Guzzanti, l’ago e il cammello

Agosto 14th, 2011

croce2.jpg   Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,23- 26

   23Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. 24Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». 25A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». 26E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». x

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Per una volta il brano che avete appena letto non si riferisce al Vangelo del giorno (Mt 15,21-28), che invece narra del complesso e spiazzante incontro tra Gesù e la donna Cananea, “costretta” a tirar fuori dall’anima tutta la Fede che vi è contenuta grazie a una vera e propria “provocazione” da parte del Figlio dell’Uomo.

paolo-guzzanti.jpg   No, se vi parlo invece della parabola cosiddetta “della cruna del lago” è solo in seguito a un articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale” a firma del giornalista-opinionista  Paolo Guzzanti: la tesi sostenuta nel pezzo è che le parole di Gesù sono state travisate per secoli per colpa di un banale errore di interpretazione/traduzione: “kamelos” in greco vuol dire sì “cammello”, ma anche “filo”, dunque il senso della parabola sarebbe che un ricco incontra certo difficoltà a entrare in paradiso, ma non più di tanto.

ago.jpgcammello.jpg   Appena un po’ di più, appunto, di quelle incontrate da un filo da cucito a essere infilato nella cruna del lago; il che, detto tra di noi, con una buona vista (o in via subordinata delle lenti opportunamente graduate) e un po’ di saliva per dare più consistenza al capo che si vuole inserire nello stretto pertugio, non è che sia proprio un’impresa di così ardua effettuazione.

Che dire?

1) si tratta di un’interpretazione ardita (anche se non troppo originale), ma poco credibile se si compie lo sfiorzo di leggere l’obiezione degli Apostoli (”Ma è impossibile!” - cosa, infilare il filo bella cruna?) e la risposta del loro e nostro Maestro (”Impossibile per gli uomini, ma a Dio tutto è possibile“);

2) Ovviamente, come spesso accade, oltre che essere Figlio di Dio, Gesù è anche un ottimo comunicatore, che ben conosce l’arte e l’efficacia del paradosso: così come dice alla donna cananea, suscitando lo sgomento dei suoi, che non l’aiuterà perché è venuto nel mondo solo per rivolgersi al popolo ebreo, dunque accontentarla sarebbe come dare il cibo di un figlio in pasto al primo cane che passa (ma ovviamente NON può essere questo il suo vero pensiero), in analogo modo mette in risalto a modo suo come l’attaccamento alle cose terrene possa rendere assai arduo conquistarsi il Regno dei Cieli;

Tutto qui, insomma.

Ancora una volta un uomo di cultura che sale su una specie di podio mediatico e cerca di spezzare il pane della conoscenza ai comuni mortali. Senza prendere però in considerazione che Cristo non ha bisogno di esegeti sofisticati e di fini intrattenitori, perché è direttamente al cuore della gente che è solito rivolgersi.

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Don Maurice Taviani - parroco di Santa Maria alla Fonte 

Scrivere, non solo per vendere

Agosto 12th, 2011

cover-nemesi_di_un_destino_qualsiasi.jpg   È una storia che ormai conoscono tutti, una di quelle che, nonostante non vadano a genio a molti, chissà perché alla fine vengono subite così, in modo del tutto acritico e passivo. Una deriva d’origine anglosassone, probabilmente radicata in un calvinismo mal ruminato che vede nel successo remunerativo l’autentico benchmark del valore di un uomo.

Più si guadagna più si vale, insomma: è il modulo della dichiarazione dei redditi la nuova “bolla” che certifica il consenso sociale, la stima di quelli che contano, che misura il diritto di apparire su quotidiani, magazine e tv.

Dunque, in un mondo che va tutto e tutto insieme nella stessa direzione (probabilmente verso un generalizzato sfascio, come sembra indicare la persistente crisi di finanze e valori) ovvio che anche la scrittura marci “per solidarietà d’abbrivio”.

Vale chi più vende, vende chi arriva alle major, ma alle major arriva solo chi si stima possa vendere tanto, però se non si arriva alle major non può vendere più di tanto…Che spirale infernale, che mal di testa.

