Per una volta cominciando dalla fine
“Flashback is dead” era solito ricordare sempre il grande e mai abbastanza compianto Ed Mc Bain, che Patrizio Pacioni non nasconde di considerare il suo più importante “maestro”.
Ma qualche volta, se necessario, si potrà anche riesumarlo, no?
E allora dai, cominciamo dalla fine, per una volta, e proviamo ad andare all’indietro.
Dal capannello di persone che, indugiando ancora all’esterno del Caffè Electra di Iglesias, accogliente sede dell’evento di ieri sera, decisi a prolungare per quanto possibile una piacevole serata.
Passiamo agli autografi per i libri acquistati da tanti dei partecipanti alla serata di ieri sera, che si trasformavano, uno dopo l’altro (e sono stati tanti) in nuove occasioni di dialogo, più diretto, tra me e i lettori.
Prima di ciò, la seconda metà dell’appuntamento letterario, condotta in prima persona da Pacioni con il consueto brio che ne caratterizza gli interventi e arricchita da una costante ricerca di dialogo con i presenti in sala. Tra i tanti argomenti trattati, parlando di progetti futuri, lo scrittore si è lasciato sfuggire di star lavorando a ben due lavori che proprio in Sardegna (uno in particolare a Iglesias) sono ambientati.
Poi andiamo ancora a ritroso, rivedendo e riascoltando la puntuale e profonda analisi di “Delitti & Diletti” fatta da Maria Dolores Dessì, esponente di primo piano di tutto ciò che riguarda arte, letteratura e storiografia in città, anima del Circolo Iglesias, instancabile promotore di cultura.
Ancora prima l’introduzione di Franco Manis, mentre si accendevano le telecamere di Sardegna 1 (che ha dedicato un ampio servizio all’evento) spazio e grande risalto ad Andrea Triverio , neo rappresentante per la Sardegna del Salotto Letterario, che ha esposto il “manifesto programmatico” dell’organizzazione culturale torinese ormai ramificata in tutta Italia. Insomma una manifestazione riuscitissima la cui realizzazione non sarebbe stata però possibile senza l’intervento di Giancarlo Loi (titolare della Libreria Duomo, tradizionale punto di incontro degli amanti della lettura di Iglesias) e della squisita ospitalità di Manuela Sedda, perfetta “anfitriona” del Caffè Electra.
Un locale elegante e accogliente (ieri ulteriormente impreziosito dalla mostra di foto-pitture di un volutamente e misteriosamente anonimo artista sulcitano) che ben si inserisce, dirimpetto al finalmente risorto teatro Elettra, nel cuore di una città carica di angoli suggestivi, di richiami storici e di un’atmosfera deliziosamente retrò.
Dove tutto è cominciato e tutto è finito, appunto, ma… solo in attesa del prossimo appuntamento.
Diana De Rossi per T.R.F.
C
N.B. Nella foto che apre questo articolo, da sinistra a destra sono ritratti: Giancarlo Loi, Franco Manis, Maria Dolores Dessì e Patrizio Pacioni




12 Agosto 2010 alle 06:52
Di successo in successo!
Complimenti, e ancora complimenti, Pat!
12 Agosto 2010 alle 07:08
E’ andata forse meglio di quanto avevi sperato, eh? Bene, ero certa della buona riuscita della serata, che speriamo sia di buon auspicio per il tour della Sicilia. Avanti tutta!!!
16 Agosto 2010 alle 15:42
Patrizio, come gli uomini di pirandelliana memoria è uno, nessuno e centomila…, è dietro ai suoi personaggi con un poco di se stesso, con tante intriganti provocazioni che ci spingono a guardare dentro di noi alla ricerca dei nostri molteplici volti e alla ricerca dei volti della nostra vita.
17 Agosto 2010 alle 10:21
Maria Dolores, non esito a ripetermi: il tuo intervento al Caffé Electra è stato di straordinaria qualità, e fra di noi, fin da questa prima occasione di incontro e di collaborazione, si è subito instaurata una grande intesa. Allora, perché mai dovremmo privare il pubblico e noi stessi di “tanta grazia”?
Vedrai, ci ripeteremo ancora in altre occasioni: più che una vaga intenzione… è una promessa.
Grazie a Simon dei continui incoraggiamenti, e quanto a Lorella… ogni successo non è altro che uno scalino per salire più in alto.
Voglia e forza, al momento, non mancano.
PP
17 Agosto 2010 alle 14:36
Si potrebbe avere qualche indiscrezione sulle due opere alle quali ha accennato Pacioni? Sono sempre curioso di vedere come se la cava un continentale che si cimenta con la Sardegna. Grazie, Mario.
23 Agosto 2010 alle 10:04
Caro Mario, perdona il ritardo con il quale ti rispondo, ma la testa è una, le mani sono due e le cose da fare migliaia…
Quanto alla tua legittima curiosità, nessun problema a rispondere: si tratta di due lavori che in comune hanno solo la caratteristica di essere stati scritti a 4 mani (tra le quali 2 di mia appartenenza).
Per il resto, solo differenze.
Uno sarà un corposo romanzo intarsiato di intrighi economici-politico-criminali e da drammatiche storie d’amore, l’altro (più snello) rappresenterà un viaggio nella magia e nell’interiorità di un uomo e una donna nei quali albergano contrastanti e reciproci sentimenti.
Cosa? mi dici che adesso ne sai meno di prima?
Pazienza, ci vuole pazienza….