Guzzanti, l’ago e il cammello
Agosto 14th, 2011
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,23- 26
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Per una volta il brano che avete appena letto non si riferisce al Vangelo del giorno (Mt 15,21-28), che invece narra del complesso e spiazzante incontro tra Gesù e la donna Cananea, “costretta” a tirar fuori dall’anima tutta la Fede che vi è contenuta grazie a una vera e propria “provocazione” da parte del Figlio dell’Uomo.
No, se vi parlo invece della parabola cosiddetta “della cruna del lago” è solo in seguito a un articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale” a firma del giornalista-opinionista Paolo Guzzanti: la tesi sostenuta nel pezzo è che le parole di Gesù sono state travisate per secoli per colpa di un banale errore di interpretazione/traduzione: “kamelos” in greco vuol dire sì “cammello”, ma anche “filo”, dunque il senso della parabola sarebbe che un ricco incontra certo difficoltà a entrare in paradiso, ma non più di tanto.
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Appena un po’ di più, appunto, di quelle incontrate da un filo da cucito a essere infilato nella cruna del lago; il che, detto tra di noi, con una buona vista (o in via subordinata delle lenti opportunamente graduate) e un po’ di saliva per dare più consistenza al capo che si vuole inserire nello stretto pertugio, non è che sia proprio un’impresa di così ardua effettuazione.
Che dire?
1) si tratta di un’interpretazione ardita (anche se non troppo originale), ma poco credibile se si compie lo sfiorzo di leggere l’obiezione degli Apostoli (”Ma è impossibile!” - cosa, infilare il filo bella cruna?) e la risposta del loro e nostro Maestro (”Impossibile per gli uomini, ma a Dio tutto è possibile“);
2) Ovviamente, come spesso accade, oltre che essere Figlio di Dio, Gesù è anche un ottimo comunicatore, che ben conosce l’arte e l’efficacia del paradosso: così come dice alla donna cananea, suscitando lo sgomento dei suoi, che non l’aiuterà perché è venuto nel mondo solo per rivolgersi al popolo ebreo, dunque accontentarla sarebbe come dare il cibo di un figlio in pasto al primo cane che passa (ma ovviamente NON può essere questo il suo vero pensiero), in analogo modo mette in risalto a modo suo come l’attaccamento alle cose terrene possa rendere assai arduo conquistarsi il Regno dei Cieli;
Tutto qui, insomma.
Ancora una volta un uomo di cultura che sale su una specie di podio mediatico e cerca di spezzare il pane della conoscenza ai comuni mortali. Senza prendere però in considerazione che Cristo non ha bisogno di esegeti sofisticati e di fini intrattenitori, perché è direttamente al cuore della gente che è solito rivolgersi.
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Don Maurice Taviani - parroco di Santa Maria alla Fonte

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