Delitti & Diletti a Radio Belluno

Marzo 29th, 2011

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Radio Belluno - Piazza Piloni 3 32100 BL

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indirizzo email redazione@radiobelluno.it 

 donatella-boldo.jpglorella.jpg  Venerdì 1° aprile alle ore 11,30 Donatella Boldo intervisterà Lorella De Bon (coautrice con Patrizio Pacioni di Delitti & Diletti) sulle frequenze di Radio Belluno in streaming (www.radiobelluno.it) nell’ambito della rubrica Passaggio in libreria. 

Repliche venerdì 1° aprile ore 19.30 e domenica 3 aprile alle ore 10 e alle ore 14.00

Totò Assolo (di Simonetta De Bartolo)

Marzo 28th, 2011

toto-assolo.jpg     Scultura d’ossa siciliane d.o.c., sono!

I miei capelli neri, corti, gellati, sembrano aculei di riccio; mediterraneo, s’intende, mììì!

“Totò, ma tu da che parte stai?” mi chiedono, a causa dei miei silenzi ricorrenti e  reticenti.

“Il sottoscritto non è e non vuole essere né carne né pesce, va beeene?” rispondo puntualmente.

E nemmeno un anfibio o un serpente!

Piuttosto la clonazione d’una bestia estinta, da giurassico o giù di lì, vegetariana ma che non disdegna di azzannare carne al sangue, all’occasione, dotata di finissimo sesto senso, con la coda di paglia e abituata a dormire con un occhio solo.    

O, per dirla in altro modo, un fossile di difficile catalogazione, un pezzo da museo, a suo modo raro e pregiato, venuto alla luce dagli scavi di una necropoli della Magna Grecia, gettando le fondamenta di un palazzone di dieci piani.

 

… …

 

se volete leggere l’intero “ritratto”

non avete altro da fare che cliccare qui:

blosdb.doc

 

 

 

Diretto (ma) Discreto

Marzo 27th, 2011

mi-nellorega-27mz11.JPGmi-nellorega-27mz11-rid-2.jpg L’infaticabile Erica Monteneri vince un’altra scommessa e, per l’ennesimo pomeriggio domenicale, la sala-conferenze del Circolo Paolo Bentivoglio di Milano è gremito di pubblico sino al limite della capienza.

mi-nellorega-27mz11-rid-6.jpg Ospite di turno il giornalista RAI Nello Rega, autore di Diversi e Divisi, nonché animatore del progetto LibanItaly (che prevede operazioni umanitarie, scambi culturali, gemellaggi tra associazioni ed Enti Locali in Libano) portato avanti tramite Together onlus. L’iniziativa è sostenuta anche dalla Commissione Nazionale Pari Opportunità UIC I per interessamento del Presidente dell’Ente, Tommaso Daniele, in quanto presso la struttura libanese sarà avviata anche una scuola Braille.

mi-nellorega-27mz11-rid-10.jpg  In un’ora e mezza di conferenza condotta con briosa vivacità, il giornalista-scrittore lucano, prendendo spunto dalla propria opera, ha trattato i molteplici aspetti delo spinoso tema dei rapporti tra Islam e Occidente con la schiettezza che lo contraddistingue: senza fronzoli o ipocrisie, ma anche senza prese di posizioni preconcette e, dunque, sostanzialmente faziose.

Gli argomenti sui quali Rega si è soffermato con più attenzione sono stati sostanzialmente tre, i primi dei quali sono costituti dalla condizione subalterna della donna nella società islamica e dalla mancanza della dovuta reciprocità tra gli stati teocratici d’ispirazione musulmana e quelli cristiani o laici nel trattamento delle libertà religiose.

Ancora più interessante il terzo che, partendo dai drammatici avvenimenti che stanno sconvolgendo e insanguinando la fascia mediterranea dell’Africa, estendendosi rapidamente al Medio Oriente, ha portato l’autore lucano ad affrontare in modo alternativo e non convenzionale, ma al tempo stesso pienamente credibile e razionale.

mi-nellorega-27mz11-rid-8.jpg     Alle ispirate parole del giornalista hanno fatto da elegante contrappunto le voci del soprano Fatima Pereira e del basso Claudio Pezzi, accompagnate dalle magiche dita della pianista De Mori e applauditissime dal pubblico.

mi-nellorega-27mz11-rid-11.jpg  Sul finire dell’evento (peccato solo che non sia avanzato tempo per un dibattito scrittore-pubblico che di sicuro sarebbe potuto risultare oltremodo interessante) si è verificato un vero e proprio assalto all’acquisto dei libri, con Nello Rega, affabile e disponibile come sempre, impegnato nella consueta cerimonia degli autografi e in un cordiale colloquio face to face con il pubblico.

