Il profumo d’inchiostro dei bei tempi andati

febbraio-2010-bs-006-rid.jpg1      Pubblico delle grandi occasioni oggi pomeriggio alla Libreria dell’Università Cattolica di Brescia, in via Trieste: occasione del ritrovo la presentazione della raccolta dei racconti del giornalista Enrico Morovich pubblicati tra il dopoguerra e l’ultimo decennio del secolo scorso sul Giornale di Brescia. La raccolta è stata curata da Carla Boroni, una delle “madrine” dell’ormai celeberrimo festival di genere A qualcuno piace giallo che ha visto nelle ultime due edizioni -accanto a prestigiosi scrittori del settore- anche la partecipazione di Patrizio Pacioni, ideatore e creatore dell’avatar letterario del commissario Cardona e della saga ambientata nella nostra Monteselva.

abcd0017.JPG2     Di fronte a una sala gremita e attentissima, la stessa Carla Boroni, affiancata da Claudio Baroni (vice direttore del Giornale di Brescia) e da Francesco De Nicola (direttore della collana Piccoli classici italiani ha saputo trasmettere ai presenti l’eccentricità visionaria espressa da Morovich in centinaia di racconti brevi e una certa malinconia d’antan, struggente quanto gradevole.

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                                                  Le parole legate al dito

(141 racconti dal Giornale di Brescia)

Volume I (1949-1970)

Autore: Enrico Morovich

A cura di: Carla Boroni)

Editore: De Ferrari

Collana: Piccoli classici italiani

pagine: 224

prezzo: 16 euro

ISBN: 8864051074 - ISBN-13: 9788864051079

febbraio-2010-bs-009-rid.jpg4    Sul finire dell’incontro, mentre si procedeva con la consueta ma sempre suggestiva cerimonia degli autografi da parte della curatrice, spazio per un rilassato scambio d’idee tra “conferenzieri” e pubblico.In attesa della “parte 2” di questa interessante raccolta antologica, naturalmente. 

Cristina Canali per la pagina culturale della Gazzetta Piacentina

  foto in esclusiva per questo blog:1) Carla Boroni tra Claudio Baroni e Francesco De Nicola;     2) Una veduta del pubblico che affollava la Libreria Universitaria;   3) La copertina del libro presentato a Brescia;     4) Ancora Carla Boroni, stavolta tra Patrizio Pacioni e Francesco De Nicola.



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