Dante Quasimodo (di Gerolamo Scarpa)
Agosto 19th, 2010![]()
Quando mi trovo davanti a uno specchio mi accorgo che siamo in due: di qua, dentro di me, il Poeta.
Una creatura gentile desiderosa che la sabbia del proprio tempo cali adagio nella parte bassa della clessidra, depositando armonie e versi. Un sognatore, mai preoccupato che la troppa intensa osservazione delle stelle possa farlo scivolare sulle insidiose bucce di banana costituite dalle quotidiane banalità,
Un usignolo che vola libero e canta soave in un mondo infestato di lugubri cornacchie.
Di là il mostro, il deforme, gravato da quel mappamondo irregolare di dolore e tristezza in cui si trasforma un’anomala e insopportabile malformazione della spina dorsale.
Una vistosa, orribile gobba.
Sono arrivato qui a Monteselva fuggendo l’ipocrita pietà di parenti e amici, la muta commemorazione dei conoscenti, il gelido disprezzo (a volte anche la paura che attanaglia chi si confronta col diverso) di chi incrociava la mia strada.
A cambiare la mia vita è stata una vincita al Super Enalotto. Tanti di quei milioni di euro che solo quelli che superavano i cento avrebbero potuto assicurare una vita serena a una decina di famiglie.
Dalla sera alla mattina ho abbandonato tutto e tutto, e sono venuto qui a Monteselva.
Tra queste mura sono nate, cresciute e alla fine esaurite le generazioni degli Stella, nobili campagnoli, aristocratici del pomodoro della barbabietola, dei porci e dei polli che probabilmente pagarono il titolo e il blu del sangue col sudore proprio e dei fittavoli sfruttati nel susseguirsi lento e inesorabile dei secoli. Per poi perdere tutto in poco più di trent’anni, marchiati dalle tare di chissà quanti matrimoni tra consanguinei, disciolte, nelle ultime due sciagurate generazioni, in smodati eccessi di alcool e stupefacenti.
Non esco mai, tutto ciò che mi necessita mi viene recapitato a domicilio.
Non ho servitù, da solo basto non sporco molto, so cucinare bene, quindi basto a me stesso.
Il tempo, pulizie e cucine a parte, lo riservo a coltivare il bello: scrivo, dipingo e suono.
Per me, e per la creatura che mi guarda incvidiosa dal di là dello specchio.

Posted in 

