalle Torri Gemelle in poi, sia solo il terrorismo.
Certo, l’estremismo politico e religioso è un grosso nodo da sciogliere, anche con le maniere forti se ce ne fosse bisogno, ma questo non vuol dire diimenticare altre piaghe sociali che creano migliaia e migliaia di morti.
Alby