Che siamo capitati nel bel mezzo della crisi più carogna che ci sia, una persistente “congiuntura” avversa che toglie fiato all’economia, alla produzione e soprattutto alla gente, ce lo ripetono ogni giorno i media, quindi ormai l’abbiamo capito molto bene.
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“Dunque bisogna tagliare le spese” sentenziano ministri, deputati & senatori, consiglieri, industriali e opinionisti di estrazione varia, e su questo non ci si può che dichiarare d’accordo.
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Ma, guarda caso, stando a quanto non dicono (ma certamente fanno) i nostri politici e i nostri amministratori, le “amputazioni” più facili, più apparentemente “indolori”, le prime da effettuare, sono quelle sui capitoli di spesa della Cultura (non a caso con la “c” maiuscola).
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Ebbene, a mio modesto parere, invece, seguire una linea di condotta del genere ricorda un po’ quel contadino, in difficoltà per una prolungata siccità, che decide di cominciare a risparmiare sull’aratro e sulle sementi: certamente limiterà le spese, ma, quando tornerà la pioggia, perché prima o dopo DEVE tornare, cosa crescerà nel suo campo se non erbacce inutili e schifose?
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Per fortuna non tutti la pensano e si comportano così.
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Il Comune di Manerba sul Garda, tanto per citare un (buon) esempio, a costo di grandi sacrifici ha voluto organizzare anche quest’anno il festival di settore Manerba in Giallo.
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Ebbene, per una volta, e ne siamo tutti felici, i fatti alla fine hanno dato ragione alla ”ostinazione” dell’assessore alla cultura Andrea Nonfarmale, (uomo di profonda competenza, sincero amore per la lettura e smisurata cortesia): al concorso letterario legato alla manifestazione hanno partecipato numerosi testi inviati da autori residenti anche a molta distanza dal lago, per di più caratterizzati da un notevole livello medio di originalità narrativa e tecnica di scrittura.
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Alla prima delle due serate previste, l’ospite d’onore è stato il nostro Patrizio Pacioni che, intervistato dalla brillantissima Paola Pasini, giornalista-reporter dell’emittente Tele Tutto, ha spaziato, come è solito e capace di fare, dalle pagine tenebro-misteriose di Malanima mia a temi di più grande respiro e d’interesse generale: dalla creatività letteraria al costume, passando per richiami storici e letterari di notevole suggestione.
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Notevole l’interazione dei numerosi presenti che sono a più volte intervenuti con domande e annotazioni.
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(nelle foto scattate in esclusiva per questo post alcuni momenti della serata)
Da segnalare, nella seconda parte dell’evento tenutosi nell’accogliente sede della Sala Consigliare di un Palazzo Minerva sontuosamente restaurato e prontamente assegnato a numerose attività culturali e formative dall’amministrazione comunale, le anticipazioni che l’autore romano (e bresciano da quasi 10 anni) ha regalato ai presenti in merito a “Il guaito delle giovani volpi” il suo romanzo di prossima uscita che ha voluto dedicare al dramma di Hina Saleem (trucidata dal padre in quel di Sarezzo per la sua scelta di vita occidentale) e al problema dei rapporti tra la civiltà-religione di matrice cristiana e quella musulmana.
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A proposito: Manerba del Garda si trova nei pressi dell’incantevole Parco della Rocca di Manerba; suddiviso nelle sei frazioni di Solarolo, Montinelle, Balbiana, Pieve, Crociale e Gardoncino è una delle mete preferite dai turisti durante la bella stagione estiva grazie anche alla presenza della famosa Isola di S.Biagio, più comunemente conosciuta come Isola dei Conigli.
La storia di Manerba del Garda, nel basso Medioevo, è legata alle vicende della Rocca (caposaldo difensivo); fatti storici la ricordano come continuamente contesa tra Guelfi e Ghibellini, Bresciani e Veronesi. La Rocca di Manerba del Garda cessò la sua funzione militare con il passaggio del territorio della Riviera alla Serenissima Repubblica Veneta nel XV secolo. Tale dominio durò ininterrottamente fino al 1796 (campagna napoleonica d’ltalia). Caduto l’astro di Napoleone, Manerba del Garda venne incorporata all’impero Austro-Ungarico e la definitiva liberazione venne conquistata sui campi di battaglia di S. Martino e Solferino. x
Valerio Vairo