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cDiana De Rossi per T.R.F.

L’Indisponente (37) - La mano di Dio è bianca, rossa e blu

Marzo 26th, 2011

libia-war.jpgsupporter-francia.jpg   La notizia:

Il 19 marzo uno stormo di aerei francesi intercetta un convoglio di una decina di mezzi corazzati delle forze armate libiche (leggi Gheddafi) e le inchioda lungo la strada per Bengasi con una pioggia di missili  (agenzia Ansa Mustafa Gheriani, portavoce del Media Committee del Consiglio transitorio libico). 

Le immagini riprese dalla televisione e successivamente diffuse nel mondo, vedono i carri e le autoblinde sventrati, poche tracce degli almeno 40 (ma probabilmente di più) soldati appartenenti alla squadra (oltra all’onda d’urto certi proiettili causano temperature di migliaia di gradi capaci di calcinare le ossa e far evaporare il resto) in uno scenario apocalittico.

duello-medievale.jpg   Il commento:

La guerra è sempre stata la più orribile risorsa cui far ricorso per sistemare una controversia, sia tra nazioni che all’interno di uno stesso Paese.

Ha sempre portato con sé morte, distruzione, violenze d’ogni tipo, disagi, fame sofferenze, distacchi.

Però …

Però, una volta, la guerra se la facevano prima e soprattutto tra eserciti, tendenzialmente tra “armati”, non era finalizzata, almeno non pregiudizialmente, a sterminare gli indifesi.

E, tra gli armati, capitava che spesso si stabilisse una specie di (sia pur esecrabile per mille altri motivi) codice cavalleresco, che suggeriva, se non prescriveva, una sorta di lealtà negli scontri tra combattenti.

Invece, con l’incalzare del “progresso” e l’ideazione di sempre più sofisticati strumenti di sterminio, si è passati ai bombardamenti a tappeto capaci di radere al suolo intere città (Coventry, Dresda) fino allo sganciamento dei due ordigni nucleari su Nagasaki e Hiroshima: una sola bomba per tanta gente, che prodigio!

In quelle immagini che scorrevano in TV, lembi di carne e acciaio fuso condito di olio di motore bruciato a insozzare la sabbia del deserto, ho visto la mano di un Dio Crudele, calata con forza  a schiacciare con violenta indifferenza una delle fazioni in lotta in una battaglia tra formiche.

Ho pensato che anche la Rivoluzione bisogna guadagnarsela, col sudore e col sangue, con la feroce volontà di resistere e di vincere, con la partecipazione di un intero popolo che si ribella alla tirannia, mentre, in Libia, un esercito straccione e imbelle aspetta che sia la Divinità Francese, o dell’Alleanza, poco importa, a spianare la via per conquistare un Potere che, arrivati a questo punto, chissà come avrà voglia e capacità di esercitare, una volta arrivato al comando.

Ho avuto paura per la gente di Libia, destinata forse, mi auguro di no, a passare da una dittatura a un’altra, destino ancora più beffardo dopo la grande illusione.

Gli Dei moderni, che aiutano solo gli insorti che fanno comodo, pretendono poi sacrifici, sui loro immondi altari: non giovenche o agnelli sgozzati ma, preferibilmente, ricchi appalti e gorgoglianti pozzi di petrolio.   

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                                                                      L’Indisponente

  

Un nuovo look… per un’ambiziosa mission

Marzo 20th, 2011

Viagra

logo-melino-nerella.jpg   Sarà anche vero che “l’abito non fa il monaco”, ma volete mettere presentarsi in pubblico ben vestiti, lavati profumati e sbarbati di fresco? Con indosso un bel completo di sartoria fatto su misura?

La prima “impressione” conterà pure qualcosa, no?