Per fortuna c’è anche chi se ne frega e fa di testa sua.

mg-luini-02.jpg  Come Maria Giovanna Luini, per esempio che si occupa e si preoccupa anche di altro.

Che, comunque, pur vendendo mica male anche senza trampolini potenti come Mondadori, Rizzoli o Feltrinelli (per fortuna, c’è anche chi “legge” in modo intelligente, e non sono così pochi come potrebbe sembrare a prima vista) è in grado di sentire altri suoni che non siano il registratore di cassa.

Che  scrive per passione, esattamente come, per passione, fa tutto ciò in cui s’impegna nella sua densa vita, 24 ore su 24. A cominciare dal lavoro di chirurgo oncologico specializzato nelle operazioni al seno.

Che ha deciso di occuparsi di rendere più costruttive le vacanze estive dei suoi lettori, e non solo dei suoi, attraverso un progetto no-cost di diffusione on line di e-book facilmente scaricabili dal pc.

e-state book, un e-book per l’estate

  ha chiamato il suo progetto, che consiste nel dono del suo inedito racconto  

Nemesi di un destino qualsiasi

   

scaricabile gratuitamente, in formato pdf ed in versione per iPad con lo scopo (parole sue) di “diffondere la cultura digitale e dare l’opportunità a chiunque di leggere un buon libro, anche dal proprio computer, senza l’obbligo di acquistarlo”.

Sul sito www.mariagiovannaluini.it sono disponibili altri e-book gratuiti, tra cui  È il mio racconto di MariaGiovanna Luini, l’e-book che ha dato il via all’iniziativa e che ha già ottenuto oltre 6.000 download. Tra gli altri titoli:
Un Segreto nel Lago di F.C. Amber
100 Mostriciattoli di F.C. Amber
Correva l’anno di Lorenza Caravelli
La luna non è in vendita di Lorenza Bonomi

Cristina Canali

Secondo me (15) - E se dev’essere stangata…

Agosto 12th, 2011

    

grafico.jpg   … per opporre un argine al tracimare della crisi economica, un qualche rimedio ai continui tracolli di borsa, una toppa ai sempre più dissestati conti di questa derelitta Patria…

 images.jpg   … che stangata sia: mettete pure le mani nei nostri portafogli, signori del Governo, di concerto con l’Opposizione, com’è giusto che sia e reiterando del resto -stavolta in modo più radicale, ma almeno più trasparente- ciò che sempre è stato fatto anche a ruoli invertiti, smentendo coi fatti ciò che dalle labbra usciva sotto forma di parole.

Prelevate, rispettando almeno un minimo di equità, s’intende, quanto necessario al pareggio dei conti e all’inizio di un autentico, sostanzioso e durevole rilancio della crescita.

Tagliate ciò che c’è da tagliare, fateci pure tutto il male ormai neccessario a rimetterci almeno alla pari di altre nazioni del nostro rango: avete il nostro forzato e risentito consenso; per una volta, sotto la spinta della necessità comune, siamo disposti ad ccantonare (ma non dimenticare) la più scomoda e sgradevole delle verità:  che è grazie anche e soprattutto al devastante binomio rapacità/incapacità che ha caratterizzato la fallimentare gestione del Paese in questi ultimi decenni, indipendentemente dall’appartenenza politica del manovratore e dei suoi manutengoli, che si è arrivati a questo.

Ma non dimenticate al contempo di tagliare i vostri costi.

Di ridimensionare il numero di deputati e senatori, insieme ai loro privilegi e alle loro insopportabili quarentigie.

Di sopprimere la burocrazia inutile e costosa, a cominciare dalle Provincie.

