L’indisponente (25) - Tabacco e Venere (manca solo Bacco)
A Padova, in alcuni distributori di sigarette della città, è in vendita da diversi mesi (a ben 15 euro) una sorta di kit erotico composto da un profilattico, una busta di liquido lubrificante da 3 ml e una pastiglia di “viagra vegetale”; non manca nemmeno la prescritta autorizzazione ministeriale, pubblicizzato da un adesivo che peraltro ieri, dopo la pubblicazione di un articolo, è stato rimosso fuori da una tabaccheria dell’Arcella. […]
La produzione è cinese, della Zanyi Bosi e commercializzato in Europa dalla M@ruscia Food Supplements con sede in provincia di Pavia.
(“Leggo” -ediz. di Padova- del 20.07.2010)
Il commento:
Che i cinesi sapessero copiare ogni merce commercializzata sul nostro (non più) verde Pianeta, medicinali inclusi, è cosa arci-nota. Che in tempi critici come i presenti la voglia di arricchirsi a ogni costo lieviti con il protrarsi della congiuntura, è facilmente intuibile.
È l’enorme quantità di sprovveduti che vive tra noi umani, a sorprendere ogni volta anche un tipo navigato come me. Gente disposta a sborsare la bellezza di 15 euro per acquistare un kit erotico da una macchinetta di quelle che distribuiscono palline colorate di chewing-gum, senza domandarsi da dove provenga quella roba, chi l’abbia fabbricata e con che, nonché quale efficacia possa avere nell’incrementare prestazioni amatorie evidentemente avviate a un malinconico declino.




26 Luglio 2010 alle 10:55
Credo che sia solo questione di prezzi. Il cartello delle industrie farmaceutiche (big pharma) tene artificiosamente alti i prezzi di questi coadiutori sessuali (viagra cialis e quant’altro) costringendo in pratica i non abbienti a rivolgersi al mercato non ufficiale.
Nemo
28 Luglio 2010 alle 12:45
Caro Nemo (come il pesciolino del film della Disney?), nella tua affermazione c’è tanta verità ma anche qualcosa che nn posso condividere.
Vedi, la salute è una cosa troppo seria per farne arma di lotta contro una lobbie, fosse anche quella odiosa della grande fratellanza internazionale dei produttori mondiali di medicinali. A mio avviso gli strumenti di lotta non possono e non devono ridursi all’acquisto di prodotti di dubbia efficacia e d’ignota provenienza che come boomerang finiscono inevitabilmente di ricadere sui lanciatori, ma promuovere la creazione e l’azione di comitati organizzati che facciano pressione sui governi e sulle istituzioni affinché si promuova la diffusione di prodotti “non di marca” sì, ma contollati, da immettere sul mercato a prezzi controllati.
Cosa che -tra l’altro- per medicinali di altro tipo, si fa già da tempo e con successo.
Almeno, così la vedo io.
Valerio Vairo
15 Ottobre 2010 alle 11:21
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-Thank You,
Shirley