Poi certo, ci sono le qualità imprescindibili, quelle che pesano e danno la vera misura di ciò che si vale: quanto a questo la Melino Nerella ha consapevolezza di sé e chiarezza di obbiettivi, dunque -arrivati a questo punto-  il curare anche la “vetrina” era atto opportuno quanto dovuto.

Un minimo di maquillage del “fuori” per valorizzare la merce di valore prodotta “dentro”. Niente di più e niente di diverso da questo.

Entrate nella libreria virtuale cliccando su  www.melinonerella.it  e da oggi in poi seguite, giorno dopo giorno, la nascita di opere nuove di autori rigorosamente selezionati e la vita di quelle che sono già… in giro per il mondo.

Secondo me (10) - Hanno ucciso Dylan Dog

Marzo 20th, 2011

uomoragno.jpg275884f134941c2e.jpg    La prima vittima eccellente del mondo dei cartoons fu l’Uomo Ragno, nell’ormail lontano 1992.

A dare il triste annuncio fu Max Pezzali, all’epoca anch’egli “mascherato” (proprio come gli eroi delle nuvole parlanti) da “883”.

dylan-3.jpg   In questo undicesimo anno del terzo millennio, purtroppo, il misfatto è stato reiterato crudelmente.

La vittima è un giovane uomo, di professione Indagatore dell’Incubo, figlio di tale Tiziano Sclavi, e abita al numero 7 di Craven Road – London. Si chiama Dylan Dog, è alto un metro e ottantacinque, è nato nel 1986, ma ha e avrà sempre 33 anni. Le sue avventure sono narrate ogni mese su un albo edito da Sergio Bonelli Editore, i suoi estimatori, in Italia e nel mondo, si contano a milioni.

Mentre le circostanze dell’omicidio dell’Uomo ragno sono rimaste però misteriose, è possibile ricostruire in ogni dettaglio l’uccisione di Dylan Dog che tutti ci addolora.

Luogo del delitto: una sala cinematografica.

Arma utilizzata per massacrare il personaggio così amato da lettori di ogni età, ceto e condizione economica: una pellicola di celluloide.

Il delitto è stato portato a termine con efferata crudeltà, costruendo una trama raffazzonata e inconcludente, gestendo una regia sciatta, cospargendo a caso effetti speciali dozzinali, stravolgendo completamente la psicologia e la storia del personaggio, ignorando co-protagonisti importanti (cui sono state preferite alternative assolutamente improbabili), cambiando senza ragionevoli motivazioni la locati…. e così via.

Un pasticcio, un vero e proprio massacro, che non merita di veder ripagati neanche i costi di lavorazione. Insomma, se amate veramente Dylan Dog, per favore: NON andatelo a vedere.

 dylan-2.jpg  omaggio_dylan_dog_001.jpg   Ma… un momento! C’è una notizia clamorosa!A quanto sembra il protagonista del film e il vero detective dell’occulto hanno in comune solo la giacca nera, la camicia rossa e uno scassato maggiolino.Evviva, il nostro Eroe l’ha scampata anche questa volta e continua a vivere… almeno sulla carta.   

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   Valerio Vairo

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Attenzione: le immagini utilizzate a corredo di questo post sono state tratte dalla Rete

Elettra Santacroce (di Lucrezia Sette)

Marzo 19th, 2011

elettra-santacroce.jpg     Mi chiamo Elettra, Elettra Santacroce.

Quando capitai a Monteselva per la prima volta era il giorno del mio ventunesimo compleanno: un anno e mezzo fa, più o meno, in arrivo direttamente dall’Inferno.

Al tipo della reception, quando mi vide entrare nella hall dell’Hotel Splendor, mancò poco che non gli venisse un colpo.

Ero scarmigliata, con gli occhi allucinati e completamente fradicia di pioggia; avevo gli stivali inzaccherati di fango e le maniche della camicia macchiate di sangue dal gomito ai polsini.

-C’è una camera?- chiesi, appoggiando la valigia inzuppata d’acqua sul bancone.

-Prego?- rispose lui, che non riusciva a togliermi gli occhi di dosso, stazionando con lo sguardo, nonostante tutto, sul quarto bottone della camicetta.

L’unico che fosse allacciato, per quanto ricordo.

-Una camera matrimoniale uso singola.- precisai.