Di eliminare sprechi e tangenti, di assicurare l’adempimento degli obblighi fiscali da parte di tutti e non solo di qualcuno…

Non di-men-ti-ca-te-lo.

naufragio.jpg    Perché se lo faceste, se poi dovesse tornare a imbarcare acqua e ad affondare la barca ancora una volta raddrizzata e salvata col doloroso sacrificio di quella comunità che proprio VOI dovreste invece rettamente governare e saggiamente indirizzare, lavorando per il bene anziché per il male e il peggio…

… l’ira dei cittadini, delle famiglie, della gente, di uomini e donne d’Italia, ancora una volta traditi e vilipesi, non guarderebbe più in faccia nessuno.

Nessuno.

Potrebbe essere davvero l’ultima occasione, per voi e per noi.

Per favore, non sprecatela.

 

 

   Valerio Vairo

Per fortuna che esiste una Scuola senza pregiudizi

Agosto 9th, 2011

Tra tante segnalazioni una, non tra le meno importanti, c’era sfuggita.

Un “qualcosa” che rappresenta, a nostro avviso, una piccola ma importantissimaa apertura da parte della Scuola (e/o del mondo che le è limitrofo) su un modo di ”fare scrittura” non costretto da vincoli di “politicamente corretto” e di bon ton a tutti i costi.

Un riconoscimento di come  anche dalla cosiddetta letteratura d’intrattenimento possano trarsi vivaci stimoli e interessanti spunti di riflessione, sia interni che esterni.  

Uno di quei contrattempi che, sotto la continua pressione delle varie “urgenze” e di novità che mai come su questo blog si accavallano a ritmo vorticoso, possono capitare a tutti.

Ce ne scusiamo comunque, facendo doverosa e immediata ammenda.

T

seconda_b_patrizio_pacioni.jpg  Si tratta di una ragionata recensione a “Seconda B”, drammatica avventura di un commissario Cardona coinvolto anche  a livello personale nella follia della maestra Eva Antonini firmata da Giuliana Costantini e pubblicata su una delle più autorevoli riviste che si occupano della scuola italiana, precisamente nel numero 4/2010 della Rivista Trimestrale di scienza dell’amministrazione scolastica il cui articolo vi riportiamo fedelmente qui di seguito:

   

rivista.jpg    Vi presentiamo in questo numero della rivista, un romanzo dove la scuola,anzi un’aula, è la principale “location”del libro. È un’aula che ospita una classe di bambini delle elementari,la Seconda B appunto da cui prende il titolo tutto il testo.

Niente di tenero però, né il linguaggio né le vicende stesse, ma piuttosto il ritratto impietoso di una piccola città e di un’ insegnante delusa dalla vita e colma di rancore,dove predomina il giallo con sfumature di noir.

  Ecco il suo rituale quotidiano, all’inizio della lezione:

“…Finalmente si siede;depone la borsa a sacchetto di pelle nera sul ripiano della cattedra e la apre con studiata lentezza.”quello che si aspettano,e allo stesso tempo temono,è il momento in cui mi deciderò ad alzare lo sguardo su di loro,e a fissarli in volto uno per uno”riflette,soddisfatta del potere che esercita sulla classe,mentre fruga alla ricerca degli attrezzi del mestiere che porta sempre con sé da quando si è accorta che qualcuno,quando lei non c’è,si diverte a rovistare nei suoi cassetti. Estrae dalla borsa la matita,la gomma per cancellare azzurra e marrone,la biro blu,quella rossa,un pennarello a punta fine,che dispone davanti a sé,perfettamente allineati accanto al registro di classe,un grande quaderno dalla copertina di cartone verde e dal dorso di tela nera. Aspetta,immobile e imperscrutabile come una sfinge,che il chiacchiericcio allegro dei bambini si esaurisca poco a poco,come il respiro di un moribondo.”     (tratto da P. Pacioni “Seconda B   Melino Nerella Edizioni,  2009)        

 

Già con questo sintetico,ma efficace “profilo”, l’autore, Patrizio Pacioni ci fa presagire una lezione non serena, tenuta da una maestra che non prova alcuna simpatia per i bambini e che in nessun caso avrebbe dovuto entrare in aula, ma spesso, soltanto dopo eventi tragici, gli altri si accorgono veramente delle sofferenze e delle malattie del prossimo.

