Un aperitivo a Iglesias
In Sardegna le ore slittano l’una sull’altra.
I negozi aprono più tardi che altrove, si comincia a cenare quando i telegiornali della sera si sono esauriti da un pezzo e si va a dormire ben oltre i suggestivi rintocchi della mezzanotte.
Così, quando inizio a impegnarmi nella sempre gradevole cerimonia dell’aperitivo con Pierluigi Carta, confermato sindaco nelle elezioni comunali dello scorso maggio e poi “sfiduciato” da una maggioranza contraria, le prime ombre della mite serata agostana sono già cominciate a calare su Iglesias.
Iglesias, già.
Issata sulle colline alle pendici del Marganai e su una tradizione millenaria, carica di suggestioni storiche e testimonianze artistiche di valore assoluto.
Iglesias, abbracciata dalle mura pisane e intarsiata di chiese, impegnata faticosamente a ritrovare un’identità dopo la chiusura delle miniere.
E un piccolo, faticoso “rinascimento” in questi ultimi anni, fatto di siti archeologici ripristinati, di strade finalmente rattoppate, di nuovi giardini e di un’attenzione speciale al turismo.
Nell’elegante bar che, grazie proprio a un’idea della giunta uscente, è stato installato a decoro e difesa della bella scalinata che seguendo le mura scende in piazza Sella, io e Pierluigi Carta, dunque, discorriamo pigramente e piacevolmente.
Articolo di Patrizio Pacioni.
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8 Agosto 2010 alle 13:46
Da rimarcare come, in un articolo sostanzialmente “politico”, non si faccia né il nome di un partito né quello di uno schieramento. E in effetti, almeno nelle amministrazioni locali, sarebbe meglio occuparsi del “fare”.
Silvestro
10 Agosto 2010 alle 07:05
Un’ulteriore conferma di come le persone di buona volontà siano quelle che incontrano sempre le maggiori difficoltà, soprattutto in ambito lavorativo, soprattutto nella politica, un terreno paludoso sul quale è davvero difficile stare a galla.