Tra narrativa e haiku

castiglioncello-rid-lug-2010-004.jpg   Un lungo weekend pieno di appuntamenti e impegni, ma anche con momenti di assoluto relax, quello trascorso da Patrizio Pacioni in Toscana, sulla Costa Etrusca. Arrivato con Lorella De Bon (co-autrice di “Delitti & Diletti”) nel primo pomeriggio del venerdì alla Pensione Signorini, dopo un breve “pit-stop” letterario (sotto forma di una piacevole e rilassante conversazione a tre con il magnifico anfitrione çlirim Muça, subito a Quercianella, per un agile e piacevole aperitivo letterario, nel corso del quale, oltre a presentare la nuova raccolta di racconti edita dalla Melino Nerella, i due scrittori hanno dialogato a lungo con i presenti.

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 A sinistra  uno scorcio dell’accogliente   Bar Arcobaleno,

a destra Lorella De Bon impegnata nell’autografo a un fan

 

castiglioncello-rid-lug-2010-005.jpg     Alla sera, replica nel fresco e suggestivo giardino della Pensione Signorini.

Una location ideale per eventi di questo tipo, grazie alla fresca tranquillità dell’albergo e alla felice collocazione nel pieno centro di Castiglioncello (sito da sempre gradito ad artisti di ogni espressione e provenienza) e a pochi passi dalla spiaggia e dagli scogli della suggestiva “crepatura”.

Un incontro cordiale, caratterizzato da un fluido dialogo tra autori e spettatori, sotto la sapiente regia del poeta albanese. Ancora una volta “Delitti & Diletti”, sì, ma non solo…

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Il giardino, la luna, il buio, e Lorella

De Bon  si  ammanta  di  mistero…

castiglioncello-lug-2010-9.jpg     Ma non poteva finire qui, naturalmente: quando si è con çlirim Muca non è assolutamente possibile fare a meno di parlare di haiku, passando in brevissimo tempo dalla teoria… alla pratica. Nello splendido scenario del porto di Castiglioncello, Patrizio Pacioni e l’artista albanese si sono sfidati a colpi di 17 sillabe, con la collaborazione dei piccoli Ilir (nella foto) e  Nicola (figli di Clirim) promettenti ma già sorprendentemente maturi hajgin.

castiglioncello-lug-2010-16.jpg     Basta così? No, che non basta: c’è ancora la scrittura, naturalmente. Patrizio Pacioni non può farne a meno, in nessun luogo, in nessuna circostanza, semplicemente perché scrivere, per lui, equivale a respirare, dissetarsi, nutrirsi.

In due sole parole, ”a vivere“.

Meno che mai in un ambiente denso di suggestioni, ma al tempo stesso tranquillo e rilassante come quello di Castiglioncello e, in particolare, della Pensione Signorini: cordialità, allegria, squisita ospitalità… e una cucina da sogno.   

 c

Diana De Rossi per T.R.F.



5 Commenti a “Tra narrativa e haiku”

  1. www.editoriaindipendente.it » Tra narrativa e haiku scrive:

    Abbiamo linkato questo articolo su:

    http://www.editoriaindipendente.it/2010/07/20/cardona-%c2%bb-travelogue-entry-%c2%bb-tra-narrativa-e-haiku/

  2. Lorella scrive:

    Accidenti a te, Patrizio! Hai utilizzato una foto senza la mia autorizzazione. Che tu fossi un cane sciolto come il tuo amico Cardona lo sapevo, ma arrivare a questo punto … qui ci scappa un articolo dell’Indisponente sulla violazione della privacy.
    A parte gli scherzi, un ringraziamento a Clirim e a tutta la sua famiglia per la calda ospitalità e un grazie a te per avermi dato la possibilità di conoscere Castiglioncello, dove spero di tornare al più presto. Un abbraccio.

  3. admin scrive:

    Gentilissima Signora De Bon,

    Le scrivo per conto del commissario che, essendo occupato a dare la caccia ai delinquenti, non ha il tempo di rispondere ai fan (mi pare con l’aggiunta della “s” al plurale, ma non sono sicuro) e/o agli scrittori come lei e Pacioni che -evidentemente- di tempo da perdere ne hanno a iosa.
    In primo luogo al dottor Cardona, che si è consultato in proposito anche col giudice Previtali, risulta che la legge sulla privacy è attenuata nei cfr. di personaggi pubblici come lei e il suddetto Pacioni, balzati agli onori della cronaca (non si sa se degnamente o meno) per la pubblicazione di qualche romanzetto o poesiola che dir si voglia.
    Quindi, come diceva mia nonna, “zitta e mosca”.
    Anzi, il giudice, dopo aver letto il post, ha ipotizzato per la definizione di “cani sciolti” che sia il dottor Cardona che il suo compare di scrittura potrebbero presentare nei suoi confronti una querela per ingiurie, ma io gli ho risposto -facendo una battuta- che “tra cani non ci si morde”. Come diceva sempre la buonanima della nonna, appunto.
    Quanto all’ospitalità di Clirim Muca e dell’accoglienza della Pensione Signorini, il commissario dice che trattasi di fatto noto a tutti, ma se gli capiterà di passare per Castiglioncello riferirà.
    Ah, quasi dimenticavo: considerato che sul conto del sedicente “Indisponente” è in corso un’indagine avente lo scopo di individuarne l’identità nascosta dietro un sospetto anonimato, le consiglio caldamente di tenersene per quanto possibile alla lontana.
    “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” diceva ancora la…
    Vabbuò, ci siamo capiti, no?

    Ossequi dall’agente Gaetano Gargiulo

  4. Fabiana scrive:

    Questo “lavoro” di scrittore sembra molto interessante: mare, sole e bella compagnia. Mi sa che fare gli scrittori non deve essere poi così male, quasi quasi inizio a cercare l’ispirazione anche io :)

  5. admin scrive:

    Cara Fabiana,

    proprio a me lo vieni a dire? A me che “mantengo” quello sfaticato trascorrendo gran parte delle mie giornate in mezzo ai miei colleghi poliziotti (quando va bene) o ai delinquenti (quando va peggio), facendo il lavoro sporco delle indagini, degli interrogatori etc. etc.?
    E “lui” intanto, come giustamente dici tu, cosa fa? Se ne va in giro tra mari e monti a pavoneggiarsi col suo nuovo libro insieme a quell’ “acqua cheta” della De Bon.
    “Io ho creato Cardona e Monteselva” dice uno.
    “Io ho indagato sulle vite degli scrittori” gli fa da contrappunto l’altra.
    Ma per piacere! Certa gente dovrebbe andare a lavorare, altro che storie.

    Comunque, se ci sono riusciti due scribacchini come loro, a “fare carriera”, non vedo perché non dovresti farcela anche tu.

    E, siccome mi sei simpatica, potrei raccontare a te invece che a Patrizio qualcuna delle mie inchieste più interessanti, in modo che tu possa trasformarle in storie avvincenti. Quando ti andrà, potrai trovarmi alla Questura di Piacenza, piano terra, ufficio….
    Ah, avvisami, prima di venire: non vorrei che in giro ci fosse una certa giornalista gelosa come una tigre…

    Con simpatia, Leonardo

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