Pacioni,  ha pubblicato numerosi altri romanzi e, senza dubbio, crea in questo suo “Seconda B”, una notevole suspence, anche con l’uso di un vocabolario esplicito e di una scrittura veloce, ma non  affrettata: abilmente infatti, riesce a raccontarci diverse storie che si intrecciano, presentandoci il nostro oggi con tutte le sue nevrosi e i suoi compromessi, senza rinunciare all’ironia e tenendo il lettore “inchiodato” fino all’ultima pagina.

Giuliana Costantini   

 

  

Cristina Canali  

  

Diario di Sardegna 2011 - 5 agosto, Sassari

Agosto 8th, 2011

sassari.jpg       Dire Sassari, in Sardegna e non solo, significa dire cultura, politica, storia, dibattito di idee.

In due giorni di soggiorno in città, infatti, ho avuto l’occasione e il piacere di incontrare personaggi di indiscutibile levatura, stabilendo con loro interessanti contatti e gettando le basi per promettenti rapporti d’amicizia.

Il simpaticissimo super esperto, direi quasi celluloide-dipendente, Carlos Cardini, (Amerindia Cinema) insieme agli amici librai che con lui hanno organizzato Figiurà (splendida e ambiziosa manifestazione che si ripromette di unire in un’unica rassegna una pluralità di espressione artistica).

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Il giornalista Rai Tonino Oppes, professionale informatore Rai e brillante conversatore-intrattenitore, ma anche abilissimo scrittore (come dimostrato dal libro per ragazzi –ma non solo!- La casa della civetta e altri racconti  (Condaghes 2009) da cui sono state tratte alcune letture.

Lo scapigliato e innovativo gruppo dei Sabot, ispirati da Massimo Carlotto, formato da giovani pieni d’entusiasmo e voglia di fare, capaci di unire a un prezioso lavoro condiviso di creazione narrativa, gradevoli performance di affabulazione e musica.

E per finire…

Per finire c’era Lei, anzi c’erano Loro: sto parlando di Giovanna Mulas (magica sia come autrice che come interprete nei suoi appassionati reading, capaci di coinvolgere e commuovere anche il più insensibile dei cuori) e di suo marito Gabriel Impaglione poeta d’origine argentina che ha trovato nei propri versi il modo migliore per esprimere al mondo aneliti di libertà, di uguaglianza e di amore universale.

Un’affiatatissima coppia, dalla grandissima sensibilità artistica, dalla profonda professionalità di scrittura e dall’irresistibile capacità di coinvolgimento, alla quale mi lega una stima incondizionata e una sincera, profonda amicizia.

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La sera di venerdì le pagine di “Malanima mia” (Melino Nerella Edizioni 2011), lette da me e (soprattutto) da Giovanna, sono riuscite a brillare ancora di più nella incombente e complice oscurità del tramonto, penetrando a fondo e (credo) in  modo molto duraturo nell’anima dei numerosi spettatori che gremivano  lo spazio riservato a Figiurà, al centro dei bei Giardini Pubblici della città.

Poi l’interessante dibattito sulla scrittura collettiva, insieme ai Sabot, con la briosa conduzione di Tiziana Marranci ed Emiliano Longobardi, poi ancora lunghe chiacchiere gustando la cucina etnica somministrata dallo stand  Ciak si mangia.

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 Fino allo  “sciogliete le righe” quando la notte s’era già impadronita del parco e  della città, con il sottile dolore d’ogni distacco, inevitabile -ahimé- in belle occasioni di vita come questa, ma addolcito, nell’occasione, dalla solenne e reciproca promessa di prossimi incontri.    

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Patrizio Pacioni

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Diario di Sardegna 2011 - 3 agosto, Iglesias

Agosto 8th, 2011

iglesias-pzza-lamarmora.jpg   La sensazione, ancora una volta, è stata quella di un killer “sul luogo del delitto”… e ci si trova benissimo, come se fosse a casa sua.

A Iglesias presentai la mia prima opera quel “Un lungo addio” (Taurus Editore - 1997) che segnò l’avvio del mio lungo percorso nel panorama letterario nazionale.

