Tra narrativa e haiku
Luglio 20th, 2010
Un lungo weekend pieno di appuntamenti e impegni, ma anche con momenti di assoluto relax, quello trascorso da Patrizio Pacioni in Toscana, sulla Costa Etrusca. Arrivato con Lorella De Bon (co-autrice di “Delitti & Diletti”) nel primo pomeriggio del venerdì alla Pensione Signorini, dopo un breve “pit-stop” letterario (sotto forma di una piacevole e rilassante conversazione a tre con il magnifico anfitrione çlirim Muça, subito a Quercianella, per un agile e piacevole aperitivo letterario, nel corso del quale, oltre a presentare la nuova raccolta di racconti edita dalla Melino Nerella, i due scrittori hanno dialogato a lungo con i presenti.
A sinistra uno scorcio dell’accogliente Bar Arcobaleno,
a destra Lorella De Bon impegnata nell’autografo a un fan
Alla sera, replica nel fresco e suggestivo giardino della Pensione Signorini.
Una location ideale per eventi di questo tipo, grazie alla fresca tranquillità dell’albergo e alla felice collocazione nel pieno centro di Castiglioncello (sito da sempre gradito ad artisti di ogni espressione e provenienza) e a pochi passi dalla spiaggia e dagli scogli della suggestiva “crepatura”.
Un incontro cordiale, caratterizzato da un fluido dialogo tra autori e spettatori, sotto la sapiente regia del poeta albanese. Ancora una volta “Delitti & Diletti”, sì, ma non solo…
Il giardino, la luna, il buio, e Lorella
De Bon si ammanta di mistero…
Ma non poteva finire qui, naturalmente: quando si è con çlirim Muca non è assolutamente possibile fare a meno di parlare di haiku, passando in brevissimo tempo dalla teoria… alla pratica. Nello splendido scenario del porto di Castiglioncello, Patrizio Pacioni e l’artista albanese si sono sfidati a colpi di 17 sillabe, con la collaborazione dei piccoli Ilir (nella foto) e Nicola (figli di Clirim) promettenti ma già sorprendentemente maturi hajgin.
Basta così? No, che non basta: c’è ancora la scrittura, naturalmente. Patrizio Pacioni non può farne a meno, in nessun luogo, in nessuna circostanza, semplicemente perché scrivere, per lui, equivale a respirare, dissetarsi, nutrirsi.
In due sole parole, ”a vivere“.
Meno che mai in un ambiente denso di suggestioni, ma al tempo stesso tranquillo e rilassante come quello di Castiglioncello e, in particolare, della Pensione Signorini: cordialità, allegria, squisita ospitalità… e una cucina da sogno.
c
Diana De Rossi per T.R.F.

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