Maria Sole Chianti (di Rossella Penserini)

modello-mela-1.JPG  -Piacere, mi chiamo Maria Sole Chianti. Sì, esattamente, Chianti, proprio come il vino.-

Queste sono state le mie prime parole a Monteselva, dove sono arrivata ieri. Di notte.

La signora Grazia, che mi ha affittato una camera, mi ha guardato di traverso, come per dire:

-Ma ci si presenta a quest’ora?-

Poi però è stata gentile, anche se di chiacchierare proprio non ne aveva voglia.

Così come io non avevo e non ho nessuna voglia di raccontare i fatti miei. Anzi, vorrei proprio passare inosservata al mondo, ecco perché sono venuta a rintanarmi in questo posto, per molti versi dimenticato da Dio.

La stessa ragione, tra l’altro, per cui ho accettato quel posto di assistente in biblioteca.

I libri mi piacciono. Non fanno domande, loro.

E poi dove ci sono i libri c’è silenzio. Quel silenzio che amo così tanto.

A Milano lavoravo in un piccolo giornale locale, ma di pace non ce n‘era mai. Giorno e notte traffico, rumori e schiamazzi: un caos assoluto.

Basta. Di me adesso ne sapete fin troppo: io voglio solo dimenticare. Voglio lasciarmi tutto alle spalle, e ricominciare da capo, se possibile.

La signora Grazia mi ha chiesto se sono sposata.

-No, non lo sono.” le ho risposto.

-E di uomini non ne voglio sentire neanche parlare. Sono tutti uguali, tutti pronti a saltarti addosso appena abbassi la guardia, per fare i looro porci comodi.-

Lo so, sono una donna di trentacinque anni ancora graziosa e piacente, di quelle che non passano inosservate, ma questo che cosa vuol dire? Nessuno ha il diritto di farti fare quello che non vuoi, no? Neanche se avete cenato insieme amabilmente, neanche se hai accettato di salire in casa sua per un drink. Non vuole dire nulla. Hai il sacrosanto diritto di tirarti indietro in qualsiasi momento, no?

E se lui non la prende bene? E se inizia a tirarti per i capelli? E se tenta di farti del male? Voi cosa avreste fatto al posto mio?

Acqua passata, non mi appartiene più.

Quindi lasciatemi in pace. Silenzio! Non lo sapete? In biblioteca non si può fare rumore!

 

 

torino-2009-027.JPG       Rossella Penserini ha scoperto l’amore per la scrittura solo due anni fa e ora si sta dando da fare per recuperare il tempo perduto. Scrive poesie e racconti, alcuni dei quali pubblicati in antologie di autori vari. Dopo ben due anni di gestazione, è alle battute finali del suo primo romanzo che, come lei, sarà ingenuo e ironico al tempo stesso.



8 Commenti a “Maria Sole Chianti (di Rossella Penserini)”

  1. Pablo scrive:

    Benvenuta a Maria Sole (a proposito ma in quale parte di Monteselva sei andata ad abitare?) e benvenuta anche a Rossella che ce l’ha presentata così bene.
    Pablo

  2. Maria Sole scrive:

    Grazie per l’accoglienza! Per il momento ho preso in affitto una camera in Via Garibaldi a pochi minuti a piedi dalla biblioteca, ma appena mi sarò ambientata vorrei cercare una sistemazione più adatta alle mie esigenze.

    Maria Sole

  3. Lorella scrive:

    Benvenute a entrambe, cittadine di Monteselva. Vedrete che vi trovere bene in questo posto “dimenticato da Dio”. Di silenzio ce n’è poco, a dire il vero, a parte in biblioteca. Per il resto, Monteselva è una città come le altre. Solo con qualche … mistero in più.

  4. Raffaella scrive:

    C’è una mia amica che si è talmente rotta della vita da “grande città” che abbandonerebbe volentieri Torino per Monteselva. Avete una buona pensione da consigliare, almeno per i primi tempi?
    Ciao a tutti e grazie!

  5. causaedeffetto scrive:

    un personaggio enigmatico e misterioso..chissà cosa nasconde dietro quello sguardo..

  6. Lucia scrive:

    Ciao, Maria Sole… Il tuo diritto a vivere per un po’ nel silenzio e alla larga dalla gente rompiscatole è sacrosanto… Sto pensando anche io di scendere per qualche tempo dal mondo… Il tuo modo di parlare - non parlare di te mi ha incuriosita. Chissà che prima o poi non ci incontriamo proprio a Montesalva…
    Lucia.

  7. admin scrive:

    Tutto questo fermento sorto intorno all’arrivo a Monteselva della signorina Maria Sole Chianti fu Giacomo e Marilena mi insospettisce non poco: l’esperienza maturata sul campo (soprattutto su un campo come quello di questa città, non so se mi spiego) mi ha insegnato che dove ci sono tante mosche che volano e si posano c’è anche…
    E non vado avanti.
    Vado subito a fare una ricerca a o’ computèr, per vedere se a carico della tipa c’è qualche precedente, poi riferirò al mio capo, ‘o commissario Cardona.
    Gaetano Gargiulo, poliziotto.

  8. Romolo scrive:

    Ciao, Maria Sole. Ci vieni a cena com me, una di queste sere? Poi se ti va magar andiamo anche al Cinema Sociale a vedere Avatar. Io abito non molto distante da te, in piazza Rodari…
    Romolo

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