A Iglesias dedicai il mio secondo lavoro, il coraggioso (o temerario) lavoro metà in italiano e metà in campidanese/sulcitano  (“Iscassia et fogu“ - 1998 - La Rosa & la Spiga, tiratura limitata).

Sempre (e anche) a Iglesias ho presentato  “Malinconico Leprechaun” (2008 - Sampognaro e Pupi),  “Seconda B” (2009 - Melino Nerella Edizioni) e “Delitti & Diletti” (2010 - Melino Nerella Edizioni) con protagonista il caro commissario Cardona .

In Iglesias e dintorni, infine, è ambientato uno dei miei romanzi di prossima uscita, una lunga e complessa narrazione di passioni crimini e misteri. Per tutte queste ragioni, oltre che per l’intenso innamoramento da cui sono stato colto nei confronti della Sardegna, parlare di “Malanima mia” al cospetto di un pubblico numeroso quanto interessato e proattivo, affiancato dalla solare Roberta Murroni e dalla dotta e profonda Maria Dolore Dessì si è rivelata davvero una piacevolissima incombenza.   

Un particolare ringraziamento, doveroso quanto sentito, va naturalmente all’Associazione Remo Branca, che ha messo a disposizione la più  accogliente delle location e in particolare al suo Presidente, Piero Barranca.  E all’amico Alessandro Sannia, naturalmente, senza la cui preziosa opera di organizzazione  e propaganda (portata avanti insieme a Giancarlo Loi, infaticabile libraio, autentico baluardo della lettura in Villa di Chiesa) , questo evento non sarebbe stato possibile.

Un ringraziamento anche allo scacchista con il quale, in attesa dell’inizio dell’evento, nella sala dedicata al più nobile dei giochi, ho potuto -dopo tanto tempo- tornare a incrociare pedoni, cavalli, alfieri e tutto il resto.

Uscendone sconfitto, sì, ma con onore.

  

Patrizio Pacioni   

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Galleria Fotografica

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Il coraggio di Iglesias

Agosto 7th, 2011

miniera1.jpg   Una volta l’attività economica trainante del Sulcis-Iglesiente era l’estrazione mineraria. Argento, rame, zinco, carbone e altri minerali, sia pure in presenza di sperequazioni sociali spesso pesanti, rendevano prospera l’economia della zona.

Poi, quando le miniere cominciarono ad andare in crisi, qualcuno ebbe la bella pensata di installare un bel po’ di fabbriche in quel vero e proprio (ex) paradiso paesaggistico che è la zona di Portoscuso e Portovesme.

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industrie.jpg    Naturalmente, dopo avere inquinato mare e spiagge con ogni schifezza chimica può esistere al mondo, al venire meno degli incentivi governativi divenuti illegali con l’estendersi delle normative europee, anche il “Polo Industriale” perse rapidamente ogni competitività, subendo la mazzata finale dall’accelerarsi del declino dei destini economici nazionali e dal rapido tracollo della finanza globale, caratteristici di questi ultimi anni.

Così Iglesias rimase praticamente da sola, col peso della sua stessa gloriosa storia sulle spalle.  Coi suoi padri di famiglia improvvisamente impoveriti e i suoi giovani disoccupati e senza concrete prospettive. 

Insomma, una situazione quasi drammatica, seppure affrontata dagli iglesienti con rimarchevole spirito di sacrificio e di abnegazione e (soprattutto) con grandissima dignità; uno di quei bui momenti, per intenderci, in cui l’ultima occupazione dche ci si preoccupi di praticare è quella di coltivare inclinazioni artistiche d’ogni tipo.

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sardegna-remo-branca-rid-0811-009.jpg   Ma, proprio in procinto di arrivare nell’immediata prossimità del culmine di questa terribile crisi, qualcuno ha trovato il coraggio di cominciare a remare controcorrente. Ottenuta dalle autorità locali la possibilità di utilizzare gli spazi delle vecchie scuole maschili, ora dismesse, l’Associazione Remo Branca ha cominciato un’alacre attività di cui troverete più precise informazioni in calce a questo articolo, diventando in breve tempo uno dei più solidi riferimenti di chi ha ancora a cuore la crescita civile e culturale di Iglesias.

