L’Indisponente (27) - Facciamo un’ hit parade dei peccati e dei vizi?
Luglio 30th, 2010
Il sindaco di S. Remo, Maurizio Zoccarato, informato del coinvolgimento della show-girl Belen nello scandalo dei night milanesi, ha dichiarato:
“Come Morgan, non può venire.”
Salvo poi rettificare subito dopo:
“Situazione diversa da quella di Morgan, lei non ha parlato a favore della droga, spero che venga.”
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Sembrerebbe dunque che, più si incrementa il numero dei viziosi, più aumenta quello dei fustigatori inesorabili e incorruttibili dei costumi che si ergono a giudici delle (altrui) mancanze di virtù.
A parte l’evidente stato di confusione mentale del primo (?) cittadino della ligure città dei fiori e delle canzonette, capace di cambiare con grande disinvoltura opinione ed esternazioni nel volgere di pochi minuti, c’è da rilevare la sostanziale pericolosità di posizioni come la sua.
Ferma restando la doverosità da parte di tutti di una posizione di assoluta intransigenza nei confronti di chi spaccia stupefacenti e/o allucinogeni e di intimo rammarico verso coloro che, assoggettandosi alla droga, di essa diventano schiavi, non mi è ben chiara quale sia la graduatoria dei peccati e delle sconvenienze nell’italico e contemporaneo “comun sentire”.
Allora, proviamo a orizzontarci un po’.
Farsi di cocaina è sicuramente male e va punito.
Andare coi trans, specie da parte di politici e giornalisti, mancanza grave.
Per l’omosessualità, dipende: è peccato per un operaio della Fiat, un maestro elementare o un impiegato del catasto, per non parlare dei preti; è segno distintivo invece per uno stilista-couturier, oppure per una star del cinema o della canzone internazionale pronta a infilare la lingua in bocca a tutte le colleghe che le vengono a tiro.
Stessa cosa per il libertinaggio: a seconda di quale gradino della scala sociale si occupi, si può trasformare da peccato in virtù; o viceversa, naturalmente.
Prendere l’autostrada contromano?
Fumare tre pacchetti di sigarette al giorno?
Emettere rutti o peti in luogo pubblico?
Ubriacarsi ogni venerdì sera e qualche volta anche di sabato?
Mettersi le dita nel naso?
Elenco troppo lungo e difficile da valutare: ci vorrebbe un moralista pratico di queste cose. Ne conoscete per caso qualcuno?
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