Segnaliamo e proponiamo molto volentieri l’ originale e approfondita intervista che i redattori di Aphorism, il sito degli aforismi (ma non solo) e della scrittura (ma non solo) hanno proposto all’Autore romano creatore dell’avatar letterario del nostro stimato concittadino commissario Leonardo Cardona.
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Aphorism intervista Patrizio Pacioni
pubblicata da Aphorism il giorno martedì 20 settembre 2011 alle ore 16.53.
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1 Perché ti piace scrivere?
Mi piace scrivere? E chi l’ha detto? No, non è affatto vero. Scherzo, naturalmente, ma voglio sottolineare come per me scrivere sia anche e soprattutto un rifugio, un medicamento, una dipendenza, una ragione di vita. Una specie di funzione fisiologica (come il respirare, il bere e il mangiare) che certo, può essere espletata anche in modo piacevole, ma che - innanzitutto - mi è… “necessaria”. Anzi indispensabile.
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2. Ci consigli un libro?
Uno? Ma voglio esagerare, e ve ne consiglio di più. Per gli amanti del thrilling si potrebbe cominciare con “Seconda B” (P. Pacioni), allucinante storia di una maestra che, improvvisamente impazzita, prende in ostaggio i suoi scolari. Per chi invece preferisce il giallo classico, ma desidera anche indulgere in un sano divertimento, niente di meglio che “Delitti & Diletti” (P. Pacioni /L. De Bon): alcuni tra i più grandi scrittori del passato indagati per alcuni “peccati” - non sempre veniali - dall’implacabile commissario Cardona. Per finire, rivolgendomi a chi si sente attratto dai misteri, dalla magia e dalla profonda esplorazione dell’animo umano, “Malanima mia”, scritto a quattro mani da Giovanna Mulas e da (ma guarda un po’!) Patrizio Pacioni. Tutti editi da Melino Nerella. (la recensione di “Malanima mia” arriverà presto su Aphorism, ndr)
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3. Chi è lo scrittore che stimi di più?
Stimo di più gli scrittori che sanno congegnare belle storie e le sanno narrare in uno stile impeccabile quanto scorrevole. Quelli che sanno commuovere e divertire. Quelli che hanno il dono di coinvolgere i propri lettori dalla prima all’ultima pagina. Quelli che, invece di restarsene lì a contemplare il proprio ombelico, e a sproloquiare sempre di se stessi, hanno la curiosità di sollevare il capo per guardarsi intorno, onde cogliere spunti per raccontare il mondo. Mi rendo conto però che, onde evitare di fare la figura del cosiddetto “pesce in barile”, qualche nome di narratore devo accettare di citarlo: Mc Bain, King, Sepulveda e Allende (soprattutto nei racconti), Follett (quello degli inizi), Zafon … Oltre ai grandi classici, naturalmente, da Omero a Hemingway, passando per Shakespeare, Manzoni e Hugo.
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4. Come hai conosciuto Aphorism?
Me ne parlò una mia carissima amica, una giovane poetessa napoletana da tempo “in esilio” in Veneto. Più che consigliarmi il “progetto”, che allora era appena partito, mi parlò molto bene della “qualità umana” dei suoi promotori. In base alla mia intima convinzione che la somma capacità+impegno+buone idee sia sempre = successo, ho subito seguito (e seguo tuttora) Aphorism con grande interesse.
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5. Cosa ne pensi di Aphorism?
Un’idea originale, come ho appena detto, e ben confezionata, aggiungo. La sua fortuna è strettamente legata alla interazione dei suoi simpatizzanti che, a loro volta, per esprimersi al meglio, devono essere stimolati da input costantemente all’altezza. E qui si torna all’intuizione e alla fantasia dei promotori del sito. Alla fine dei conti una sfida, quella di Aphorism, che, a mio giudizio, ha buone possibilità d’essere vinta.
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6. Qual è il tuo aforisma preferito?
“A writer is larger than life”. Traducendo liberamente: “Uno scrittore è troppo grande per una sola vita”. O per la propria vita.
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7. Il libro nel cassetto: lo hai già pubblicato o può restare ancora lì?
Ho già pubblicato 11 opere (o 12, a seconda dei parametri scelti per il calcolo), ma il cassetto trabocca letteralmente di libri da pubblicare e di altri lavori “under construction” che mi è difficile persino tenerlo chiuso. Anzi, se c’è una cosa che mi allarma, è proprio la mia incapacità di tenere dietro alle idee, che si affastellano nel “retrobottega” della mente, con la realizzazione pratica delle stesse. Non temo la morte in quanto tale, che reputo un accidente naturale, al pari della nascita, però… Però so già che, quando verrà il momento, una delle cose che più mi darà cruccio sarà di dover lasciare incompiuta qualche storia.
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8. A te il gran finale: chiudi questa intervista con un saluto agli autori e ai visitatori di Aphorism
Cari visitatori di Aphorism, gli aforismi non vanno ricercati frugando tra quelli ideati dagli “addetti ai lavori”. O almeno, non solo in questo modo. Io trovo molto eccitante andarli a scoprire all’interno dei romanzi che leggo, estraendoli uno a uno dalle pagine, come perle dalle conchiglie.Ciao a tutti e mi raccomando: leggete, leggete, leggete! E fatelo con passione e grande attenzione…