Con l’efficacissima sintesi che ne contraddistingue la scrittura, lo scorso 3 agosto, in occasione della presentazione del libro che ha inaugurato il breve ma significativo tour estivo sardo, Patrizio Pacioni ha così dedicato la copia di Malanima mia donata all’Associazione che lo ha ospitato:

Vivissime congratulazioni per quanto è stato fatto sin qui e sinceri auguri perciò che verrà fatto da oggi in poi

Parole che mi sento di sottoscrivere senza alcuna riserva.

 

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

 

sardegna-0811-006.jpg   L’Associazione culturale Remo Branca è nata nel 2008 e ha sede in Iglesias (via Roma, 68 - presso i locali delle ex Scuole Elementari Maschili). L’obiettivo dichiarato è quello  di rilanciare l’arte xilografica, che vide in Remo Branca (incisore, pittore e scrittore) un ilustre interprete e mentore.

Allo scopo fondò nel capoluogo sulcitano la Scuola d’Arte Decorativa, presso il Liceo Scientifico nel quale  fu dapprima segretario, poi insegnante e infine preside.

La Scuola d’Arte Decorativa ebbe allievi che divennero maestri nell’arte del’incisione, come Paolo Rodriguez, Giorgio Carta, Enea Marras e Giovanni Marras, il quale poi diverrà maestro dello stesso Presidente e anima dell’iniziativa Piero Barranca, di Carlo Murroni e molti altri.

L’Associazione ha potuto godere, fin dagli inizi, del forte interesse per le sue iniziative da parte del figlio di Remo Branca, Francesco Paolo, che ha accettato di buon grado di diventarne il Presidente Onorario, facendo dono di buona parte del cospicuo patrimonio artistico e librario del padre all’Associazione stessa, al Liceo Scientifico e al Comune.

Intensa l’attività dell’Associazione in questi primi anni di vita: iniziative xilografiche importanti come le mostre a Buggerru e a Carloforte nel 2008; nell’estate del 2009 la mostra all’Exmà di Cagliari con la partecipazione di ben 47 xilografi di Iglesias,  numero che dà la misura di quanto intensa sia, nella cittadina, l’attività xilografica, di cui occorre sottolineare sia il livello quantitativo, sia quello qualitativo;  la mostra nell’ottobre del 2009 con il patrocinio del Parco Geominerario della Sardegna e quella nel Dicembre del 2009, al fine di raccogliere fondi per una Borsa di Studio per il Liceo Artistico Remo Branca di Iglesias.

Attualmente operano nell’Associazione ben 70 xilografi e una mostra permanente illustra le loro opere. La xilografia, tuttavia, non è l’unica attività che vi si svolge poiché sono stati attivati fin dall’autunno del 2009 anche i Laboratori di Pittura, Acquerello, Poesia e Prosa, Fotografia, e poi quelli di Modellato, Recitazione poetica, Canto Corale, Teatro, Scacchi.

sardegna-0811-004.jpg sardegna-0811-010.jpg    L’attività dei laboratori trova continuo riscontro nelle mostre individuali e collettive che si susseguono con costante regolarità nella sede dell’ Associazione: mostre individuali e collettive di pittura e scultura, individuali e collettive di fotografia, serate di poesia e musica, che richiamano l’attenzione dei cittadini e degli abitanti dei centri limitrofi.

 

Diana De Rossi per T.R.F.

Miracolo a Sassari?

Agosto 7th, 2011

  sassari.jpg     Da ormai troppo tempo per il Bel Paese si succedono giorni grigi, a volte anche neri: arpionata dagli spietati balenieri della speculazione internazionale, la nostra povera Italia non dispone né della forza, né della determinazione di Moby Dick, capace di affondare e affogare l’odiato nemico Achab.

titanic.gif   In più, i nostri politici non solo continuano a ballare, ma, stipati sul ponte del Titanic, del tutto indifferenti al cospetto dell’ormai prossimo naufragio, continuano a darsele di santa ragione tra di loro.