-Quando mi stendo mi piace farlo sopra un letto grande.- precisai, sfilandomi di dosso lo straccio bagnato che cercava invano di spacciarsi per un giubbotto.

Gerardo

(che si chiamasse così lo seppi solo qualche tempo dopo, precisamente il giorno in cui qualcuno mise fine alla sua miserabile esistenza terrena, ma questa è tutta un’altra storia)

mi guardò con l’espressione vispa di uno stoccafisso. Poi scelse una chiave dalla rastrelliera, quella col numero 13, tanto per restare in tema con la serata e me la porse.

-Ehm… potrei avere un documento? Sa, sono tenuto a identificarla e…- bisbigliò, pregando dentro di sé il suo dio, sempre che ne avesse uno, di non avere fatto la domanda sbagliata alla persona sbagliata nel momento sbagliato.

A pensarci bene mi sembra di ricordare che, intanto, con la mano sinistra avesse fatto un movimento furtivo. Come pigiare il pulsante dell’allarme collegato con la vigilanza, tanto per fare un esempio.

Gli allungai la carta d’identità, il cui colore era stato -diciamo così- ravvivato da ciò in cui era caduta nel momento in cui…

Ma andiamo per ordine.

Una volta in camera mi sfilai i panni sporchi, li ammonticchiai in un angolo ai piedi del letto e mi infilai sotto la doccia.

Ero lì da mezzora, e ci sarei rimasta chissà quanto, se qualcuno non si fosse messo a bussare furiosamente alla porta della stanza.

-Aprite! In nome della legge!- urlava una voce dall’inequivocabile accento calabrese.

(continua?)

17 marzo: 3 ottimi motivi per fare festa

Marzo 17th, 2011

 unita-ditalia150.jpg      150 anni di Storia, di nascita e crescita di un solo grande Popolo

50.000 contatti a www.patriziopacioni.it

E, se permettete,

san-patrizio.jpg   anche il mio onomastico!

Auguri Italia.

Auguri Monteselva.

Per quanto mi riguarda, non posso certo farmeli da solo, no? 

Patrizio Pacioni

L’indisponente (36) – Notizie… fumogene

Marzo 10th, 2011

yara_gambirasio_facebook.jpg   La notizia: 

Sul caso della piccola Gambirasio continuano a rincorrersi molteplici ipotesi, nessuna delle quali viene smentita ( … … )    Anzi  ( … …  )  si aggiunge la possibilità che sia donna. Questa ipotesi farebbe cadere il movente sessuale e indirizzerebbe le indagini su una pista differente.

(da “Libero”)

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Rispunta la pista femminile nell’omicidio di Yara Gambirasio. L’ipotesi cozzerebbe con l’identikit ricostruito nelle ultime ore, relativo al possibile assassino, che si era detto alto non più di un metro e settantacinque, un’altezza che potrebbe appartenere anche a una donna

(da “Dire Donna” - Rete)

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Tra le tante ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti che indagano sulla morte di Yara Gambirasio in queste ore sembra spuntarne una clamorosa. Infatti, l’assassino della tredicenne forse non sarebbe né un maniaco né un uomo infatuato di lei, ma potrebbe essere una donna.

(da “Nuova Società” - Rete)

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nebbia.jpg    Il commento:

 

Nell’indagine sul feroce omicidio di Yara Gambirasio gli inquirenti collezionano una perla dopo l’altra. L’ultima novità è che ad ucciderla “potrebbe essere stata una donna”. Ottima intuizione. Mi permetto di aggiungere che potrebbe essere stato anche un transgensder, un impiegato, un astronauta, una sarta, un prete, un architetto, un’infermiera, un marziano atterrato in provincia di Bergamo, un mancino, un muto, una ballerina, un bambino, uno scozzese in kilt…

Tante parole, pochi fatti: per l’ennesima volta il maldestro tentativo di nascondere, dietro una confusa nebbia di dichiarazioni e proclami inutili, una sconfortante povertà di idee.

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indisponente.jpg  L’Indisponente

Attenti a sa Iana!

Marzo 8th, 2011

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Chi è Elisa Spanu?

Una donna sola o una strega?

Giovanna Mulas  Patrizio Pacioni&

eccezionalmente insieme 

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 Malanima  mia 

(Melino Nerella Edizioni)x

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sta arrivando …