Cosa c’entra tutto ciò con Sassari? Calma, adesso ci arrivo.

figiura.jpg    In questa città, certo non immune agli effetti della gravissima crisi internazionale, posizionata com’è in una Sardegna già terribilmente provata da un’economia asfittica e dalla piaga di una disoccupazione endemica e carogna, quest’anno si è verificato un fatto davvero degno di nota: quattro librerie hanno trovato il modo e il coraggio di fare fronte comune per l’organizzazione di un evento culturale di ampio respiro battezzato “Figiurà” (traducibile più o meno in osservare, ammirare). Un mese di appuntamenti tra cinema, letteratura, improvvisazioni musicali, laboratori per giovanie  giovanissimi e cucina etnica al servizio del più intelligente tra gli intrattenimenti.

sassari-italia.jpg    Sì, avete capito bene: invece di competere ferocemente tra loro per accaparrarsi il maggior numero possibile dei lettori sassaresi, i titolari di Odradek (linea social-solidale), Azuni (specializzata in giallo-noir e fumetti), Dessì-Mondadori (tradizione e marchio) e Messaggerie Sarde (fornitissimo ed elegante punto vendita di centro-città), affiancati da Amerindia Cinema (creatura dell’appassionato e preparatissimo cinefilo italo-argentino Carlos Cardini),  si sono seduti attorno a un tavolo e hanno deciso di mettere in comune tempo, risorse, disponibilità e competenze per mettere in piedi un evento espressamente mirato, in nome della cultura, ad arricchire di intrattenimento e contenuti l’estate cittadina.

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E sono andati avanti, raccogliendo un gran numero di visitatori e riscuotendo lusinghieri consensi, nonostante l’inspiegabile quanto imperdonabile indifferenza della stampa locale, impegnata a occuparsi delle vicende rosa/fuxia e delle fotogeniche grazie della Canalis e della Palmas (una sassarese e l’altra cagliaritana, questa sì che è par condicio!) piuttosto che del promettente seme di una vera occupata e propria (pacifica) rivoluzione del pensiero: un semino, piccolo per il momento, ma sicuramente destinato a diventare una pianta alta e forte se sarà coltivato con la dovuta attenzione.

E spiace in tal senso riferirsi principalmente proprio al quotidiano “di casa”, La Nuova Sardegna

sassari-giardini1.jpg    No, a pensarci bene non è un miracolo.  Ma, anche se non verrà eretto un santuario al centro dei Giardini Pubblici (che, a partire dal 25 luglio,  ospitano la manifestazione fino al 22 agosto), certamente si tratta di un bel tentativo, di un’iniziativa che non dispiacerebbe vedere imitata e replicata in altre parti d’Italia, con pari umiltà e buona volontà.

A volte basta davvero così poco per fare bene. Anzi, benissimo.

 

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Diana De Rossi per T.R.F.

Sa Iana torna a casa

Agosto 1st, 2011

logo-quattro-mori.jpg   Dopodomani, mercoledì 3 agosto, alle ore 19, prima tappa del viaggio sardo di  Malanima mia edito da Melino Nerella e creato e scritto insieme alla straordinaria Giovanna Mulas.  L’evento, introdotto e  condotto da Maria Dolores Dessì, si svolgerà presso le ex scuole maschili in Via Roma 68. 

http://www.oggiaiglesias.com/index.php?option=com_eventlist&view=details&id=495%3Apresentazione-libro-qmalanimamiaq-di-giovanna-mulas-patrizio-pacioni&Itemid=2

malanimamiacovertridjpg.pngsardegna.jpg    Rcordiamo che proprio a Iglesias l’autore romano dedicò una delle sue prime opere, l’ormai introvabile Iscassia et fogu, romanzo breve fantastico e drammatico scritto in italiano e campidanese-sulcitano  ed edito (in tiratura limitata) nel 1999.  

Cristina Canali